Come ti curo Franco Noero

Una collezione di carte e biglietti-ricordo del vissuto in una città. Lettere spedite e scale che portano alla Luna. Le cinque semplici cose, parte seconda, di Noero. A Torino, naturalmente…

Five Easy Pieces II - veduta della mostra presso la Galleria Franco Noero, Torino 2011

Secondo appuntamento per il progetto espositivo ispirato alla pellicola di Bob Rafelson (1970), Five Easy Pieces. Dopo il messicano Patrick Charpenel, il testimone è affidato all’italiano Vincenzo de Bellis. Se nel primo episodio del progetto curatoriale il tema era la narrazione, ora è la semplicità (propria dei lavori esposti) a creare un nuovo percorso organico. Facili ma non banali, i lavori selezionati sono anche stati scelti da un’interpretazione del film in chiave cinica e nichilista, attitudini suggerite dall’anaffettività che il protagonista Nicholson manifesta mentre suona al pianoforte i Five Easy Pieces di Chopin. I pezzi in mostra sembrano accomunati dall’elementarietà dei materiali impiegati, una sorta di economia dei mezzi come risposta alla complessità nel leggere le diverse articolazioni del mondo.
Perpendicular Panhandle Park (2009) di Abraham Cruzvillegas è una raccolta di 221 pezzi d’ogni tipo di carta che documenta la permanenza, e dunque il transito, dell’artista a San Francisco. Buste, fazzoletti, scontrini, cartoline, ricette e bus tickets sono dipinti di verde e rosa. Resa quindi illeggibile e irriconoscibile, la collezione cartacea si offre al pubblico come un diario occultato, che è però l’accumulazione fisica dei dati di un’esperienza passata.

Richard Aldrich - Chief’s Hair - 2005 - olio e cera su tavola - cm 50x37,5

Al centro del project space, invece, è il paesaggio astratto di Helen Mirra. Su un pallet da trasporto trova posto una tela militare in lana; elementi materialmente contrastanti, la rigida struttura in legno e la morbida coperta si coniugano in modo armonico, quasi naturale. In questa direzione che sembra esaltare l’essenzialità si colloca anche la pittura minimale di Richard Aldrich. Chief’s Hair (2005) è infatti una piccola tavola che ritrae il Capo Bromden, nativo americano tra i protagonisti del film Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975), e nell’opera restituito attraverso la sintesi della folta chioma, sineddoche che esprime la parte per il tutto.
Eco inverso dei Viaggi postali di Alighiero Boetti è l’opera del messicano Mario Garcia Torres. Si tratta della spedizione di sette missive che, inviate in tempi diversi dall’artista da Los Angeles al suo studio presso il California Institute of the Arts di Valencia, con la variazione a ogni invio di alcune lettere nella compilazione dell’indirizzo, corrispondono ai tentativi di dialogo tra il mittente e il destinatario fino al suo ultimo riconoscimento postale.

Five Easy Pieces II - veduta della mostra presso la Galleria Franco Noero, Torino 2011

Infine, il lavoro più poetico del progetto curatoriale: Ladder to the moon, again (2011) di Tom Burr, site specific formato da due scale pieghevoli dipinte di bianco e una lampada sferica accesa. Una coricata a terra e l’altra aperta – funzionalmente ready to use – le due scale costituiscono il set di un backstage. Prima o dopo la messa in scena, a metà tra quello che può esser accaduto e quella che avverrà, l’installazione è un transito che allude alla domestica evasione dell’uomo nel raggiungere metaforicamente la luna.

 

Claudio Cravero

dal 24 febbraio al 2 aprile 2011
Five Easy Pieces II
a cura di Vincenzo de Bellis
Galleria Franco Noero – Project Space
Via Giulia di Barolo 16d (zona corso San Maurizio) – 10124 Torino
Orario: da giovedì a sabato ore 15-19 solo su prenotazione
Ingresso libero
Info: tel. +39 011882208; fax +39 01119703024;
[email protected]; www.franconoero.com

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Claudio Cravero
Claudio Cravero (Torino, 1977). Curatore di base a Dubai, dal 2014 al 2018 è direttore artistico della sezione contemporanea del Museo King Abdulaziz Center in Arabia Saudita. La sua ricerca indaga l’arte contemporanea quale forma di resistenza contro la censura pubblica nell’area del Golfo e del Medio Oriente. Dal 2008 al 2014 è co-direttore artistico presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino dove, con Piero Gilardi, si è occupato di ecologia culturale e socially engaged art. Nel 2014 è curatore di Onufri Prize, promosso dalla National Gallery of Fine Arts di Tirana, Albania. Ha inoltre collaborato con il Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea (2004-2006) e con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (2002-2004). È membro di comitati di giuria internazionali (Coal e Domaine de Chamarande, entrambi a Parigi) ed è lecturer e coordinatore del Master in Curatorial Practice presso lo IED di Venezia. È infine autore di saggi raccolti in diversi cataloghi e articoli pubblicati su art magazine e blog (Artribune, Roma; Sleek Magazine, Berlino; Freemuse, Copenaghen).

3 COMMENTS

Comments are closed.