Cadentia Farnese è il nuovo videogioco gratuito realizzato dallo studio italiano We Are Muesli insieme all’Ambasciata di Francia in Italia per raccontare la sede dell’ambasciata, cioè Palazzo Farnese a Roma, noto anche come “dado Farnese”. Si tratta di una visual novel, un racconto interattivo e illustrato in cui possiamo compiere scelte per influenzare lo svolgimento di 12 piccole vignette, costruite come dialoghi o come monologhi e ambientate lungo 1800 anni di storia del palazzo. Un episodio ci porta persino nell’età mitica degli dèi e delle dee per scoprire una delle scene affrescate dai fratelli Annibale e Agostino Carracci nella Galleria Farnese.

La storia di Palazzo Farnese
Nel 2025, Palazzo Farnese ha festeggiato i 150 anni della presenza al suo interno dell’ambasciata (che in realtà era qui già nel 1874) e dell’École Française de Rome. Il palazzo cinquecentesco, progettato originariamente da Antonio da Sangallo il Giovane ma su cui mise le mani (tra gli altri) anche Michelangelo, è stato a lungo proprietà della famiglia Farnese, per poi passare alla famiglia Borbone e infine allo stato italiano. Nel 1936 è stato concesso al governo francese per 99 anni e per una cifra simbolica, in cambio di un pari trattamento per la sede dell’ambasciata italiana a Parigi, l’Hôtel de La Rochefoucauld-Doudeauville. Un altro degli eventi citati in Cadentia Farnese.

Scoprire Palazzo Farnese lanciando i dadi
Cadentia Farnese vuole dare “la possibilità di entrare a Palazzo Farnese in modo diverso”, ha detto l’ambasciatore Martin Briens durante la conferenza stampa di presentazione. Ogni partita inizia con un lancio di due dadi, la cadentia (“chance”) del titolo, e per ognuno degli 11 possibili risultati vediamo una diversa scena. Anche se non capita mai di ottenere più volte lo stesso risultato, e perciò non rischiamo di dover rigiocare all’infinito le stesse scene, gli eventi ci vengono quindi presentati in un ordine casuale e non cronologico. Si va da un dialogo tra uno stalliere e un cavallo, esplicito richiamo alle Operette morali (1835) di Giacomo Leopardi pensato per raccontare i mosaici romani ritrovati nei sotterranei del palazzo, fino ai recenti concerti di musica elettronica ospitati nel cortile del palazzo. Da Michelangelo alle celebrazioni per i 200 anni dalla Rivoluzione francese. Da un gruppo di studenti che nel XVIII Secolo si esercitano a copiare gli affreschi della Galleria Farnese alla liberazione di Roma dall’occupazione nazifascista. Nelle varie vignette dobbiamo prendere delle decisioni, e in base alle nostre scelte scopriamo aspetti diversi di ciò che è successo e andiamo a comporre strato dopo strato un’immagine che rappresenta visivamente la nostra versione della storia. Una meccanica ispirata, come spiegato da We Are Muesli, a Più e meno (1970) di Bruno Munari e Giovanni Belgrano. Quando abbiamo giocato queste 11 scene se ne sblocca infine una dodicesima, che, oltre a dare risposta a un mistero che ritorna più volte nel videogioco, ripercorre e così ricollega anche tutte le tappe del nostro viaggio nel tempo.

Lo studio italiano We Are Muesli
Artribune ha raccontato in passato lo studio italiano che ha sviluppato Cadentia Farnese: We Are Muesli, inizialmente composto solo dai suoi fondatori Claudia Molinari e Matteo Pozzi (e scritto come “We Are Müesli”). Negli anni, We Are Muesli si è trasformato da duo creativo in qualcosa di più simile a uno studio, con l’arrivo della public historian Benedetta Pierfederici, che ha curato i testi di Cadentia Farnese insieme a Pozzi, e alla visual designer Linda Amodeo, che si è occupata della componente visiva sotto la direzione di Molinari. Nato proprio con una visual novel, Cave! Cave! Deus Videt (2013) dedicata all’opera di Jheronimus Bosch, We Are Muesli ha lavorato poi a giochi da tavolo, come il docugioco Colpo di Stato (2020) sul golpe Borghese, a escape room, come Ludmilla (2023) su Italo Calvino, e a esperienze ludiche ibride. A questo proposito, su Artribune abbiamo parlato di Missione Pietrarubbia (2022), realizzato per la Fondazione Arnaldo Pomodoro. Cadentia Farnese è stato sviluppato da We Are Muesli, Moreno Lovato e (alle musiche) Ascari con la supervisione dell’esperto di politiche culturali legate al videogioco Diego Grammatico e la collaborazione dell’Ambasciata di Francia in Italia. È disponibile gratuitamente sulle piattaforme itch.io e Steam per PC e per dispositivi Android (su Google Play) e iOS (su App Store).
Matteo Lupetti
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