Artribune inizia il 2026 con le recensioni di alcuni videogiochi usciti alla fine dell’anno scorso. Nella selezione di questo mese: una serie animata supereroistica e interattiva (Dispatch), una meditazione su arte umana e non umana (Dreams of Another), due videogiochi horror (Horses e Sleep Awake) e un videogioco puzzle tutto italiano (Sillabo).
Matteo Lupetti

Dispatch
A partire soprattutto da The Walking Dead (2012-2019), videogioco tratto dall’omonima serie a fumetti di Robert Kirkman, lo studio statunitense Telltale Games ha definito e popolarizzato un nuovo modo di fare videogioco “avventura”. Le “avventure narrative” di Telltale, e poi di altri studi come Don’t Nod, abbandonano l’esplorazione di spazi virtuali interconnessi e i complessi puzzle delle “avventure grafiche” e delle “avventure testuali”, i videogiochi ispirati a Colossal Cave Adventure (Will Crowther, 1976, ma la versione più nota è quella espansa da Don Woods del 1977). Le avventure narrative si concentrano, invece, sulla possibilità di influenzare almeno in parte, attraverso le nostre decisioni, racconti in realtà piuttosto lineari e predeterminati. Inoltre, questi videogiochi sono solitamente rilasciati in episodi, come una serie TV. Lo studio AdHoc è stato fondato da ex membri di Telltale dopo la chiusura della compagnia e riprende, estremizza e arricchisce questa formula in Dispatch, storia di un supereroe che si ritrova a gestire un gruppo di supercattivi in riabilitazione. Dispatch potrebbe essere considerato una vera e propria serie animata gamificata, ma ogni episodio ha anche una sezione in cui dobbiamo gestire da remoto la squadra e dirigerne i membri verso le varie emergenze. Le due componenti si intrecciano e si rafforzano a vicenda per creare la trama e descrivere l’evoluzione delle relazioni tra i vari personaggi.
Dispatch di AdHoc Studio e Critical Role Productions è disponibile per Windows (versione provata) e PlayStation 5 e uscirà per Nintendo Switch e Switch 2 il 28 gennaio 2026. I testi sono disponibili in italiano.
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Dreams of Another
Dreams of Another è uno “sparatutto”, uno di quei videogiochi in cui dobbiamo sparare a qualsiasi cosa con un’arma da fuoco. Ma qua usiamo il nostro fucile automatico (e più avanti granate e anche un lanciamissili) non per distruggere ambientazioni, cose e creature (virtuali) viventi, ma per crearle. Le facciamo ricomporre a partire dalla “nuvola di punti” (point cloud) in cui erano sparse all’interno dei mondi onirici dentro cui ci muoviamo. Quando queste entità sono ricomposte, inoltre, ci parlano: ci parlano le persone, certo, ma anche gli animali non umani, le piante, le attrazioni di un parco giochi che ospita giostre che non funzionano più, le porte delle abitazioni… Attraverso i monologhi di queste entità, Dreams of Another tenta un’esplorazione sia degli esseri umani sia del non umano e della sua inaccessibile vita interiore, parla di arte, sia umana sia non umana, e soprattutto celebra lo scarto, ciò che è rimasto o è stato consegnato ai margini perché rotto o persino mentre era ancora funzionante. Paradossale simbolo di questa condizione è, in una delle sottotrame del videogioco, la fede nuziale che appartenga a una persona ormai divorziata: un oggetto perfettamente integro ed eppure destinato a essere messo da parte, un oggetto che non ha più uno scopo senza però avere alcuna colpa o responsabilità nel suo fallimento.
Dreams of Another di Q-Games, parte della serie PixelJunk e diretto dall’artista multimediale Tomohisa “Baiyon” Kuramitsu, è disponibile per PlayStation 5 (versione provata, anche con supporto per PlayStation VR2) e Windows. I testi sono disponibili in italiano.
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Horses
Un ventenne trascorre due settimane estive a lavorare in un allevamento di “cavalli”, in realtà esseri umani drogati, marchiati costretti a indossare solo una maschera animale stretta da un collare di ferro. Privato egli stesso di ogni facoltà decisionale, anche quando gli viene apparentemente data la possibilità di scegliere, il giovane uomo partecipa volente o nolente alla repressione (soprattutto sessuale), alla sottomissione e allo sfruttamento di queste persone, guidato dal proprietario della cascina. Cioè, dal videogioco e dai suoi obiettivi, dalla ripetitiva routine che costruisce. Persino quando il protagonista inizia a ribellarsi, o almeno a partecipare alla ribellione organizzata dai “cavalli”, lo fa senza che gli venga (e ci venga) offerta un’alternativa. Horses è un videogioco sulla nostra partecipazione ai sistemi di potere, un’opera horror e grottesca in cui l’intero medium videoludico viene inquadrato non come realizzazione di desideri e fantasie ma come luogo in cui la nostra libertà d’azione (la nostra agency) viene limitata e indirizzata. L’unica speranza è forse la fuga dal videogioco stesso. È anche notevole come Horses riproponga in forme stranianti il linguaggio del cinema muto e in bianco e nero, per esempio presentando i dialoghi attraverso intertitoli. Sono qua strumenti di controllo pure telecamera e proiettore, cioè il regime scopico del cinema e della fotografia da cui proviene lo sguardo della telecamera virtuale e immaginaria del videogioco.
Horses di Andrea Lucco Borlera e Santa Ragione è disponibile per Windows su GOG e Humble Bundle dopo che la principale piattaforma di distribuzione di videogiochi per computer, Steam, ed Epic Games Store hanno rifiutato di venderlo. I testi del videogioco sono in italiano.
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Sillabo
I videogiochi puzzle per smartphone hanno di solito una formula “free-to-play”. Si propongono come gratuiti, ma in realtà dipendono da sistemi di monetizzazione molto aggressivi, con valute e sottovalute virtuali acquistabili, pubblicità invadenti e meccaniche pensate per trattenere le persone dentro l’app e farle quindi spendere il più possibile. Mauro Vanetti è uno sviluppatore italiano noto negli ultimi tempi soprattutto per il Fantapapa (Vanetti, Pietro Pace, 2025), un videogioco online ispirato al FantaSanremo (2020-in corso) e pensato per far ragionare sui funzionamenti di un conclave, nello specifico dell’ultimo conclave in cui è stato eletto papa Robert Prevost (Leone XIV). Vanetti è anche un attivista impegnato, tra le altre cose, contro monetizzazioni predatorie e gioco d’azzardo, e ha quindi esplicitamente realizzato il suo videogioco puzzle Sillabo come alternativa alle usuali logiche del mercato. In Sillabo dobbiamo creare una serie di parole italiane usando le lettere che ci vengono proposte e le sillabe di alcune delle parole che abbiamo composto precedentemente durante la partita. Qua, però, possiamo giocare solo una volta al giorno, l’interfaccia non è colma di effetti visivi e sonori ispirati a casinò e slot-machine, non c’è pubblicità e per continuare a giocare dopo aver terminato le sette partite gratuite iniziali basta pagare due euro. In alternativa, possiamo ottenere partite extra facendo iscrivere altre persone a Sillabo su nostro invito.
Sillabo di Mauro Vanetti e Jacopo Rovida è disponibile online, giocabile direttamente su browser Internet, e su dispositivi Android (versione provata) e iOS. Il videogioco è disponibile in italiano (e solamente in italiano, in effetti).
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Sleep Awake
La casa di produzione cinematografica Blumhouse Productions è diventata celebre per i suoi grandi successi horror realizzati con budget ridotti, come Paranormal Activity (Oren Peli, 2007): poco più di duecentomila dollari di budget (senza, però, contare il marketing) per più di 193 milioni di dollari di incasso globale al botteghino. Dal 2023 Blumhouse sta tentando la stessa strategia con la sua divisione videoludica Blumhouse Games, pubblicando videogiochi horror (un filone che permette anche una certa sperimentazione) di dimensione contenuta. In Sleep Awake interpretiamo una ragazza che attraversa una tentacolare città di un futuro disperato e distopico in cui chi si addormenta rischia di scomparire nel nulla. Anche se ci sono alcune sequenze più convenzionalmente ludiche, in cui dobbiamo nasconderci o fuggire da nemici oppure risolvere semplici enigmi, Sleep Awake è principalmente un’opera narrativa che si inserisce nella tradizione del “videogiochi di passeggiate” (walking simulators). È un viaggio a tratti psichedelico, dove è difficile distinguere sonno e veglia, una sensazione amplificata dall’intromettersi di filmati girati con un’attrice in carne e ossa, come se il videogioco stesso fosse un sogno. Inoltre, Sleep Awake è stato sviluppato dallo studio fondato da Robin Finck, chitarrista dei Guns N’ Roses e dei Nine Inch Nails, insieme a Cory Davis, conosciuto soprattutto come co-direttore del videogioco di culto Spec Ops: The Line (Yager Development, Take-Two Interactive, 2012).
Sleep Awake di Eyes Out e Blumhouse Games è disponibile per PlayStation 5 (versione provata), Windows e Xbox Series S e X. I testi sono disponibili in italiano.
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