La vicenda che negli scorsi giorni ha visto protagonista l’azienda texana Gamestop, attiva nella vendita dei videogiochi, supera i confini del mercato finanziario. Sottolineando le potenzialità del web nella messa a punto di azioni collettive e decentralizzate, capaci di creare effetti globali.

Sono trascorse quasi due settimane da quando le parole Gamestop, Wallstreetbets, Robinhood, short-squeezing hanno cominciato ad avvicendarsi sui nostri schermi con la stessa frenesia che ha caratterizzato i movimenti di mercato cui queste parole si riferiscono. La borsa americana la scorsa settimana ha infatti registrato un incremento di volume delle contrattazioni che non si verificava dal picco avvenuto nel 2008 poco prima della crisi finanziaria. E le vicende di questi giorni hanno incuriosito e avvicinato al mondo della finanza persone che normalmente non se ne occupano.
Sarà perché Gamestop è una azienda, texana, che vende videogiochi. Sarà perché Wallstreetbets è un forum decentralizzato dedicato a investimenti finanziari di uno dei siti più visitati al mondo, Reddit. Sarà perché la piattaforma usata dai Wallstreetbets per comprare i titoli Gamestop si chiama Robinhood ed evoca in tutti noi la volpe rossa vestita in verde che rubava ai poveri per dare ai ricchi. Sarà per i tweet diffusi da persone come Elon Musk, che tra le altre cose hanno potere di influenzare la Rete. Sarà anche per molte e varie altre ragioni che l’interesse generale suscitato da questi eventi sembra una delle lenti interessanti attraverso cui leggere l’affaire Gamestop.

CASO GAMESTOP: I FATTI

Come sintetizzare in poche parole l’accaduto? Gli utenti di Wallstreetbets hanno compiuto una azione collettiva e decentralizzata di acquisto dei titoli di Gamestop con l’obiettivo di far salire il valore dell’azienda e provocare perdite in quei fondi che avevano speculato al ribasso su questi titoli.
La diffusione, altri direbbero democratizzazione, dell’accesso alle informazioni e alle pratiche del mondo finanziario da parte di chi ne è estraneo e delle giovani e giovanissime generazioni è una direzione che colma un gap di oltre tre decadi, fatte di indifferenza della popolazione ordinaria verso il risparmio e gli investimenti, come scrive Mohammad Rajjaque, uno dei membri del forum Wallstreetbets.
Una esperienza simile è capitata a molti con la scoperta delle criptovalute. Per molte persone i Bitcoin sono stati il cavallo di Troia per avvicinarsi al mondo della finanza, fino a quel momento percepito come distante o poco interessante, per altre persone forse diremo che è stata la vicenda Gamestop a portarle a Wallstreet.
L’accessibilità agli strumenti finanziari è una delle molteplici conseguenze della rivoluzione innescata con la comparsa di internet nelle nostre vite e avviene anche grazie a piattaforme, come Robinhood, che offrono servizi finanziari online e consentono a singoli piccoli e medi investitori di effettuare operazioni, prima riservate solo agli investitori istituzionali, con una certa facilità e commissioni minime. Questa intellegibilità del mondo della finanza è resa possibile anche dallo scambio di informazioni peer to peer che siti come Reddit permettono a chi naviga la rete. Negli ultimi due mesi nel forum di Wallstreetbets, che oggi conta 8,4 milioni di utenti, Gamestop è stato al centro delle discussioni.

CHI SONO GLI UTENTI DI WALLSTREETBETS E ROBINHOOD

Per comprendere l’accaduto è necessario partire da due premesse.
Gamestop è pubblicamente noto per essere un titolo su cui molti fondi di investimento esercitano short squeeze, ossia operazioni scoperte, al ribasso. In estrema sintesi, con gli shorts si scommette che il guadagno di chi investe derivi dalla discesa del valore del titolo e che invece si perda qualora il titolo acquisti valore; chi scommette non detiene il titolo in questione, bensì lo prende in prestito da un intermediario cui paga una percentuale che varia a seconda della durata del prestito.
Il popolo di Wallstreetbets è composto da utenti che, pur avendo uno spirito goliardico, che si manifesta con meme e giochi di parole ‒ tra di loro si chiamano “degenerates” o “retards” anagramma di “traders” ‒, quando postavano le loro dettagliate analisi finanziarie si riferivano a un criterio di “DD”, ossia due diligence. Mohammad Rajjaque, persona con 15 anni di esperienza nel settore bancario, scrive che quando è entrato a far parte del forum due anni fa ha trovato persone con un background simile al suo, anche se più giovani in maggioranza. La giocosità dell’approccio è comune e per fortuna (!) presente in tutte le comunità formatesi online e non ne inficia la serietà.
E dunque in questo contesto che nasce l’idea nel gruppo Wallstreetbets di coordinarsi per comprare le azioni di Gamestop, far salire il valore delle quotazioni di questa azienda secondo alcuni fondi predestinata al fallimento e così causare perdite a questi stessi fondi che avevano scommesso al ribasso (altri fondi invece hanno invece guadagnato da questa speculazione).
Penserete sia facile, tutti comprano ed è fatta. Invece la questione è piuttosto complessa e risiede in un delicatissimo equilibrio tra il momento in cui si compra e quello in cui si rivende e nel coordinamento di centinaia di migliaia di persone (per una analisi approfondita della complessità dell’operazione e del coordinamento richiesto rimandiamo a un articolo di Eliezer Yudkowsky).

DAL WEB ALLA FINANZA

Ed è questo l’elemento sorprendente della vicenda. Ciò che rende gli eventi di questi giorni fuori dall’ordinario, al di là dei guadagni e delle perdite tipici delle speculazioni finanziare, è come un gruppo di persone non costituite formalmente in una organizzazione sia riuscito ad attuare un processo di intelligenza collettiva attraverso cui tanti singoli individui, tramite una semplice azione, ottengono un risultato complesso, un risultato nel mondo della finanza. Immaginate una performance in cui per una settimana, dopo mesi di discussioni, un gruppo enorme di persone sparse per il globo realizza un’azione contemporaneamente e così raggiunge l’obiettivo di piantare quattrocentomila alberi o comporre una sinfonia decentralizzata e senza partitura che tuttavia non perde la sua sincronia.
È così che, singolarmente e in massa, si è proceduto all’acquisto di azioni di Gamestop generando un effetto domino che ha coinvolto anche alcuni dei fondi colpiti, che sono stati costretti ad acquistare quegli stessi titoli a prezzi alti per arginare le perdite. Questo effetto domino ha fatto balzare il valore dei titoli di Gamestop, che in condizioni normali valgono 20-30 dollari per azione, a quasi 500 nel giorno del picco più alto.
Il balzo da alcuni analisti è visto come un pericolo perché crea uno scarto tra il valore reale dell’azienda e il suo valore azionario e ricorda “l’euforia irrazionale” che ha preceduto la crisi del ’29 (Gianluca Comandini su Affari e Finanza del 1° febbraio).

BLOCCHI, POLEMICHE E PROVVEDIMENTI

Ma torniamo ai fatti che stiamo ripercorrendo. Lo scorso giovedì, quando il titolo aveva raggiunto un picco, la piattaforma Robinhood ha sospeso un tipo di transazioni per circa 24 ore: ha bloccato la possibilità di effettuare acquisti del titolo Gamestop e di altri titoli simili al ribasso da parte di singoli investitori, provocando un primo arresto dell’effetto domino e del piano dei Wallstreetbets. La decisione della piattaforma ha suscitato polemiche fondate. Mentre i Wallstreetbets non hanno violato alcuna regola di aggiotaggio, la piattaforma ha con la sua azione svolto un ruolo di regolamentazione del mercato che non le compete. Il blocco è stato necessario, secondo quanto affermato da Robinhood, per fare fronte all’ imprevisto aumento di fondi di compensazione richiesti dalla legge per la quantità di transazioni avvenuta, come racconta il Ceo di Robinhood in una intervista a Elon Mask durante il suo, già famoso, intervento su Clubhouse.
Questo tumulto suscitato da Wallstreetbets, Robinhood e dagli altri attori della vicenda ha suscitato l’interesse della SEC ‒ Securities and Exchange Commission, che sta ora vagliando eventuali provvedimenti relativi ai fatti accaduti. Il diritto è sempre uno o più passi indietro rispetto alle innovazioni che la tecnologia porta, e questo è particolarmente palese per tutte le tecnologie legate al web. Negli ultimi anni questo dato è stato evidente in più occasioni a chi si interessa di blockchain e criptovalute, specie perché il diritto è nazionale e invece queste tecnologie richiedono regolamentazioni elastiche e globali. Tanto che una corrente di pensiero nell’ambito del diritto pensa sia meglio lasciare alcune aree non regolamentate o regolamentate solo in parte per favorire l’innovazione. Rimandiamo tuttavia a un prossimo articolo il dibattito complesso che queste riflessioni aprono.
In attesa di sapere quali saranno i provvedimenti presi dalla SEC, dell’affaire Gamestop ricorderemo la capacità che gli esseri viventi hanno di coordinarsi in modi informali e decentralizzati quando vogliono raggiungere obiettivi comuni, e la necessità che il web 2.0 che ora abitiamo si doti di strumenti di protezione dei suoi utenti: della loro privacy, dei loro dati, e delle loro finanze.

Valentina Vetturi

P.S. Questo articolo non vuole suggerire investimenti. Nell’affaire Gamestop molti hanno perso ingenti somme di denaro e molti ne hanno guadagnate, sia tra gli utenti di Wallstreetbets che tra i grandi investitori.

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Valentina Vetturi
Valentina Vetturi è un’artista che lavora con la performance, il suono e il testo. All'origine delle sue opere ci sono processi di ricerca estesi in mondi specifici come quelli della cultura hacker, del diritto e della musica. Valentina studia pratiche decentralizzate nel web e nell’arte e ha conseguito un Master of Science in Digital Currency nel 2019. Tra i suoi lavori più recenti: Orchestra. Studio #3 (Bologna, 2020), Alzheimer Cafè Umeå (Umeå, Svezia, 2018), I Never Think of the Future. It Comes Soon Comes Soon Enough (Zug, Switzerland, 2018), A Better Chance to Gain Enough Entropy (Roma, 2016).