Il Museo di Londra sta raccogliendo le testimonianze dei sogni fatti durante la pandemia

Guardians of Sleep è un progetto che vede la collaborazione del Il Museum of London e il Museum of Dreams: i londinesi sono chiamati a raccontare i sogni fatti durante la pandemia, per capire come il Covid-19 abbia trasformato non solo le abitudini quotidiane, ma agito anche sull’inconscio delle persone.

Sleep, ph Gregory Pappas
Sleep, ph Gregory Pappas

Difficoltà ad addormentarsi, sonno disturbato, innalzamento dei livelli di ansia e stress: sono alcuni dei sintomi riscontrati dalla ricerca condotta dal King’s College di Londra e Ipsos MORI nel giugno 2020, che dimostra come la pandemia abbia agito non solo sulla psiche collettiva, mutando radicalmente abitudini quotidiane e percezione della socialità, ma anche sull’area più sommersa del nostro cervello, quella che emerge durante la notte. Per capire come migliorare la salute psicofisica della popolazione durante questo particolare periodo storico, il Museum of London, assieme al Museum of Dreams – hub virtuale di ricerca partito dalla Western University, in Canada – ha lanciato Guardians of Sleep, un progetto che punta a raccogliere le testimonianze dei sogni fatti dai londinesi durante la pandemia e il lockdown.

Il progetto di Bjarke Ingels Group per il Museum of London
Il progetto di Bjarke Ingels Group per il Museum of London

GUARDIANS OF SLEEP: IL MUSEUM OF LONDON RACCOGLIE I SOGNI DELLA PANDEMIA

Il progetto va a inserirsi nella più ampia iniziativa Collecting COVID (una raccolta di immagini, memorie e oggetti che sono stati significativi durante gli scorsi mesi) lanciata ad aprile 2020 dallo stesso Museum of London, istituzione nata per testimoniare e raccontare la storia in continua evoluzione di Londra e dei Londinesi, dal 450.000 a.C. ai giorni nostri. Il progetto culminerà a febbraio 2021, quando i partecipanti selezionati saranno invitati a parlare delle loro esperienze oniriche davanti a un team internazionale di studiosi, tramite delle conversazioni su Zoom della durata di circa mezz’ora l’una. La chiamata è aperta a tutti gli abitanti della capitale inglese, che possono proporsi entro il 15 gennaio 2021 scrivendo all’indirizzo [email protected]

GUARDIANS OF SLEEP: I SOGNI ENTRANO NELLA COLLEZIONE DI UN MUSEO

Siamo entusiasti di prendere parte a Guardians of Sleep”, ha commentato Foteini Aravani, Digital Curator presso il Museum of London. “Raccogliere i sogni dei londinesi attraverso la loro stessa testimonianza non solo ci consente di documentare un’esperienza chiave condivisa collettivamente durante la pandemia, ma ci aiuta anche ad estendere la definizione di ‘oggetto da museo’, aggiungendo i sogni alla nostra collezione permanente per la prima volta. In passato, quando i musei hanno fatto entrare i sogni nelle loro raccolte, è stato sotto forma di impressioni artistiche, ad esempio dipinti o disegni influenzati dagli eventi; tuttavia, senza essere mai davvero associati alla persona che li aveva concepiti. Invece, come parte di Collecting COVID, con Guardians of Sleep raccoglieremo i sogni come storie orali in prima persona, con l’obiettivo di fornire una narrazione più emotiva e personale di questo tempo da condividere con le generazioni future“.

-Giulia Ronchi

www.museumoflondon.org.uk
www.museumofdreams.org

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.