Tre app fra suono e gesto

Una breve lista di app che sfruttano le potenzialità del suono e del gesto per diventare strumento divulgativo e artistico.

1. SPEAK NEWS

L’interfaccia minimal di Speak News

Avete remore nell’affidarvi ad Alexa per ascoltare le news di Artribune? O addirittura non ci avevate pensato? Chi si vuole tenere informato ma non ha tempo per la lettura di quotidiani e rotocalchi, da anni si affida alla tecnologia dei feed RSS che vengono messi a disposizione gratuitamente dalle maggiori testate web internazionali e anche di casa nostra, mentre è più recente la possibilità di avere una app che legga tutti i titoli, e le notizie che ci interessano di più, magari mentre guidiamo la macchina o siamo inscatolati in vagoni della metropolitana. La più popolare è Speak News – a pagamento, perché la comodità di farsi leggere le notizie è un lusso che si paga – e permette di affidarsi a Siri per la lettura, ma anche ad altre voci preimpostate. Ovviamente se si sceglie l’integrazione con Siri è possibile interagire con l’app in modalità vocale.

www.imaja.com/speaknews/
$ 5.99
iOS

2. HALSEY BURGUND

Le opere georeferenziate di Halsey Burgund

Un sestetto di applicazioni artistiche che coinvolgono la registrazione audio di membri del pubblico da remoto a firma dello stesso artista, Halsey Burgund, che ne ha creato anche la programmazione. Le app in questione sono Hotel Dreamy, re~verse, Bog People, Unreserved, From Here to Where e Patient Translations. Il funzionamento delle app è simile: in ognuna è richiesto di regalare una memoria vocale riguardo i sogni, oppure una propria storia medica di ricovero in una struttura ospedaliera, oppure come si immagina la vita nel futuro, o su un viaggio tra Buffalo e Denver. All’interno delle singole app si possono ascoltare le registrazioni di altri utenti. I lavori audio sono affidati all’artista, che li ha inseriti nelle sue installazioni, oppure lo farà in futuro. Le sue ultime opere utilizzano la location dove si svolge la registrazione, per poterle localizzare ad esempio all’interno del percorso tra Buffalo e Denver o, nel caso di re~verse, a Harward.

www.halseyburgund.com
free
iOS

3. GOOGLE SHADOW ART

Google Shadow Art

Il 5 febbraio ha segnato l’inizio dell’anno lunare cinese e Google ha celebrato l’evento con uno speciale doodle apparso in cinque Paesi. Il teatro delle ombre raffigurava il passaggio dall’anno del Cane a quello del Maiale. Il doodle aveva anche un link a una nuova app web, Shadow Art, studiata per stimolare consapevolezza su quest’arte antica, un patrimonio intangibile che sta scomparendo e che invece va preservato. Fondamentalmente è un gioco interattivo basato sull’intelligenza artificiale in cui viene mostrato un gesto della mano. L’utente deve riprodurlo il più rapidamente possibile. La libreria open source TensorFlow.js utilizza quindi la fotocamera dell’utente stesso per verificare se i suoi gesti corrispondono a quelli sullo schermo. In caso positivo, la sagoma del segno zodiacale appare sullo schermo. Scopriremo in futuro come l’intelligenza artificiale dei laboratori di Google utilizzerà i nostri gesti registrati, o come l’algoritmo apprenderà nuove abilità attraverso il training offerto da noi e da migliaia di altri utenti.

www.shadowart.withgoogle.com
free
web app cross platform

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #48

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci NetMagazine poi MagNet, la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS ed il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, ed in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. E' M. Phil. in Technology e Ph.D. Researcher in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM, fa parte dell'Executive Board di AVICOM ed è Coordinatore della Commissione Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia. Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design.