Milano, nasce Media Graph. Un festival di arte, comunicazione e tecnologia

Nella primavera del 2020 nascerà a Milano un nuovo festival dedicato al rapporto tra tecnologia e comunicazione visiva. Una mostra in apertura il 9 aprile alla Belli Gallery fa da teaser per il grande evento.

Eight Heads High, HATO, Belli Gallery, Milan, 2019, Courtesy HATO and Belly Gallery
Eight Heads High, HATO, Belli Gallery, Milan, 2019, Courtesy HATO and Belly Gallery

L’annuncio è stato fatto nei giorni scorsi durante la Milano Digital Week, nel contesto della tavola rotonda Cos’è la comunicazione senza tecnologia? animata da Luca Pitoni, Matteo Moretti e Les Liens Invisibles, un evento durante il quale è stato affrontato un tema molto caldo: l’impatto delle trasformazioni tecnologiche sulla comunicazione visiva contemporanea. Un assaggio insomma, delle tematiche di Media-Graph, il nuovo festival dedicato alle proficue interazioni tra arte, comunicazione e tecnologia che prenderà il via a Milano nella primavera del 2020.

MEDIA GRAPH: DESIGN E NUOVE TECNOLOGIE

Il progetto, ideato dal centro Mare culturale urbano insieme a Parco di Yellowstone, studio indipendente di design e comunicazione visiva, nasce, secondo le dichiarazioni, “con l’obiettivo di dare voce e diffondere tutte quelle pratiche nell’ambito del design fortemente legate alle nuove tecnologie. Promuovendo progetti, realtà e avanguardie, che vadano oltre all’applicazione strettamente funzionale delle ultime tecnologie, ma che ne indaghino tanto il potenziale estetico quanto l’impatto culturale.”

MEDIA GRAPH: NON UN FESTIVAL DI DIGITAL DESIGN

Considerata la vastità del tema affrontato, nei testi di presentazione del festival si cerca di specificare meglio il focus, procedendo per via di negazione: “Media-Graph non è un festival di Digital Design”, spiegano gli organizzatori, “non è un festival di Data Visualization” e “non è un festival di Media Art”. Resta al centro dunque la comunicazione visiva, un settore che “eredita la lezione etica ed estetica del design grafico di pubblica utilità per proiettarlo nel futuro”. In attesa di conoscere più dettagli sul programma, sarà possibile farsi un’idea grazie a una mostra che funge da momento di avvicinamento al festival. Il 9 aprile, all’interno del folto programma della Design Week, inaugurerà Eight Heads High dello studio londinese HATO. L’esposizione, curata da Emanuele Bonetti e Loredana Bontempi, porta negli spazi della Belli Gallery di Milano – giovane galleria interamente dedicata al mondo del graphic design – un’installazione interattiva molto particolare, che connette, a livello profondo, le persone con il mondo della grafica: i visitatori verranno infatti invitati a generare dinamicamente un nuovo carattere tipografico usando le misure, del tutto uniche, del proprio corpo.

– Valentina Tanni

www.media-graph.it

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.