Fotografia online e potere politico. L’editoriale di Lorenzo Taiuti

Il critico di arte e media Lorenzo Taiuti riflette sull’utilizzo dell’immagine da parte dei politici di oggi. Concentrandosi in particolare sull’uso che Matteo Salvini fa dei social network.

Un tweet di Matteo Salvini
Un tweet di Matteo Salvini

L’ossessiva presenza di Matteo Salvini su ogni possibile comunicatore mediatico pone molteplici interrogativi e preoccupazioni. Televisioni, quotidiani e social network ne sono invasi, in particolare è frequentissima la sua comparsa su Instagram, Facebook e su ogni forma di social network e stampa cartacea con una “volontà comunicativa/esibizionistica” che si diffonde dappertutto e che arriverebbe al nudo se solo ne avesse l’opportunità. La volontà di comunicazione è anche volontà di potere, e i social network sono i centri di questo rapporto/esibizione, che è anche un rapporto di convinzione e politica. Instagram naturalmente contiene un signorile diario per immagini ma, se ci si sposta su Facebook e Google, la marea diventa tsunami. Le foto estive, adatte a rappresentare il corpo seminudo del leader, invadono i social.
Qui diventano necessari dei paralleli con i linguaggi artistici. Il cantante rock psichedelico Jim Morrison dei Doors, all’acme dei concerti si offriva a torso nudo e in ginocchio al pubblico come una vittima sacrificale, come Orfeo pronto a essere divorato spiritualmente e fisicamente dalla marea di adoratori e Baccanti. Sociologi e semiologi hanno insistito, alla nascita dei fenomeni di massa, sulla necessità del divo o della diva di conquistare sia femminile che maschile, in un’unificante flusso di espugnazione e seduzione psicologica. La Garbo e la Dietrich al femminile, e all’apice del fenomeno divistico, fondano la loro comunicazione seduttiva su un arco di messaggi a 360 gradi. Al maschile e in altri tempi, David Bowie ed Elvis Presley rappresentano le stesse istanze, mentre una serie di foto prese da un periodico diventano virali sui network: si tratta del leader in foto assai simili a quelle fatte a Marilyn Monroe negli Anni Cinquanta, coperto solo da un lenzuolo o da una cravatta.

La descrizione della persona nel medium net-fotografico è anche la sua verità e sarà cento volte più vera se la verità è nuda”.

Curiosamente, gli sguardi d’inquietante inquisizione che le foto di Salvini inviano alle masse possono far pensare al messaggio di coinvolgimento di Marina Abramović, che guarda fissamente il pubblico in The Artist Is Present. Salvini è dunque un body-artist? Il narcisismo fotografico ha conosciuto fra gli Anni Sessanta e Settanta uno dei picchi di interesse per la comunicazione di massa e, attraverso la sua diffusione nel campo social, ridiventa centrale. Il politico come l’artista si propongono come oggetto e non come soggetto. Nell’infinito catalogare di Google (molto simile alla scena di Matrix in cui tutti i passati e i presenti si ripetono ossessivamente) il leader appare corrusco, gesticolante, severo, domandante, indicante, infantile, senile, amicale, affettuoso, minaccioso, profetico, pio, ateo. “Una celebrazione del corpo nel mondo”, direbbe Susan Sontag. E ancora: “La fotografia porta in sé ciò che noi sappiamo del mondo quale la macchina lo registra. Ma è l’esatto opposto della comprensione che parte dal non accettare il mondo accettandolo quale esso appare”. Ma molti pensano: la descrizione della persona nel medium net-fotografico è anche la sua verità e sarà cento volte più vera se la verità è nuda.

Lorenzo Taiuti

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #46

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Lorenzo Taiuti
Lorenzo Taiuti ha insegnato corsi su Mass media e Arte e Media presso Academie e Università (Accademia di Belle Arti di Torino e Milano, e Facoltà di Architettura Roma). E’ esperto delle problematiche estetiche dei nuovi media. È autore di video, installazioni e website, collabora con musicisti sperimentali in produzioni audiovisive. Ha collaborato sui temi di arte e media con vari periodici, tra cui "Giornale dell’Arte", "Virus", "Alias"", "Terzocchio", "Linea d'Ombra", "Repubblica", “Juliet”, “Exibart”, “Artribune”, “Arte e Critica”, “Digimag”, “Noema”, “D’Ars”. Ha pubblicato i seguenti testi sulle tematiche dell’arte e i nuovi media: Arte e media. Avanguardia e comunicazione di massa (Costa & Nolan 1996), Corpi Sognanti. L’Arte nell’epoca delle tecnologie digitali (Feltrinelli 2001), Multimedia. L’Incrocio dei linguaggi comunicativi (Meltemi 2005), I linguaggi digitali (per la serie XXI secolo - Enciclopedia Treccani 2010).

1 COMMENT

  1. Gentile Direttore,
    una concisa riflessione, tra il serio e il faceto, sollecitata dall’ apprezzabile editoriale di Lorenzo Taiuti dell’ 11 gennaio su Fotografia on line e potere politico.
    Che i “nostri” politici abbiano letto con encomiabile attenzione le pagine di Rudiger Bubner che, alla fine degli anni ottanta del secolo scorso, individuava nell’estetizzazione della vita quotidiana, attuata già a partire dalle avanguardie storiche del primo Novecento, il segno, il tratto distintivo dell’età contemporanea?
    Cordialità

    Gabriella De Marco
    Professore ordinario Storia dell’arte contemporanea
    Dipartimento di Scienze Umanistiche
    Università degli Studi di Palermo

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