Musei e digitalizzazione. Online la collezione Dada della Kunsthaus di Zurigo

Una delle collezioni Dada più vaste del mondo è finalmente disponibile online. La Kunsthaus di Zurigo ha digitalizzato il suo patrimonio per agevolare la ricerca a livello internazionale tutelando allo stesso tempo i documenti originali

Bildquelle- Kunsthaus Zürich. Erste Internationale Dada Messe. Ausstellung und Verkauf dadaistischer Erzeugnisse, Kunsthandlung Dr. Otto Burchard
Bildquelle- Kunsthaus Zürich. Erste Internationale Dada Messe. Ausstellung und Verkauf dadaistischer Erzeugnisse, Kunsthandlung Dr. Otto Burchard

Circa 740 pezzi tra opere d’arte, documenti, fotografie, riviste, volantini e manoscritti. Sono questi i numeri della ricchissima collezione Dada della Kunsthaus di Zurigo, che in occasione dei festeggiamenti per il centesimo anniversario della nascita del movimento ha deciso di procedere alla loro completa digitalizzazione. Tutti i documenti, ad eccezione ovviamente di sculture e dipinti, sono stati scansionati in alta risoluzione e messi a disposizione su un agile e completo sito web, dove possono essere consultati con tanto di ricerca interna al testo. Oltre 50 i diversi autori dei materiali, tutti artisti che costituiscono il nucleo pulsante del movimento dadaista: da Hugo Ball a Marcel Duchamp, passando per Max Ernst, Man Ray, Hans Richter e Tristan Tzara.

DIVULGAZIONE E PRESERVAZIONE
L’opera di digitalizzazione, intrapresa negli ultimi anni da tutti i maggiori musei mondiali (si pensi ad esempio al grandissimo lavoro svolto dal MoMA di New York, che ha messo online tutte le mostre e i cataloghi dalla fondazione a oggi), ha un duplice obiettivo: la divulgazione e la preservazione. Molti dei documenti infatti risultano oggi molto fragili e dovrebbero essere manipolati il meno possibile, mentre allo stesso tempo l’enorme interesse per quel periodo storico-artistico ha determinato un aumento delle richieste di visione e di prestito. Per favorire la ricerca quindi, e limitare la necessità di spostare gli originali, delle opere è stata digitalizzata non solo la copertina, come è prassi in molte istituzioni, bensì l’intero contenuto. Diversi reparti del museo hanno lavorato a stretto contatto con gli storici dell’arte per portare a termine il progetto, diretto per gli aspetti contenutistici da Cathérine Hug (curatrice) e Thomas Rosemann (direttore della biblioteca), nonché dall’esperto in ambito Dada Raimund Meyer, mentre Jean Rosston ha curato il restauro.

Valentina Tanni

https://digital.kunsthaus.ch

 

 

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.