Il festival tedesco Transmediale festeggia 30 anni. Con una mostra e un mese di eventi speciali

Punto di riferimento assoluto per la riflessione sul rapporto tra arte, tecnologia e società, il festival berlinese Transmediale compie trent’anni. Per celebrare questo traguardo, propone un programma ricchissimo di eventi

Burial Ceremony, di Evan Roth
Burial Ceremony, di Evan Roth

Sotto l’evocativo titolo ever elusive, il festival tedesco Transmediale proporrà, tra febbraio e marzo 2017, un mese intero di eventi per festeggiare la sua trentesima edizione. Fondato nel 1988 come VideoFilmFest e pensato originariamente come un luogo per ospitare le produzioni video più sperimentali che non avrebbero trovato posto in manifestazioni ufficiali come la Berlinale, l’evento berlinese è poi diventato un punto di riferimento mondiale per la riflessione sul rapporto tra arte, tecnologia e società. Il titolo scelto vuole puntare l’attenzione sul carattere elusivo e sempre mutevole della cultura contemporanea, ma anche sulle capacità metamorfiche del festival stesso, che si propone di cambiare periodicamente seguendo le mutazioni del panorama mediatico. In particolare, questa edizione si propone di esplorare, e se possibile rigettare, le tradizionali dicotomie umano-non umano e natura-tecnologia.

TRA NATURALE E ARTIFICIALE
Oltre al consueto programma di eventi (performance, workshop, conferenze e concerti) che si svolge dal 2 al 5 febbraio alla Haus der Kulturen der Welt, Transmediale 2017 propone una una serie di “escursioni” che va sotto il titolo Imaginaries, Interventions, Ecologies che prosegue fino alla fine di febbraio. Si preannuncia poi particolarmente interessante la mostra Alien Matter, curata da Inke Arns, un progetto espositivo che coinvolge una ventina di artisti e porta avanti una riflessione sul rapporto, sempre più ambiguo e intrecciato, tra naturale e artificiale. La “materia aliena” di cui parla il titolo è infatti un’entità nuova, creata dall’uomo, ma parzialmente dotata di intelligenza propria. Tra gli artisti invitati: Morehshin Allahyari & Daniel Rourke, Constant Dullaart, Ignas Krunglevičius, Mark Leckey, Joep van Liefland, Sascha Pohflepp, Johannes Paul Raether, Maria Roszkowska & Nicolas Maigret, Suzanne Treister e Pinar Yoldas.

Valentina Tanni

www.transmediale.de

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.