La guerra in Medio Oriente colpisce anche la moda? 

Negozi chiusi, azioni in calo, grandi investimenti che rischiano di andare in fumo: ecco come i grandi brand del lusso e del fast fashion, negli anni sempre più attenti all’area del Golfo, fanno i conti con il conflitto tra Iran e Israele

Mentre l’escalation del conflitto nella regione provoca caos per ogni tipo di spostamento a Dubai e in altri importanti poli commerciali, molti punti vendita sono stati chiusi oppure operano con personale ridotto. Chalhoub Group, che gestisce nell’intera regione 900 negozi per marchi come Versace, Jimmy Choo o Sephora, ha dichiarato che i suoi negozi in Bahrain sono chiusi, mentre negli Emirati, in Arabia Saudita e in Giordania restano aperti con una presenza di personale ridotta e volontaria (cosa voglia dire di preciso in Paesi come questi nessuno lo sa). Il centro operativo di Amazon ad Abu Dhabi al 2 marzo risultava chiuso. L’azienda ha perso la connettività del data center dopo che una delle sue “Zone di Disponibilità” è stata colpita da qualcosa di non specificato domenica 28 febbraio. Sospese le consegne in tutta la regione e personale in Arabia Saudita e Giordania in attesa di istruzioni Kering, proprietaria di Gucci ha dichiarato che i suoi negozi sono temporaneamente chiusi negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait, Bahrain e Qatar e ha sospeso i viaggi verso quest’area. 

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Il Fairmont Palm di Dubai colpito da un drone

Il lusso in Medio Oriente 

Il Medio Oriente rappresenta una quota compresa tra il 5 e il 10% della spesa globale per il lusso con la maggior parte degli acquisti guidati dai turisti, in particolare da Russia, Arabia Saudita, Cina e India. la regione è stata lo scorso anno la più performante, mentre altrove le vendite si sono fermate. Ma ora gli aeroporti chiusi hanno bruscamente interrotto i flussi turistici verso la regione e gli attacchi missilistici — incluso quello che ha danneggiato l’hotel a cinque stelle Fairmont Palm di Dubai —scoraggeranno i viaggiatori se il conflitto dovesse protrarsi. Proprio di recente i marchi del lusso hanno investito in nuovi negozi sfarzosi ed eventi esclusivi in tutta la regione. Cartier ha inaugurato una mostra di alta gioielleria nel Keturah Park di Dubai pochi giorni prima dell’inizio del conflitto. Zegna nel giugno scorso presso la Dubai Opera House ha dato vita a un evento speciale per la presentazione della collezione primavera/estate 2026. Proprio Richemont (proprietaria di Cartier) e Zegna sono i gruppi più esposti, poiché ciascuno realizza circa il 9% delle vendite totali in quest’area. Anche LVMH ha puntato fortemente sulla regione: il suo marchio di punta Louis Vuitton ha organizzato una mostra presso l’hotel Jumeirah Marsa Al Arab, e Sephora lo scorso mese ha lanciato Moonglaze il suo primo marchio di bellezza appoggiandosi all’influencer saudita Yara Alnamlah. 

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L’influencer saudita Yara Alnamlah

Non solo lusso: il fast fashion nel Golfo 

L’area mediorientale ha attratto nuovi investimenti anche da parte di chi opera su fasce di prezzo diverse da quelle del lusso. Primark a gennaio ha comunicato di aprire tre negozi a Dubai a partire da marzo seguiti da altri in Bahrain e Qatar entro la fine dell’anno. Dopo i primi attacchi missilistici però il rivenditore svedese di fast fashion H&M ha dichiarato che i suoi negozi in Bahrain e Israele sono chiusi. Come effetto immediato del conflitto le azioni dei gruppi del lusso LVMH, Kering, Hermès o Richemont, ma pure del fast fashion (H&M, Inditex) sono calate significativamente. La nuova guerra aggiunge insomma pressione su un settore, che sta già lottando per contrastare un rallentamento che dura almeno dal 2023 con la ripresa del mercato cinese che rimane un miraggio e i rischi provenienti dalla politica dei dazi di Trump che non danno alcuna certezza. 

Aldo Premoli 

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Aldo Premoli

Aldo Premoli

Milanese di nascita, dopo un lungo periodo trascorso in Sicilia ora risiede a Cernobbio. Lunghi periodi li trascorre a New York, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e…

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