La storia di Clarks. Il brand britannico che riparte da poesia e balletto

Che sia il 1825 o il 2023, Clarks rimane sinonimo di sportività e di eleganza assieme. E oggi si adatta ai tempi attraverso un progetto dedicato al futuro. Ce ne parlano Marcelino Sambé e Sonny Hall

È nel 1825 che inizia la storia del marchio britannico di calzature Clarks. Quando i fratelli James e Cyrus Clark creano un paio di babbucce in pelle di pecora nella propria conceria a qualche chilometro da Glastonbury. Eppure l’anno che segna il successo della loro attività è il 1883 grazie alla cosiddetta “linea igienica”, il primo modello di scarpa che si adatta alla morfologia del piede. L’invenzione si concretizza sotto la direzione di William, il figlio di James, che poi la brevetta. Attualmente nell’archivio di Clarks ci sono oltre 22.000 stili e scarpe rivoluzionarie che hanno definito intere generazioni, unendo comodità ed eleganza senza tempo. Ad esempio, il Desert Boot progettato e lanciato nel 1950 da Nathan Clark, pronipote di James, è stato il modello di scarpa preferito dai sessantottini italiani e francesi, scelto per le rivolte di lavoratori, studenti e cittadini appassionati di politica. La motivazione? Sono adatte alla pioggia, fanno sì che il piede stia al fresco ed evitano scivolate improvvise. Anche le Nature, sportive quanto casual e rilasciate alla fine degli anni ’80, o le Trigenic Flex, classico moderno in divenire, hanno segnato l’evoluzione del brand inglese.

M Craft Run Tor White Combi

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FOR THE WORLD HEAD: IL NUOVO PROGETTO DI CLARKS

Ma la chiave di volta delle calzature firmate Clarks è l’insieme di tre elementi: la forma intagliata a mano da un singolo blocco di carpino, le tecniche di costruzione avanzate e le tecnologie contemporanee. Per la seconda volta affiancate da “For The World Ahead”, un progetto che inizia nel 2022 e guarda al cambiamento sociale amplificando la risonanza dei prodotti del marchio. A prenderne parte durante il 2023 sono il poeta e artista Sonny Hall, il primo ballerino del Royal Ballet Marcelino Sambé e la modella e attrice Jourdan Dunn. Ora membri del “Clarks Collective”, che sosterrà i loro progetti dandone risalto. Il fine? Condividere storie e visioni per il futuro di ciascuno, stimolando nuove conversazioni sull’impatto sociale con un pubblico sempre più ampio e sensibile. Rimanendo legati ai due nuovi modelli, quello di Torhill Bee e quello di Torhill Hi.

M Torhill Hi Dark Sand Suede

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LA TORHILL HI DI CLARKS SECONDO MARCELINO SAMBÉ E SONNY HALL

È molto stimolante essere parte di un progetto improntato su ciò che verrà”, afferma Sambé, il quale ritiene di poter essere una figura utile per bambini e ragazzi che partono svantaggiati come lui, da un centro sociale nella periferia di Lisbona. Alla pari di Sonny Hall, giovane poeta di successo da poco ospitato alla Trinity College Literary Society, che si è riscattato attraverso la poesia dopo non aver terminato gli studi. Secondo lui le Torhill Hi sono “un mix tra passato e presente, tradizione e innovazione”, oltre a essere “estremamente comode e avvolgenti” come provato dal primo ballerino del Royal Ballet. Che di calzature se ne intende passando “intere giornate con le scarpette da danza indosso”. Così il prodotto, ibrido tra lo stile iconico delle Wallabee e le suole Big Gripper ispirate agli anni ’90, diventa il perfetto alleato per chi vuole affrontare il cambiamento camminando al fianco di giovani che hanno trovato nell’arte una valvola di sfogo e ragione di vita. Mantenendo l’eleganza in perfetto stile inglese come priorità.

Giulio Solfrizzi

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Giulio Solfrizzi

Giulio Solfrizzi

Barese trapiantato a Milano, da sempre ammaliato dall’arte del vestire e del sapersi vestire. Successivamente appassionato di arte a tutto tondo, perseguendo il motto “l’arte per l’arte”. Studente, giornalista di moda e costume, ma anche esperto di comunicazione in crescita.

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