Parola a Endless, lo street artist che fa satira sulla moda

Oggi i luxury brand della moda sono il nuovo simbolo di culto, che lo street artist londinese Endless usa per fare satira. Ecco cosa ci ha raccontato dopo la chiusura della mostra a lui dedicata a Treviso

Probabilmente lo avrete sentito nominare, soprattutto dopo la sua prima esposizione museale conclusasi a Treviso lo scorso 26 febbraio. Stiamo parlando di Endless, fra i partecipanti all’ultima Biennale Arte di Venezia, nel Padiglione della Repubblica di San Marino. L’abbiamo raggiunto per approfondire il suo approccio creativo, finalizzato all’analisi della società contemporanea.

Endless, chapel red

Endless, chapel red. Artista rappresentato da Cris Contini Contemporary

CHI È ENDLESS

Endless nasce a Londra e si diploma alla Cambridge School of Art, dove si specializza in belle arti e serigrafia, conquistando il successo dopo il ritorno nella capitale della Gran Bretagna. Pare che il nome derivi dalla necessità di espandere il proprio lavoro senza alcun limite, come spiega nella sua biografia. Nei nuovi lavori l’artista inserisce mosaici, segnali stradali, annunci pubblicitari e di giornale, riprendendo i canoni stilistici che lo hanno reso uno dei rappresentanti più influenti della street art. E la mostra a lui dedicata, Endless Treviso a Casa Robegan, comprendeva anche opere su tela, carta e tessuto, in aggiunta a installazioni e murales al di fuori della sede espositiva.

Endless, portrait by Noel Shelley

Endless, portrait by Noel Shelley. Artista rappresentato da Cris Contini Contemporary

DALLA REGINA ELISABETTA ALLA SATIRA SULLA MODA

Ho iniziato a dipingere la Regina per le strade di Londra più di dieci anni fa, volevo mostrarla come l’icona per eccellenza, conosciuta in tutto il mondo per il suo stile”, afferma Endless, molto chiacchierato per una delle sue serie più popolari, Lizzy Vuitton, presente nell’esposizione da poco conclusa. “La gente vedeva la Regina come un segno di stabilità e forza, e la moda era una parte importante di questo aspetto. Il nome Lizzy Vuitton, oltre a essere un gioco di parole, descrive anche l’umorismo britannico per cui Queen Elizabeth era famosa”. L’artista chiarisce che la sua immagine della Regina è in continua evoluzione: “Di recente ho ridisegnato lo scialle Louis Vuitton in una versione con logo Endless, che rappresenta l’immagine immutata della Regina nel corso della storia”.
In alcune opere lo street artist inserisce elementi tratti dal paesaggio urbano di Treviso, che ritornano nella serie Chapel. Quest’ultima raffigura la celebre fragranza Chanel N°5, simbolo di culto del brand parigino, evidenziando il fascino del lusso di cui è succube la società, che adora gli oggetti griffati come se fossero simboli religiosi. “Il concetto alla base di alcune delle mie opere, in particolare la bottiglia di profumo della serie ‘Chapel’, è un gioco di parole con l’iconica bottiglia Chanel N°5, dove mostro come i luxury brand siano diventati la nuova religione dell’umanità. Boutique e negozi rappresentano le nostre cattedrali, riviste di moda diventano le nostre Bibbie, mentre le celebrità sono divinità che idolatriamo”.

Endless, Lizzy Vuitton, Mural. Photo by Noel Shelley

Endless, Lizzy Vuitton, Mural. Photo by Noel Shelley. Artista rappresentato da Cris Contini Contemporary

L’ARTE E LA MODA SECONDO ENDLESS

Lo street artist dichiara anche di essere particolarmente attento alla reazione del pubblico: “Osservo come le immagini utilizzate nelle pubblicità raccontino una storia per attirare le persone nei negozi e convincerle ad acquistare un prodotto. Questo mi è sempre sembrato molto simile ai culti religiosi. E la motivazione che lo ha condotto a rappresentare la serie Chapel, fino a esporla per le strade di Londra, è proprio la possibilità di ascoltare i commenti e le reazioni. “Ho notato che si integrava perfettamente nell’ambiente urbano, un luogo che aveva ispirato l’intera idea sin dall’origine”.
Ma i riferimenti al mondo pubblicitario della moda non finiscono qui. Per Endless Treviso l’artista ha deciso di realizzare un’opera d’arte inedita in tessuto: la tela Crotch Grab, remake della pubblicità Anni Novanta di Calvin Klein con Mark Wahlberg e prima opera di street art a essere entrata nella Galleria degli Uffizi di Firenze nel 2021.
Vedo tutto ciò che accade nel mondo della moda e alcuni interessanti crossover nel mondo dell’arte, ma non sono fan di nessuno dei due. Cerco di attenermi al mio modo di lavorare, traendo ispirazione visiva da ciò che osservo per le strade, come le pubblicità della moda. Perché lo street artist non vuole lasciarsi “coinvolgere dalle tendenze in continua evoluzione e dal clamore che circonda gran parte del mondo della moda e dell’arte. Piuttosto per lui si tratta “solo di creatività e di non inserirla in troppe etichette, come quelle dei movimenti artistici e di ciò che è considerato moda, design e arte”.

Lara Gastaldi

https://www.endlesstheartist.com/

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Lara Gastaldi

Lara Gastaldi

Laureata in Comunicazione, Media e Pubblicità, ha proseguito i suoi studi in Svizzera, presso l’Università di Berna, specializzandosi in Sociolinguistica e World Literature. Parla inglese, tedesco, francese. Ama viaggiare e immergersi nelle usanze dei luoghi, soprattutto nei paesi di frontiera,…

Scopri di più