Le collaborazioni più emblematiche tra Dior e le artiste contemporanee

L’abito di Chiara Ferragni per il Festival di Sanremo lo conferma: Dior è strettamente legato alle artiste contemporanee. Qui le collaborazioni più rappresentative

Arte e moda sono da sempre legate, l’una amplificatore dell’altra. E se c’è una Maison fra tutte che lo dimostra in modo più evidente, è sicuramente Dior di Maria Grazia Chiuri. L’attuale Direttrice Creativa del marchio francese non ha mai perso occasione per coinvolgere le artiste più disparate, affermate o emergenti che esse siano. Spesso queste collaborazioni sono sfociate in installazioni, allestimenti, abiti e accessori, sostenendo un femminismo molto caro alla Chiuri. Nel corso degli anni questa continua relazione bilaterale ha vissuto momenti importanti. Se ne potrebbero selezionare tanti, noi ne abbiamo scelti dieci tra i più rappresentativi.

Giulio Solfrizzi

L’ABITO DI CLAIRE FONTAINE PER CHIARA FERRAGNI A SANREMO

Chiara Ferragni a Sanremo

Chiara Ferragni a Sanremo

Per la prima serata della 73esima edizione del Festival di Sanremo, Chiara Ferragni scende le scale del Teatro Ariston con un abito realizzato da Dior in collaborazione con Claire Fontaine. Il duo artistico, fondato da James Thornhill e Fulvia Carnevale nel 2004 concepito come entità unica, ha firmato la stola abbinata al vestito con una breve frase dedicata alle donne, “Pensati Libera”, trovata su un muro dopo una marcia a Genova. Collaborazione non casuale quella tra Claire Fontaine e Maria Grazia Chiuri, che avevano già lavorato insieme nel 2020 per il défilé della sfilata Prêt-à-Porter Autunno-Inverno 2020-2021.

L’ALBERO DELLA VITA DI OLESIA TROFYMENKO

Allestimento di Olesia Trofymenko per la collezione haute couture Dior Autunno-Inverno 2022-2023. Fonte pagina ufficiale Dior

Allestimento di Olesia Trofymenko per la collezione haute couture Dior Autunno-Inverno 2022-2023. Fonte pagina ufficiale Dior

Per la collezione Haute Couture Dior Autunno-Inverno 2022-2023 è toccato a Olesia Trofymenko, nata nel 1982 a Kyiv dove risiede e lavora ancora oggi, di occuparsi dell’allestimento. Maria Grazia Chiuri l’ha invitata a realizzare la scenografia per la sfilata dopo aver visto una delle sue creazioni che combinava pittura e ricamo per rappresentare l’albero della vita, lo stesso simbolo che ricorre nell’intera season. L’opera di Olesia Trofymenko intreccia ricordi delle tradizioni del suo Paese in una rappresentazione intima e personale. Per la sfilata ha creato un progetto iconografico dal titolo The Flow, in cui l’albero della vita si erge accanto a dei bouquet di fiori. Emblema di femminilità, queste tradizionali strutture trasmettono un’idea di continuità e auspicano un futuro luminoso. L’opera si inserisce in un dialogo con una serie di paesaggi ucraini ritratti in una raccolta di foto d’archivio rivisitate, che richiamano i valori più profondi della condizione umana.

LA SCENOGRAFIA DI EVA JOSPIN

Scenografia della sfilata prêt-à-porter Dior Primavera-Estate 2023. A cura di Eva Jospin. Fonte pagina ufficiale Dior

Scenografia della sfilata prêt-à-porter Dior Primavera-Estate 2023. A cura di Eva Jospin. Fonte pagina ufficiale Dior

Prima della Trofymenko, è stata Eva Jospin ad occuparsi della scenografia della sfilata prêt-à-porter Dior Primavera-Estate 2023. La grotta di Buttes Chaumont a Parigi, la Villa Borromeo Visconti Litta in Lombardia e gli affreschi della Palazzina Cinese a Palermo si trasformano in ispirazioni per la grotta in stile barocco realizzata con del cartone sublimato dall’artista francese. Al centro di questa scenografia prende forma la coreografia ideata dal duo creativo Imre and Marne van Opstal, che mette in discussione la condizione umana, i limiti e le possibilità del corpo. Così la scena si carica di una forza ancestrale ma risolutamente contemporanea grazie ad alcune sculture in movimento.

LA SETTIMANA EDIZIONE DI #LADYDIORART

Profilo Instagram di Dior

Profilo Instagram di Dior

Borsa iconica della Maison, la Lady Dior racchiude tutti i codici della pelletteria Dior: agnello lavato con impunture che compongono il motivo Cannage, i manici arrotondati e il charm. Sempre per manifestare il legame tra arte e moda, la Maison francese ha lanciato sette anni fa #LadyDiorArt: iniziativa che consiste nella rivisitazione della borsa dedicata a Lady Diana da parte di diversi artisti internazionali, spesso donne. La settima, e più recente, edizione del progetto ha visto Dorothy Iannone, Minjung Mim e Zhenya Machneva tra gli 11 creativi selezionati. Le tre artiste sono state le più apprezzate dal pubblico per la loro personale rappresentazione della borsa, chi rendendola iper colorata e chi applicando materiali rigidi sulla parte esterna.

L’ALLESTIMENTO DI ANNA PAPARATTI

Allestimento della collezione Primavera-Estate 2022 di Dior alla Paris Fashion Week. A cura di Anna Paparatti. Fonte pagina ufficiale Dior

Allestimento della collezione Primavera-Estate 2022 di Dior alla Paris Fashion Week. A cura di Anna Paparatti. Fonte pagina ufficiale Dior

Andando a ritroso, è all’insegna del mondo immaginifico di Anna Paparatti (Reggio Calabria, 1936) l’allestimento della collezione Primavera-Estate 2022 di Dior alla Paris Fashion Week. Atmosfere orientali, estetiche occidentali e iconografie pop sono le suggestioni visive che caratterizzano la ricerca dell’artista calabrese, tra le più importanti figure della scena culturale romana degli anni Sessanta e Settanta. Il Gioco del Non Senso e Le Ieu de l’Absurde, entrambe sue tele del 1965, sono le fonti che hanno ispirato la sfilata di Dior tenutasi a Parigi, tra dimensione ludica e colori.

LA PASSERELLA SACRALE DI LUCIA MARCUCCI

Allestimento della sfilata prêt-à-porter Dior Primavera-Estate 2021. A cura di Lucia Marcucci. Fonte pagina ufficiale Dior

Allestimento della sfilata prêt-à-porter Dior Primavera-Estate 2021. A cura di Lucia Marcucci. Fonte pagina ufficiale Dior

La collaborazione con le artiste contemporanee continua con Lucia Marcucci, una delle principali esponenti del Gruppo 70, movimento nato a Firenze per rivalutare lo scopo della parola durante lo sviluppo dei mass media. È lei la creativa che si è occupata dell’allestimento della sfilata prêt-à-porter Dior Primavera-Estate 2021. Il connubio tra arte e sartorialità viene consacrato da Vetrata di poesia visiva, opera della Marcucci che si staglia alle spalle delle modelle creando un’atmosfera quasi sacrale. Le vetrate ricordano le cattedrali gotiche, ma, a differenza di queste, raffigurano un dialogo tra le avanguardie collagiste degli Anni Sessanta e i grandi maestri del passato come Piero della Francesca e Giotto.

L’INSTALLAZIONE DI SILVIA GIAMBRONE

Installazione di Silvia Giambrone. Fonte pagina ufficiale Dior

Installazione di Silvia Giambrone. Fonte pagina ufficiale Dior

La collezione di prêt-à-porter Donna Autunno-Inverno 2021-2022, tenutasi alla Reggia di Versailles, è stata accompagnata dall’installazione di Silvia Giambrone e dalle coreografie di Sharon Eyal. L’artista argentina ha creato degli specchi progettati per nascondere quelli della famosa Galleria degli Specchi. Al posto della parte riflettente, le cornici in metallo racchiudono lastre di cera da cui emergono rami pieni di spine: è così che la Giambrone sceglie di intrecciare grazia e violenza. Lo specchio rappresenta la soglia che crea una spaccatura tra le apparenze e che schiude nuove prospettive. L’intento è quello di invitare le donne a forgiare e definire la propria identità, immagine e consapevolezza, a prescindere dalle opinioni altrui.

IL TEMPIO FEMMINISTA DI JUDY CHICAGO

Allestimento della sfilata Haute Couture Primavera - Estate 2020. A cura di Judy Chicago. Fonte pagina ufficiale Dior

Allestimento della sfilata Haute Couture Primavera – Estate 2020. A cura di Judy Chicago. Fonte pagina ufficiale Dior

Come già detto prima, Maria Grazia Chiuri tiene indubbiamente alla figura femminile. Il modo migliore per affermarlo? Avvalersi della collaborazione di una delle artiste contemporanee simbolo del femminismo, la statunitense Judy Chicago, per l’allestimento della sfilata Haute Couture Primavera – Estate 2020. La struttura, posta nei giardini del Musée Rodin, rappresenta il ventre di una donna distesa. L’interno, invece, è tappezzato da 21 arazzi che contengono una domanda rivolta allo spettatore sul ruolo della donna nel mondo. A guidare la serie è un quesito cardine: “Cosa accadrebbe se le donne governassero il mondo?”.

LA MAGLIA – PROTESTA DI CHIMANDA NGOZI ADICHIE

T-shirt con frase di Chimanda Ngozi Adichie. Foto di IMAXTREE

T-shirt con frase di Chimanda Ngozi Adichie. Foto di IMAXTREE

Non solo pittrici o creative a tutto tondo, ma anche scrittrici. Fu la Chiuri a riportare in passerella le T-shirt con messaggi politici, come quella con la frase dell’autrice Chimanda Ngozi Adichie. La maglia “We Should All Be Feminists”, presentata durante la sfilata Primavera Estate 2017, è stata per anni tra i capi più popolari della Maison francese, sancendo il successo della stilista pugliese.

L’UNIVERSO ONIRICO DI PENNY SLINGER

Allestimento di Penny Slinger per la sfilata Haute Couture Autunno-Inverno 2019-2020. Fonte pagina ufficiale Dior

Allestimento di Penny Slinger per la sfilata Haute Couture Autunno-Inverno 2019-2020. Fonte pagina ufficiale Dior

Ma tra i 10 momenti più emblematici non può mancare la collaborazione con Penny Slinger. Femminista, surrealista e artista poliedrica invitata, è stata invitata da Maria Grazia Chiuri a trasformare l’hôtel particulier del numero 30 di Avenue Montaigne in un universo onirico per la sfilata Haute Couture Autunno-Inverno 2019-2020. E furono le riflessioni dell’architetto Bernard Rudofsky a regalare a Maria Grazia una nuova visione concettuale della haute couture, in quanto arte il cui scopo è quello di vestire corpi sempre diversi, dotati di un’identità propria.

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Giulio Solfrizzi

Giulio Solfrizzi

Barese trapiantato a Milano, da sempre ammaliato dall’arte del vestire e del sapersi vestire. Successivamente appassionato di arte a tutto tondo, perseguendo il motto “l’arte per l’arte”. Studente, giornalista di moda e costume, ma anche esperto di comunicazione in crescita.

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