Paris Fashion Week, l’artista Anna Paparatti disegna le scenografie per la sfilata di Dior

La sfilata della collezione Primavera-Estate 2022 di Dior, con la direzione creativa della stilista Maria Grazia Chiuri, all’insegna dell’arte di Anna Paparatti, tra le figure più importanti della scena culturale romana degli anni ’60 e ’70

DIOR RTW SS22, scenografia ©ADRIEN DIRAND
DIOR RTW SS22, scenografia ©ADRIEN DIRAND

È all’insegna del mondo immaginifico di Anna Paparatti (Reggio Calabria, 1936) la sfilata della collezione Primavera-Estate 2022 di Dior alla Paris Fashion Week. L’artista italiana, della quale nei mesi scorsi si è tenuta a Roma un’importante retrospettiva a cura di Alessio de’ Navasques, ha ideato le scenografie per lo show parigino del brand guidato dalla direzione creativa di Maria Grazia Chiuri la quale proprio dalla mostra romana si è ispirata. Non è la prima volta che la stilista decide di collaborare con artisti del panorama contemporaneo per la realizzazione di sfilate e non solo: nell’estate 2020, la sfilata di Dior a Lecce ha visto la partecipazione di Marinella Senatore, mentre lo scorso maggio Marco Lodola ha disegnato per i 400 negozi Dior in tutto il mondo installazioni a led dal carattere pop. Da Marinella Senatore alla Paparatti passando per Marco Lodola. A dire il vero più che di un progetto culturale lucido si è di fronte probabilmente ad una serie di innamoramenti momentanei. Sempre positivo comunque il convergere delle discipline.

IL MONDO IMMAGINIFICO DI ANNA PAPARATTI

Atmosfere orientali, estetiche occidentali e di paesi lontani e iconografie pop sono le suggestioni visive che caratterizzano la ricerca di Anna Paparatti, figura poliedrica e tra le più importanti della scena culturale romani degli anni Sessanta e Settanta. Sperimentazione, libertà e anticonformismo sono gli aspetti che hanno contraddistinto la sua vita e il suo lavoro, rappresentando ancora oggi una inesauribile fonte di ispirazione per le giovani generazioni. La dimensione ludica è uno dei temi centrali del suo lavoro, intesa come rituale spontaneo e liberatorio ma anche come ricerca dell’essenza del reale: nei suoi dipinti, mandala rimandano a una personale cosmogonia, frutto di riflessioni sui colori e sui numeri, sui viaggi in India, sulle filosofie orientali. Il Gioco del Non Senso e Le Ieu de l’Absurde, entrambe tele del 1965, aprono a questi scenari, e sono le fonti che hanno ispirato la sfilata di Dior.

ANNA PAPARATTI PER DIOR

Ad anticipare la sfilata di Dior sono due teaser, entrambi molto suggestivi, pubblicati dalla casa di moda sul proprio canale YouTube. Un video mostra la casa-museo di Anna Paparatti, tra oggetti esotici, fotografie, gioielli, statue di divinità orientali, una palla da discoteca. Una sorta di Wunderkammer in cui l’artista è immersa mentre è intenta a meditare. Un secondo video documenta l’incontro tra Maria Grazia Chiuri e l’artista: quest’ultima, inoltre, racconta del suo percorso artistico, e conclude dicendo: “Maria Grazia ha pensato che io avrei potuto fare questo lavoro per Dior. È il Karma, non si può spiegare altrimenti”.

– Desirée Maida

www.instagram.com/dior/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.