Morto Emanuel Ungaro, grande couturier francese dal sangue italiano

Femminilità e vivacità erano il suo marchio di fabbrica. Lo stilista non aveva mai smesso di ispirarsi alla “Dolce Vita” e alla cultura italiana delle sue origini, portando grandi successi in passerella per oltre tre decadi.

Emanuel Ungaro
Emanuel Ungaro

Il mondo della moda perde uno dei suoi protagonisti. Lo stilista Emanuel Ungaro muore a 86 anni nella sua abitazione, circondato dai suoi affetti e dalla sua famiglia. Lo piange la Ungaro Paris, come si legge sulla pagina ufficiale di Instagram: “La casa che ha fondato nel 1965 e che ancora oggi porta il suo nome piange questo Couturier dall’immenso talento, che rimarrà nei nostri ricordi come il Maestro di sensualità, colore e sfarzo”. Il maestro aveva già annunciato il ritiro dalle scene nel 2004, dopo 35 anni di sfilate e grandi successi. La sua azienda è stata acquistata nel 1996 dal gruppo Ferragamo, mentre nel 2012, l’italiana Aeffe ne ha preso la produzione e la distribuzione.

LA STORIA DI EMANUEL UNGARO

Per gli Ungaro, la moda è un affare di famiglia. Emanuel Ungaro nasce nel 1933 a Aix-en-Provence: se la sua nazionalità è francese, le sue origini sono 100% italiane e rappresentano una eredità importante per la sua strada futura. Suo padre Cosimo è un sarto pugliese proveniente da Francavilla Fontana (Brindisi), che nell’anno della sua nascita è in fuga a causa delle persecuzioni del regime fascista dal quale dissentiva apertamente. Il figlio, che già all’età di nove anni padroneggia il mestiere, si costruisce una carriera nel mondo della moda vivendo a Parigi e Barcellona, dove si forma per sei anni da Balenciaga.

LA MAISON EMANUEL UNGARO PARIS

Il 1965 è l’anno della svolta: fonda e presenta al mondo della moda la sua maison parigina situata in Avenue Montaigne, nel cuore di uno dei quartieri più “in” della città. Nel tempo, la Maison Emanuel Ungaro ha acquisito fama internazionale per le caratteristiche di femminilità, purezza di silhouette, stampe sgargianti e particolare attenzione ai dettagli e al colore tipiche dei suoi abiti. Dal ’65 al 2004, anno del suo congedo, lo stilista ha presentato collezioni capaci di anticipare le tendenze, senza mai perdere quell’aura di seduzione e fascino diventati il suo marchio di fabbrica. Oltre all’abbigliamento, sono stati messi in produzione anche accessori, oggetti di design, arredamento, cosmetica e fragranze (come il suo profumo femminile Diva, lanciato per la prima volta nel 1983 e l’ultima nel 2016). Nato e cresciuto in Francia, non smetteva mai di guardare all’Italia, ispirandosi alla sua bellezza e cultura: “l’Italia è bella, vibrante e mi coinvolge”, diceva, “ma la mia città è Parigi. L’Italia sarà sempre il mio scalo, la mia dolce vita”.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.