Apre a New York Gucci Wooster, nuovo spazio artistico della maison italiana nel quartiere di SoHo

La maison italiana ha appena inaugurato un nuovo spazio a New York, nel quartiere di SoHo. Tra tocchi vintage e le più avanzate tecnologie, Gucci Wooster ospiterà collaborazioni con le storiche realtà artistiche di SoHo, per progetti che coniugano moda, cinema ed editoria

Gucci Wooster, New York. Photo courtesy of Pablo Enriquez and Gucci
Gucci Wooster, New York. Photo courtesy of Pablo Enriquez and Gucci

Mesi intensi per Gucci, il noto brand fondato nel 1921 a Firenze che si conferma tra le aziende di moda più attive nell’ambito di iniziative e progetti che coinvolgono le arti visive. Lo scorso dicembre vi abbiamo parlato del nuovo concept store del brand inaugurato a Miami in occasione della Art Basel week; a gennaio invece vi abbiamo raccontato della grande festa d’apertura del Gucci Garden, una museo-boutique che sorge all’interno di Palazzo della Mercanzia a Firenze e ospita esposizioni artistiche, collezioni storiche della maison, negozi e un’osteria dello chef Massimo Bottura. Proprio in questi giorni la maison ha annunciato l’apertura di un nuovo spazio che coniuga, come sempre, le tante versatili anime che caratterizzano i luoghi “firmati” Gucci: si tratta di Gucci Wooster, avamposto newyorchese della maison che sorge a SoHo, al numero civico 63 di Wooster Street.

Gucci Wooster, New York. Photo courtesy of Pablo Enriquez and Gucci
Gucci Wooster, New York. Photo courtesy of Pablo Enriquez and Gucci

IL NUOVO SPAZIO A SOHO

Inaugurato lo scorso 6 maggio, Gucci Wooster è uno spazio che coniuga creatività e innovazione, e non a caso si trova a SoHo, quartiere di New York che tra gli anni Settanta e Ottanta ha incarnato l’approccio libertario nei confronti della musica, del cinema, della letteratura, della moda e dell’arte, attraendo artisti e creativi di ogni genere. Qualche nome? Jean Michel Basquiat, Andy Warhol, Keith Haring e Blondie. Gucci Wooster è situato in uno spazio che un tempo ospitava una fabbrica di matite, in un edificio con una storia di 155 anni che fa parte del patrimonio storico della città e occupa un intero isolato, da Wooster Street a West Broadway. Per quest’area di quasi 1000 mq, il design è stato concepito per conservare l’integrità della struttura originale: muri di mattoni a vista, pavimenti in legno, soffitti rivestiti di stagno e iconiche colonne portanti sottolineano la complessa architettura in ghisa che caratterizza l’intero quartiere di SoHo. Tre motivi differenti per i pavimenti, dipinti a mano da artigiani italiani, introducono colori e fantasie, mentre le piastrelle in acciaio testimoniano del passato industriale dell’area, caratteristica, questa, enfatizzata dagli infissi in ottone che fanno da cornice ai muri in mattoni a vista.

Gucci Wooster, New York. Photo courtesy of Pablo Enriquez and Gucci
Gucci Wooster, New York. Photo courtesy of Pablo Enriquez and Gucci

LE NOVITÀ: DALL’ESPERIENZA IMMERSIVA…

Gucci Wooster dispone di tecnologie video appositamente sviluppate per rendere “immersive” le esperienze dei visitatori: oltre a una parete interattiva a LED, lo spazio offrirà video display in 3D. Questi schermi innovativi, che si avvalgono di una tecnologia 3D che non richiede occhiali speciali, permettono agli spettatori di entrare nell’universo Gucci in full immersion. La sala di visione e lo spazio espositivo riservato accolgono iniziative artistiche a cadenza stagionale: in occasione dell’apertura della sala, sono fruibili un film prodotto in collaborazione con la rivista d’arte contemporanea Frieze e diretto da Wu Tsang e un cortometraggio introduttivo diretto da Adam Csoka Keller. Il film fa parte di una serie che celebra il trentesimo anniversario della seconda Summer of Love, quando la musica elettronica e la rave culture degli anni 1988-89 esplosero in tutto il mondo: il film di Tsang esamina in particolare il mondo della house music a New York.

…AL RAPPORTO CON SOHO

Come omaggio nei confronti di SoHo, Gucci ha attivato collaborazioni con personaggi e istituzioni che hanno segnato la storia artistica e culturale del quartiere e che per indole sono vicini allo spirito della maison. John “Jellybean” Benitez, uno dei pilastri della club culture newyorkese degli anni Ottanta e produttore di alcune delle prime canzoni di Madonna, ha il ruolo di DJ resident nello spazio Gucci Wooster, scegliendo la playlist per il nuovo spazio fino all’inizio del 2019. La rivista Interview, creata da Andy Warhol, la cui storia è iniziata e continua a SoHo, ha ristampato in edizione limitata lo storico numero del dicembre 1985 dedicato alla musica, con Madonna in copertina. Come espressione di solidarietà con la comunità del quartiere, Gucci e Interview hanno offerto ai suoi ‘residenti’ la possibilità di apparire in questo numero speciale, che include pubblicità uniche dei luoghi d’incontro più famosi del quartiere: Indochine, The Odeon, The Drawing Center, Raoul’s, il SoHo Memory Project, Housing Works, la New York Academy of Art e la Judd Foundation.

– Desirée Maida

New York
Gucci Wooster
63 Wooster Street
www.gucci.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.