Jeff Koons firma per Louis Vuitton una collezione di borse ispirata a Monet

Si rinnova la collaborazione tra Louis Vuitton e Jeff Koons che firmerà la seconda collezione di borse “ad arte”, nonostante le critiche di chi l’ha definita kitsch. La serie è ispirata ai grandi capolavori della storia dell’arte. Stavolta è il turno di Monet…

Jeff Koons per Louis Vuitton
Jeff Koons per Louis Vuitton

Louis Vuitton e Jeff Koons ci hanno preso gusto. A sei mesi dalla prima linea di borse, nata dalla collaborazione tra la maison del lusso francese e l’artista americano e ispirata ai grandi classici della storia dell’arte, la casa di moda annuncia una seconda serie di borse di lusso, stavolta ispirata ad un mostro sacro della storia dell’arte francese: Claude Monet.

Jeff Koons per Louis Vuitton
Jeff Koons per Louis Vuitton

DAI GRANDI CLASSICI A MONET

Le critiche hanno funzionato. Se non proprio in termini di vendite, sicuramente sul piano del marketing e della comunicazione la collezione di borse firmate da Jeff Koons è stata un successo planetario. Ispirata a grandi capolavori della storia dell’arte come la Gioconda di Leonardo, La caccia alla tigre di Rubens, il Campo di grano con cipressi di Van Gogh, Venere, Cupido e Marte di Tiziano, la collezione è stata oggetto di numerose critiche tra chi la considera troppo kitsch e chi addirittura ha accusato l’artista americano di essere stato eccessivamente oltraggioso nei confronti di mostri sacri della storia dell’arte utilizzati in maniera sfrontatamente inappropriata per decorare borse per ricche signore. Davvero pochi quelli che hanno speso parole positive nei confronti della collezione che è, al di là di ogni gusto personale, eccessiva, pacchiana e senza tanti giri di parole: brutta. Oltre che davvero costosa con prezzi che oscillano dai 600 euro per un portachiavi agli oltre quattromila per una borsa di medie dimensioni. L’annuncio della seconda serie arriva a sei mesi esatti dalla prima. Nessun dettaglio trapelato per il momento perché probabilmente sia la casa di moda che Koons puntano tutto sull’effetto sorpresa. Con una sola certezza però: questa volta la collezione di pelletteria sarà ideata e realizzata ispirandosi alle opere di un solo artista. E non un artista qualsiasi, ma probabilmente l’artista francese più conosciuto della storia dell’arte: Monet, figura centrale del movimento impressionista.

I PRECEDENTI

Eppure i precedenti sono stati tutt’altro che negativi. Non è la prima volta, infatti, che la maison francese del lusso si affida a grandi nomi dell’arte contemporanea per realizzare collezioni di pelletteria limited edition. In precedenza erano stati ingaggiati le due superstar dell’arte giapponese Yayoi Kusama, che aveva “dipinto” borse, zaini e portafogli con una pioggia di pois colorati, e Takashi Murakami che aveva realizzato una collezione ormai leggendaria con borse decorate da personaggi dei manga o da tante ciliegie rosse colorate. In quel caso, l’operazione di Vuitton aveva ottenuto un buon consenso da parte della critica poiché era stata apprezzato sia l’intento culturale che la svolta pop di una casa di moda che deve la sua fortuna alla riconoscibilità immediata del suo monogram. Ed anche le vendite allora erano state più che soddisfacenti in particolare con la collezione di Murakami introvabile già a pochi giorni dall’arrivo negli store. Dunque non resta che aspettare per capire se la nuova collezione di Koons doppierà in tutto e per tutto la precedente o proporrà finalmente qualcosa di nuovo…anche se non per tutte le tasche!

– Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.

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