Yves Saint Laurent tra Marrakech e Parigi. Aprono due musei intitolati al grande stilista francese

Un museo nel cuore dell’Europa, un altro in Nordafrica. Tradizione ed esotismo, oriente e occidente, contaminazioni e stile. A Parigi e Marrakech aprono due musei dedicati a uno tra i più grandi couturier di sempre…

La villa di Yves Saint Laurent a Marrakech
La villa di Yves Saint Laurent a Marrakech

Nel 2002 chiudeva, dopo quarant’anni di successi e di glorie, la mitica maison Yves Saint Laurent, con la sua sede parigina di Avenue Marceau. Calava così il sipario su un capitolo cruciale della storia del fashion, incarnata da un uomo dalla personalità magnetica e dal talento altissimo. L’ultima sfilata a Parigi, il 22 gennaio di quell’anno, nella cornice del Centre Pompidou: uno tra i musei più prestigiosi al mondo, per un gigante della moda che aveva amato l’arte tutta la vita e che aveva collezionato insieme al compagno Pierre Bergè un tesoro di circa 730 opere, tra maestri classici e contemporanei, reperti archeologici, mobili antichi, oggetti d’arredamento e arti applicate.
Sei anni dopo Saint Laurent sarebbe scomparso, a soli 72 anni, ucciso da un tumore al cervello. Le ceneri sono conservate nei giardini Majorelle di Marrakech, in Marocco, un complesso botanico progettato nel 1931 dall’artista francese Jacques Majorelle, acquisito nel 1980 proprio da Saint Laurent e Bergé insieme dall’esotica villa color indaco, restaurata e ridisegnata dai due nuovi eccentrici inquilini.

Yves Saint Laurent
Yves Saint Laurent

UN MUSEO TRA I LUOGHI INCANTATI DI MARRAKECH

Ed è qui, a Marrakech, a 15 anni dalla fine di una straordinaria storia di stile, di talento, di genialità creativa e imprenditoriale, che aprirà a breve un museo dedicato al compianto fashion designer. Il 19 ottobre 2017 sarà inaugurato, grazie all’impegno della Fondazione Pierre Bergé – Yves Saint Laurent, uno spazio di 4.000 metri quadri, articolato in un’area espositiva permanente, una galleria per mostre temporanee, una biblioteca, un auditorium, una libreria e una caffetteria. “Quando Yves Saint Laurent scoprì per la prima volta Marrakech nel 1966 rimase così incantato dalla città che decise immediatamente di acquistare casa qui e vi tornò regolarmente. È perfettamente naturale, 50 anni dopo, costruire un museo dedicato alla sua opera, così ispirata da questo Paese”, ha commentato Bergé. E qui risuonano le parole dello stilista, in cui il rapporto d’amore con i luoghi e le atmosfere del Marocco si fa, dichiaratamente, ispirazione: “In Marocco mi resi conto che la gamma dei colori che usavo era quella degli zelligi, dei zouacs, dei djellabas e dei caftani. L’audacia da allora riscontrata nel mio lavoro la devo a questo Paese, alle sue armonie potenti, alle sue combinazioni ardite, al fervore della sua creatività. Questa cultura è diventata la mia, ma non mi bastava semplicemente assorbirla. L’ho presa, trasformata e adattata”.

Femmes Berbere du Maroc, mostra alla Fondation Pierre Berge Yves Saint Laurent, Parigi, 2014
Femmes Berbere du Maroc, mostra alla Fondation Pierre Berge Yves Saint Laurent, Parigi, 2014

UN TEMPIO PER SAINT LAURENT ANCHE A PARIGI

Ma non è tutto. Poco prima dell’importante opening marocchino un altro evento dedicato a Saint Laurent segnerà un nuovo passaggio nel processo di storicizzazione, celebrazione e musealizzazione del marchio. Il prossimo 3 ottobre, al civico 5 di avenue Marceau, là dove la casa di moda fu fondata e dove restò attiva per quasi 30 anni, divenendo nel 2004 sede della Fondazione Pierre Bergé – Yves Saint Laurent, aprirà i battenti un museo con una superficie espositiva di oltre 450 metri quadri, in cui si alterneranno mostre temporanee e retrospettive. Qui, negli spazi riveduti e riallestiti dalla designer Nathalie Mane e dal decoratore Jacques Grange, già arruolati dalla Fondazione per diversi progetti, saranno esposti cinquanta modelli accompagnati da accessori, schizzi, fotografie e video.
Non solo un museo monografico, però, ma un luogo intitolato a certi anni gloriosi – quelli in cui Saint Laurent fu maestro, anticipatore e ispiratore – che nella moda trovavano un forte asset economico, ma soprattutto un riferimento culturale, un vivaio di stili, un generatore di codici e di narrazioni comuni, orientati al sogno, al mito, all’immaginazione, al desiderio. E dunque una moda colta, avida di ispirazioni intellettuali e traboccante di sincretismi preziosi, di cui il marchio YSL è un simbolo iconico, già entrato nella storia.

– Helga Marsala

http://www.fondation-pb-ysl.net

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Nel 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e poi dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.

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