Ca’ Pesaro, Venezia – fino all’8 gennaio 2017. Ultimi giorni di tempo per lasciarsi affascinare dalla Mademoiselle della moda per eccellenza. E ripercorrerne la storia attraverso i volumi che animano la sua biblioteca, in mostra per la prima volta.

Ha colpito nel segno anche stavolta la saga espositiva che, dal 2007, racconta al pubblico l’esistenza di un indiscusso nume tutelare della moda, usando come chiave di lettura un tema sempre diverso. Il settimo appuntamento con la rassegna Culture Chanel è a Venezia, città amata da Coco Chanel e fonte di ispirazione per la sua creatività. Tra le sale di Ca’ Pesaro, tuttavia, non sono outfit e bozzetti a rapire lo sguardo, ma i preziosi volumi custoditi da Mademoiselle nella sua dimora parigina al 31 di rue Cambon. Una biblioteca di inestimabile valore, non solo per i testi che la compongono, ma anche per il mosaico di rimandi, affettivi ed esistenziali, che si rincorrono tra le sue pagine. Ogni singola opera letteraria posseduta da Coco svela un frammento della sua storia e trova un riverbero, più o meno esplicito, nell’evoluzione di uno stile diventato iconico.

TRA LIBRI E VITA VISSUTA

Dai classici greci fino agli autori a lei contemporanei, le letture di Chanel accompagnano il suo cammino professionale e umano, innescando corrispondenze in grado di attraversare il tempo e di imprimere un segno indelebile del proprio passaggio. Ne sono un esempio gli scritti di Jean Cocteau, Pierre Reverdy e Max Jacob, compagni di viaggio della stilista al pari di Omero, Cervantes e Mallarmé. Presenze fisiche o soltanto verbali, che hanno contribuito a formare l’immaginario visivo e progettuale di Chanel. Dediche, fotografie, disegni, materiali d’archivio trovano spazio nell’infilata di teche allestite fra gli ambienti del museo veneziano, accentuando il proprio carattere di rarità e delineando i contorni di un personaggio complesso e affascinante come Chanel.

Paul Morand, Venices, Paris, NRF Edition/Gallimard publisher, Private collection – © Éditions Gallimard/photo Thierry Depagne
Paul Morand, Venices, Paris, NRF Edition/Gallimard publisher, Private collection – © Éditions Gallimard/photo Thierry Depagne

GLI ALLESTIMENTI

Anche il display della mostra pare assecondare un simile caleidoscopio di sfumature, attraverso i riflessi emanati dalle teche, leggiadre e quasi sospese, e la presenza del medesimo tono dorato che ammantava le pareti dell’abitazione di Mademoiselle. Il risultato è un mix di intimità e giusta distanza, che consente di avvicinarsi con rispetto all’universo umano e professionale di Chanel, senza dimenticarne i confini. Il suono delle parole scritte e il fruscio delle pagine che le contengono guidano l’occhio in questa impresa, fornendo gli input necessari a non perdere l’orientamento, ma anche la sufficiente dose di libertà per immaginarsi ogni volta un epilogo diverso nei confronti di una storia già nota.

Arianna Testino

Evento correlato
Nome eventoCulture Chanel. La donna che legge
Vernissage15/09/2016 ore 15 su invito
Duratadal 15/09/2016 al 08/01/2017
CuratoreJean-Louis Froment
Generidocumentaria, fashion
Spazio espositivoGALLERIA INTERNAZIONALE D'ARTE MODERNA DI CA' PESARO
IndirizzoSanta Croce, 2076 30135 - Venezia - Veneto
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Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).