La grafia di Michelangelo ispira un carattere tipografico: il nuovo font Microsoft che tutti possono utilizzare
Commissionato dalla Fabbrica di San Pietro, il font Michelangelus è stato sviluppato da Studiogusto, e si può scaricare gratuitamente per essere utilizzato nell’ecosistema Office. All’origine c’è una ricerca sugli scritti autografi dell’artista, che ha portato a identificare una grafia energica ma disciplinata, rielaborata attraverso i software moderni
Sulla grafia di Michelangelo, grazie all’abbondanza di scritti autografi sopravvissuti al tempo (solo nell’archivio di Casa Buonarroti, a Firenze, si conservano 342 lettere vergate dall’artista), esistono persino ricerche volte ad analizzare l’evoluzione riscontrabile nel corso degli anni.

Come scriveva Michelangelo?
Alle prime lettere, risalenti al 1496 e al 1497, si attribuisce uno stile di tipo “mercantesco”, canonica (per l’epoca) corsiva gotica mercantile, che si apprendeva negli anni della formazione; dopo il 1500, invece, la scrittura michelangiolesca sposa la cosiddetta corsiva umanistica, utilizzata nei palazzi e nelle cancellerie. Se ne ha riscontro in scambi epistolari dell’artista, contratti, annotazioni appuntate sui disegni, ed è il risultato, secondo gli studiosi, di una piena adesione al sentire dell’Umanesimo, che si riflette, oltre che nel pensiero, anche nello stile di scrittura.
Il font di Microsoft ispirato alla grafia di Michelangelo. Studiogusto per la Fabbrica di San Pietro
Deve aver considerato anche questo aspetto, la Fabbrica di San Pietro, nel commissionare un nuovo font ispirato proprio alla scrittura di Michelangelo, fondato sulla possibilità di individuare nella sua grafia “una logica visiva, un sistema di proporzioni, ritmo e armonia misurato dall’occhio dell’artista, e tradurli in un sistema tipografico contemporaneo“. Il progetto ha coinvolto l’agenzia creativa Studiogusto, fondata a Perugia nel 2004 da Mimmo Berterame e Stefano Caliandro, apprezzata in ambito internazionale e già al lavoro per importanti brand del lusso: in Vaticano, l’agenzia è arrivata con Papa Francesco, quando fu scelta per realizzare il sito della Giornata mondiale dei bambini. Da allora la collaborazione si è intensificata con l’obiettivo di ripensare la nuova identità digitale della Basilica di San Pietro (compreso un font dedicato a celebrare la bellezza della basilica vaticana e l’eredità religiosa, storica, artistica e culturale che rappresenta) e di elaborare una strategia di comunicazione più efficace e inclusiva.

Come si è arrivati al font Michelangelus: la ricerca sui manoscritti rinascimentali
Dunque anche lo sviluppo di Michelangelus, come si chiama l’inedito font che traduce in forma digitale la scrittura dell’artista rinascimentale – realizzato con Microsoft e già disponibile gratuitamente nell’ecosistema Office – è stato affidato a Studiogusto. Per elaborare il font si è lavorato sui documenti storici (oltre 300 manoscritti rinascimentali, dall’Archivio Apostolico Vaticano e da Casa Buonarroti), incrociando le informazioni grafiche – il movimento della mano, il ritmo della scrittura michelangiolesca, le tecniche calligrafiche peculiari della sua grafia – con il disegno vettoriale e i software moderni. Della scrittura di Michelangelo sono state esaminate inclinazioni, terminazioni, proporzioni, alternanza tra curve e angoli e rapporto tra segno e spazio vuoto: un’analisi che ha restituito l’idea di una grafia energica e disciplinata al tempo stesso, con elementi ricorrenti nella costruzione delle maiuscole, nella foggia delle terminazioni e nel ritmo complessivo della scrittura.

I 500 glifi del font Michelangelus
L’esito della ricerca e di un progressivo processo di perfezionamento del font restituisce oltre 500 glifi (compresi alcuni simboli storici e religiosi, come il monogramma di Cristo o le croci) con la possibilità di scegliere tra quattro stili: Regular, Italic, Bold e Bold Italic. Si tratta di un sistema tipografico completo, dotato di un’identità distintiva ma, al tempo stesso leggibile e versatile, pensato per essere utilizzato in un’ampia varietà di contesti, sia nella stampa sia nelle applicazioni digitali, conforme agli standard richiesti dalle diverse applicazioni. E facilmente scaricabile online (il download diretto è disponibile sul sito del progetto, dove consultare anche le notazioni storiche e ripercorrere le fasi di elaborazione del font), accompagnato da una licenza concepita per tutelare l’integrità e la corretta distribuzione della famiglia tipografica.
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