Felipe Pantone. L’artista che ha ridisegnato un’icona per Poltrona Frau

L’artista argentino ha ridisegnato la mitica poltrona Archibald di Jean-Marie Massaud in occasione del 110° anniversario dell’azienda Poltrona Frau. Ecco la storia di questa collaborazione, dai pixel alla materia

L'intervento di Felipe Pantone per Poltrona Frau
L'intervento di Felipe Pantone per Poltrona Frau

Cosa succede quando un artista contemporaneo rivisita radicalmente un prodotto iconico del design? È quello che è accaduto a Felipe Pantone, nato nel 1986 a Buenos Aires, chiamato da Poltrona Frau a collaborare a un progetto speciale in occasione dei 110 anni dell’azienda. Ciò che è nato da questa unione è Archibald Anniversary Limited Edition, la riedizione in chiave contemporanea della poltrona disegnata nel 2009 da Jean-Marie Massaud, esposta fino al 12 giugno presso il flagship store del marchio in via Manzoni. Dinamica, ipnotica e coloratissima, l’opera è stata prodotta in 110 pezzi ed e caratterizzata da una griglia di rossi, arancioni, gialli, bianchi e blu, secondo uno stile che attinge dall’immaginario del digitale e dal mondo della street art da cui proviene l’artista. Alta è anche l’attenzione per la sostenibilità ambientale, grazie all’uso di una pelle priva di cromo che consente una sostanziale riduzione dell’acqua, di componenti chimici e di sostanze inquinanti in fase di produzione. Ce ne ha parlato Felipe Pantone in questa intervista. 

L'intervento di Felipe Pantone per Poltrona Frau
L’intervento di Felipe Pantone per Poltrona Frau

Partiamo da Poltrona Frau. Puoi raccontarci la tua esperienza all’interno dell’azienda e il percorso che ha preceduto la realizzazione del progetto?
Abbiamo iniziato visitando la fabbrica e il museo, che è incredibile (a chi non l’ha mai visitato raccomando caldamente di farlo!). Ho apprezzato in particolare la parte manifatturiera, che per me si è rivelata molto interessante, non avevo mai visto nulla di simile prima. 

Cosa ti ha colpito maggiormente?
Al suo interno ho potuto incontrare maestranze specializzate che lavorano con i materiali più disparati per la costruzione di mobili. I procedimenti provengono dalla lavorazione artigianale, c’era chi dipingeva a mano, chi tagliava la pelle… C’era la sezione degli “interiors in motion”, dedicata alla produzione degli interni per automobili, molto emozionanti e di forte impatto. È stata un’esperienza importante per me. 

L'intervento di Felipe Pantone per Poltrona Frau
L’intervento di Felipe Pantone per Poltrona Frau

Nel tuo lavoro per Poltrona Frau hai unito la tradizione del design del marchio al tuo stile caratterizzato da linguaggi futuristici, digitali. Come hai reso tutto questo possibile?
Questo è il mio stile, rappresenta il mio modo consueto di lavorare. Vengo dalla street art e le mie opere vogliono essere di rottura. Così come negli Anni Sessanta gli aderenti alla Optical Art dicevano di voler creare una “fatica ottica”, lavorare su un mobile dalle forme armoniose ed essenziali mi permette di avere un approccio dirompente, portando al risultato finale un senso di contemporaneità, di commistione tra stili differenti, più ancorato al presente che al futuro. 

Puoi spiegare la tua scelta per quanto riguarda la palette di colori da te utilizzata e il suo risultato finale?
La mia palette è basata sulla rifrazione della luce: sovrapponendo il bianco e il nero in un prisma puoi ottenere una varietà di colori caldi e freddi, molto ricorrente all’interno dei miei lavori. È una palette presente anche nella realtà che ci circonda, a causa dell’onnipresenza della tv o dello schermo del computer, ma se pensiamo all’epoca precedente all’avvento della tecnologia questi colori erano rari da trovare in natura. È per questo che penso rappresentino perfettamente il mondo in cui viviamo oggi e ne siano emblematici. 

Felipe Pantone per Poltrona Frau
Felipe Pantone per Poltrona Frau

Quali sono le ispirazioni che nutrono le tue ricerche, nell’arte ma anche nella cultura in generale?
Sono profondamente influenzato dall’Arte Cinetica degli Anni Sessanta e mi porto dietro ancora l’esperienza fatta all’inizio della mia carriera nella street art. Oggi seguo, colleziono e stimo numerosi artisti contemporanei. Ho avuto l’opportunità di conoscere di persona Carlos Cruz-Diez, che considero il mio artista preferito. 

Il progetto di Archibald Anniversary Limited Edition dà grande valore alla sostenibilità. Cosa rappresenta per te il rispetto per l’ambiente, nella vita di tutti i giorni?
Sono molto consapevole della situazione e nel mio quotidiano mi impegno per generare il minimo impatto sull’ambiente, nonostante tenga presente che qualsiasi azione noi compiamo si ripercuota sull’equilibrio del mondo! 

Quali sono i tuoi progetti dopo il Salone? Cosa c’è in cantiere?
Nel corso di quest’anno ho in programma alcune mostre personali, che si terranno in due diverse gallerie a New York e a Tokyo. 

– Giulia Ronchi 

Via Manzoni 30 
https://www.poltronafrau.com/it  

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.