A Venezia la mostra sui 4 direttori di FontanaArte: da Gio Ponti a Gae Aulenti

Gio Ponti amava disegnare qualsiasi cosa, dall’edificio in sé ai relativi arredi e finiture, tanto da renderlo un designer oltre che architetto. Era, inoltre, una figura importante nel campo dell’arte delle vetrate, tanto che le sue opere si possono ancora ammirare nelle chiese e nelle cattedrali di tutto il mondo, da quella in Italia a […]

Max Ingrand, attr, Vaso fiore, 1954, lastre di cristallo colorato e ottone nichelato, 7x31 cm, Galleria Michela Cattai. Ph. Enrico Fiorese
Max Ingrand, attr, Vaso fiore, 1954, lastre di cristallo colorato e ottone nichelato, 7x31 cm, Galleria Michela Cattai. Ph. Enrico Fiorese

Gio Ponti amava disegnare qualsiasi cosa, dall’edificio in sé ai relativi arredi e finiture, tanto da renderlo un designer oltre che architetto. Era, inoltre, una figura importante nel campo dell’arte delle vetrate, tanto che le sue opere si possono ancora ammirare nelle chiese e nelle cattedrali di tutto il mondo, da quella in Italia a Taranto fino a Los Angeles. Una pratica vetraria, messa anche al servizio della produzione per un uso quotidiano: nel 1931 viene chiamato alla direzione artistica della Luigi Fontana, azienda attiva a Milano dal 1881 nella lavorazione del vetro e nella realizzazione di complementi d’arredo, e nel 1932 – insieme a Pietro Chiesa – fonda la FontanaArte.

GIO PONTI E FONTANA ARTE

Tutto questo sarà raccontato nell’esposizione primaverile de Le Stanze Del Vetro che – dal 4 aprile al 31 luglio 2022 nella sua sede sull’Isola di San Giorgio Maggiore – ospiterà una grande mostra dedicata proprio alla leggendaria azienda milanese di arredamento e illuminazione nel periodo di produzione dei suoi quattro storici direttori artistici: Gio Ponti, Pietro Chiesa, Max Ingrand e Gae Aulenti. Ognuno di loro avrà una stanza a disposizione, dove sarà indagata figura e produzione. Ponti, per esempio, nella stagione ’32-‘33, progetta e realizza molti prodotti, per una gamma che spazia dai mobili agli accessori per la tavola: intramontabili arredi, lampade e oggetti di design, tra i quali spiccano alcuni pezzi ancora in produzione, come le lampade 0024, Bilia, Pirellina, Pirellone e il Tavolino 1932.

FONTANA ARTE: DA PIETRO CHIESA A GAE AULENTI

Successivamente, dal 1933 al 1948, la direzione artistica viene affidata dallo stesso Ponti a Pietro Chiesa sotto il quale l’azienda acquisisce notorietà internazionale, fissando al tempo stesso gli standard del design italiano: “la perfetta continuità tra la classicità e la tecnologia contemporanea, il connubio ideale tra arte e industria”, si legge nella presentazione, “la qualità superlativa dei materiali e della lavorazione artigianale del vetro industriale e l’elevazione dell’oggetto quotidiano all’arte del vivere”.  Alla morte di Chiesa, e dopo la pausa bellica, subentra Max Ingrand che per oltre un decennio (1954-1967) porta l’azienda a un regime di produzione industriale. La mostra si sofferma, poi, sul periodo di direzione artistica di Gae Aulenti, dal 1979 fino al 1996 quando lascia l’azienda: sotto di lei vengono chiamati a collaborare altri importanti designer, tra cui Ettore Sottsass, Vico Magistretti, Pietro Castiglioni, Renzo Piano.

UNA SUITE ARREDATA NELLO STILE FONTANAARTE: LA CASA DI VETRO

La mostra si conclude con una suite arredata nello stile FontanaArte per rievocare un appartamento milanese, allestito su progetto dell’architetto Massimiliano Locatelli, con degli interni che si ispirano  alla casa di vetro, “un sogno tecnologico degli architetti modernisti”, conclude il testo di presentazione, “realizzato per la prima volta nella visione d’avanguardia di Gio Ponti con Luigi Fontana con l’intento di reinventare questo materiale da costruzione per esterni come nuovo standard di lusso per arredare l’interno della casa”.

– Claudia Giraud

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Nome eventoFontanaArte. Vivere nel vetro
Vernissage04/04/2022 no
Duratadal 04/04/2022 al 31/07/2022
CuratoreChristian Larsen
Generedesign
Spazio espositivoFONDAZIONE CINI - LE STANZE DEL VETRO
IndirizzoEx convitto Isola di San Giorgio Maggiore - Venezia - Veneto
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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).