Made in Italy da toccare. Al Museo Tattile Omero di Ancona la nuova Collezione Design

Il museo tattile marchigiano ha appena inaugurato una nuova sezione espositiva dedicata al design made in Italy: opere progettate da Sottsass, Munari, Castiglioni e Mendini tutte da toccare, ma anche da ascoltare e fruire con tutti i sensi. Le immagini.

Collezione Design, Braille Valentine
Collezione Design, Braille Valentine

Non solo tattile, ma multisensoriale: è questa la cifra stilistica che contraddistingue la nuova sezione espositiva appena inaugurata al Museo Tattile Statale Omero di Ancona, la Collezione Design, con 32 oggetti che ripercorrono autori e storia del “made in Italy” con la possibilità, appunto, di toccare e ascoltare le opere, per una fruizione insolita ma allo stesso tempo totale.

LA “COLLEZIONE DESIGN” DEL MUSEO OMERO DI ANCONA

Selezionati tra i progetti vincitori e menzionati del Compasso d’Oro, gli oggetti facenti parte della Collezione Design – con un allestimento a cura di Fabio Fornasari e le parole di Chiara Alessi – sono esposti lungo un percorso organizzato per cinque temi: viaggiare, abitare, cucinare, lavorare, giocare. “Le cose ci parlano attraverso i loro linguaggi che non sono necessariamente visivi e che agiscono anche sulle nostre emozioni”, spiega Fabio Fornasari. “Come per l’arte anche il design è una ricerca continua che opera nella forma, nel contenuto e nella materia. Con questa collezione il museo Omero allunga la mano su una selezione di trentadue oggetti, trentadue variazioni di design”. Tra gli oggetti esposti sono Valentine progettata da Ettore Sottsass per Olivetti (1969); Falkland di Bruno Munari per Danese (1964); Parentesi di Achille Castiglioni e Pio Manzù per Flos (1971); Moka di Renato Bialetti per Bialetti (1956); 16 Animali di Enzo Mari per Danese (1956); 100% Make Up – Miniatura vaso (2000) e A. Mendini (2003) di Alessandro Mendini per Alessi.

L’ALLESTIMENTO DELLA SEZIONE DESIGN DEL MUSEO OMERO

La nuova sezione espositiva invita i visitatori a riflettere su come la tattilità, e in generale la sensorialità, abbia un ruolo determinante nel nostro modo di percepire e vivere gli oggetti di uso quotidiano e il nostro modo di abitare. L’allestimento si sviluppa attraverso un lungo bancone utilizzato per gli oggetti più piccoli; oggetti dalle dimensioni maggiori invece sono presentati su isole espositive. Le persone con disabilità visiva possono inoltre fruire di un’audioguida basata su tecnologia Bluetooth e dotata di segnalazioni vibratili e informazioni acustiche: un tag indossabile in vita, due braccialetti e due auricolari consentono loro di muoversi in autonomia lungo il percorso e di ascoltare le descrizioni delle opere esposte. Questa nuova sezione nasce grazie a una donazione dell’Associazione per il Museo Tattile Statale Omero ODV-ONLUS ed è dedicata all’ex direttore del Museo Roberto Farroni.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.