Superstudio Maxi apre gli (enormi) spazi in Barona al suo primo Salone del Mobile

Due grandi eventi in due diverse sedi segnano la partecipazione di Superstudio alla Milano Design Week 2021 per un’edizione piena di speranza

Il nuovo Superstudio Maxi al suo primo Salone del Mobile
Il nuovo Superstudio Maxi al suo primo Salone del Mobile

Un appuntamento della rinascita, quello di Superstudio al Salone del mobile 2021. Dopo un’inaugurazione funestata dalla pandemia, lo studio polifunzionale ha aperto al pubblico il nuovo spazio Superstudio Maxi, alla Barona. L’enorme location al numero 35 di via Moncucco – recuperata da una vecchia fabbrica siderurgica nell’ottica di una più ampia rigenerazione della zona 6 – ospita dal 5 al 9 settembre arte, design, performance e poesia con un grande, unico evento: Design Beyond Design, a cura di Gisella Borioli, company owner del gruppo. Durante questi cinque giorni sono previste attività multidisciplinari che spaziano dalle mostre fotografiche agli incontri con i professionisti del design, dalle performance ai video, fino a una vendita benefica di oggetti che raccontano amore e amicizia. Spicca la mostra di Luca Gilli Passaggi di stato. Superstudio Maxi_il cantiere delle idee. L’autore, attraverso l’astrazione del proprio linguaggio fotografico, frutto di un percorso pluriennale di ricerca, restituisce una visione personale della trasformazione di quella che era una vecchia fabbrica siderurgica abbandonata in un nuovo Hub culturale e centro espositivo all’avanguardia.

OSPITI E INCONTRI AL NUOVO SUPERSTUDIO MAXI

Ospiti e incontri sono moltissimi, si mescolano in uno spazio arioso (parliamo di 10mila metri quadri) e sostenibile – è il primo edificio per eventi certificato con alimentazione al 100% rinnovabile. BodyInSign, progetto di Susanna Beltrami, DanceHaus Academy e Hip Hop Department, porta in scena performance e talk per cinque ore non-stop ogni giorno, interpretando lo spazio con il linguaggio della danza. Spiccano poi le sculture di Flavio Lucchini, come la dorata Divine che accoglie i visitatori (rappresentando la trasformazione della Barona) o l’evanescente Ghost, ma anche il design: dal debutto di NeoDesign di Leonardo Talarico all’AntiDesign di Gianni Arnaudo, passando per il PopDesign di Diego e Guido Gugliermetto e il (riciclato) PandemicDesign di Luca Gnizio. L’università IULM porta poi Storie di Cose, contest intorno alla narrazione degli oggetti comuni, e un workshop sull’intelligenza artificiale; Daniele Papuli mostra i materiali fragili di Artdesign. Paperthinks; Anita Morvillo i grattacieli luminosi Archdesign mentre Adriana Lohmann e Giò Colonna Romano esibiscono la cascata lucente di Rays of Light. Ci sono anche i pensieri dei grandi architetti a ispirare i visitatori, che li ritrovano lungo tutti gli spazi dello studio, e le parole di Ivan Tresoldi, poeta di strada noto in Barona e fondatore di ArtAkademy, nel poema ad hoc Moncucco Story. S-U-P-E-R-P-O-E-S-I-A. E ancora salotti e stuzzichini di Temakinho: tutto trova espressione nel grande open space.

IL RESTO DEL PROGRAMMA DI SUPERSTUDIO

A questa apertura – il cui programma completo è consultabile sul sito dell’hub – si sommano sette giorni di eventi (dal 4 al 10 settembre) nel noto Superstudio più, location polifuzionale in dieci ambienti nata più di vent’anni fa al 27 di via Tortona. Si tratta di R/EVOLUTION, un nuovo format espositivo aperto alle istanze di concretezza, innovazione, leggerezza, sostenibilità, inclusività e interconnessione scaturite dalla pandemia. Le 12 mostre curatoriali e i due padiglioni interattivi affrontano i temi di attualità più discussi dello scorso anno e di quello in corso, con un occhio sulle icone del nuovo millennio, la creatività femminile, la domotica, le nuove tecniche di produzione e la vita open air.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.