La misteriosa casa che Alessandro Mendini progettò ad Amsterdam oggi raccontata in una mostra

Poco si sa di questa casa. Un’abitazione privata in cui visse l’ex direttore del Museo di Groninga, emersa solo pochi anni fa dall’oblio – o per meglio dire, dalla riservatezza – e purtroppo non più esistente. Un capolavoro di design e architettura di cui oggi resta testimonianza attraverso la documentazione fotografica di Alberto Ferrero. Ecco tutta la storia

Casa Mendini, Amsterdam
Casa Mendini, Amsterdam

Sembra quasi impossibile che di un autore come Alessandro Mendini – artista, designer e architetto italiano tra i più influenti a livello internazionale, scomparso nel 2019 – esistano (o siano esistite) opere praticamente sconosciute, pur essendo esempi che rispecchiano perfettamente la sua ricerca e la sua pratica, a cavallo tra design, architettura, scultura, pittura, arte applicata, eclettica e straordinariamente originale. L’autore della arcinota Poltrona Proust (1978) è infatti protagonista di una particolare storia risalente agli anni in cui progettò – assieme a Michele de Lucchi, Philippe Starck e Coop Himmelbau – il nuovo edificio che ospita il Museo di Groninga (1994).

Casa Mendini, Amsterdam
Casa Mendini, Amsterdam

AD AMSTERDAM UN PROGETTO SCONOSCIUTO DI ALESSANDRO MENDINI

A quei tempi il direttore del Museo di Groninga era Frans Haks che, alla fine del suo mandato nel 1996, decise di trasferirsi insieme al suo compagno e storico dell’arte Johan Ambaum ad Amsterdam, in un antico palazzo al 41 di Recht Boomssloot. Nel 2001, Haks commissionò a Mendini la riprogettazione degli interni e la decorazione della facciata del palazzo con un motivo geometrico; progetto, questo realizzato dall’architetto italiano, che è rimasto sconosciuto fino al 2018, anno in cui i dipendenti dell’Istituto Monuments and Archaeology di Amsterdam scoprono, al piano terra del palazzo di Recht Boomssloot, la residenza di Haks. La scoperta è avvenuta subito dopo la morte di Ambaum, che aveva nominato la Rijksmuseum Foundation come suo unico erede, sotto il nome di Ambaum Haks Foundation, con l’obiettivo di arricchire la sezione del museo dedicata alle arti applicate del XIX e XX. I curatori decisero quindi di rilevare gli oggetti presenti all’interno della casa e di mettere in vendita le murature che, a quel punto, subirono importanti trasformazioni: oggi, infatti, del progetto originario di Mendini non è rimasta alcuna traccia.

Casa Mendini, Amsterdam
AF2008- 005

LA CASA CHE MENDINI PROGETTÒ PER FRANS HAKS AD AMSTERDAM

Nonostante la casa progettata da Mendini non esista più, sappiamo comunque come era grazie agli scatti che il fotografo italiano Alberto Ferrero realizzò nei primi anni Duemila: la residenza rispecchiava carattere e stile di vita anticonformista e anticonvenzionale del committente, espresse attraverso l’uso di forme e colori vivaci che davano vita a un’atmosfera spensierata e leggera tipicamente neo-kitsch. Dal 13 luglio al 20 agosto questa preziosa documentazione fotografica sarà in mostra all’Amstelkerk di Amsterdam nell’ambito dell’esposizione Amsterdam style rooms, a ingresso gratuito. Intanto ecco alcune immagini di Ferrero in mostra…

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.