“Vietato l’ingresso”. Il Teatro degli Arcimboldi riapre con un progetto di design e un contest

Il gotha dell’interior design milanese nei camerini del teatro, luoghi intimi e solitamente preclusi al pubblico che saranno riprogettati da 17 importanti studi e sottoposti al giudizio del pubblico.

Piazzale Arcimboldi
Piazzale Arcimboldi

Per il momento ancora chiuso agli spettacoli, il Teatro degli Arcimboldi di Milano mette in moto una sinergia con il mondo del progetto e si rifà il look in vista della ripartenza. Con Vietato l’ingresso, un contest ideato e curato da Giulia Pellegrino, il teatro ha invitato diciassette studi di architettura e design milanesi ad “adottare” uno dei camerini e a dargli nuova vita riprogettandone gli interni nell’ambito di una ristrutturazione più ampia che coinvolgerà anche il foyer e i servizi. Tra i partecipanti ci sono alcuni tra i nomi più noti sulla piazza meneghina, da Atelierzero a Park Associati passando per DAP Studio, Francesco Rota Architettura, Lupettatelier, RGA Studio e altri ancora.

IL CONTEST: REGOLE E TEMPISTICHE 

A settembre, quando i lavori (effettuati con il supporto di partner tecnici in modo da non gravare sul bilancio del teatro) saranno terminati, e in occasione del Fuorisalone, il pubblico potrà visitare i camerini e votare quello che preferisce. Lo studio vincitore si aggiudicherà l’incarico di ristrutturare il “Camerino Muti”, il più grande e il più noto perché tenuto a battesimo dal celebre Maestro d’orchestra all’apertura del teatro, nel 2002. Da allora, i suoi 40 metri quadri hanno ospitato tantissime star italiane e internazionali durante la preparazione prima di entrare in scena: da Roberto Bolle al Dalai Lama, passando per Bob Dylan, Paolo Conte, Charles Aznavour…

Schizzi del progetto foyer (Archivio fotografico Gregotti Associati)
Schizzi del progetto foyer (Archivio fotografico Gregotti Associati)

IL TEATRO E IL MONDO DELL’ARCHITETTURA

Il Teatro degli Arcimboldi è legato al mondo dell’architettura d’autore fin dalla sua nascita. Pensato per servire come sostituto della Scala durante il restauro dei primi anni Duemila, ma anche per avere in seguito una sua vita autonoma soprattutto legata agli spettacoli musicali e alla danza, il “gigantesco megafono di colore grigio” – come lo definì anche il Corriere della Sera a ridosso dell’inaugurazione – è opera di Vittorio Gregotti. Qui, il grande architetto scomparso per Covid lo scorso marzo ha lavorato “dal cucchiaio alla città”, prendendo in considerazione sia il contesto generale – il quartiere ex-industriale della Bicocca al quale aveva già dato un enorme contributo progettando la maggior parte dei nuovi edifici – che gli aspetti più minuti. 

– Giulia Marani 

www.teatroarcimboldi.it/vietato-lingresso

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.