Nasce Floralism. Parte da Portuense 201 a Roma il primo festival di Floral Design. L’intervista

Fino all’11 ottobre il nuovo festival animerà il centro di Roma con installazioni, workshop e mostre per diventare poi un appuntamento fisso annuale. Ne abbiamo parlato con la sua ideatrice Gabriela Grandi

Portuense201, foto Serena Eller
Portuense201, foto Serena Eller

Floralism è un format di Festival che affonda le sue radici sul senso di contaminazione ed esplorazione. Ed è esattamente per questo motivo che il suo significato sta nella naturale integrazione con lo spazio e con lo scambio fra professionisti ed appassionati, che si legano in qualche modo ai valori del Floral Design. Qui non è dunque il confine di uno stand e la relazione dentro/fuori a definire il modo in cui un Floral Designer si presenta al pubblico e che di conseguenza ne decreta il successo. Ma al contrario è la sua capacità espressiva e l’ascolto della curiosità delle persone a definire un’apertura immaginifica e allo stesso tempo un luogo, come l’azione di foraging collettiva presso un parco cittadino, con volontari, per sensibilizzare sul tema del decoro urbano e le installazioni site specific e live, dove prende forma e sostanza una relazione autentica e ricercata”. Con queste parole Gabriela Grandi, ideatore/founder/Art Director di Floralism e di Copihue Floral Studio, ha introdotto questo nuovo festival dedicato alla filiera produttiva che gira intorno allo “stilista del fiore” e che fino all’11 ottobre animerà il centro di Roma, per diventare poi un appuntamento fisso annuale, che crescerà nel tempo per estendersi in diversi borghi su territorio nazionale, con riconoscimento internazionale. Parte, dunque, quest’anno da Portuense 201 a Roma, tra installazioni, workshop e mostre. Delle motivazioni profonde della nascita di Floralism e della sua visione di rassegna che lega la disciplina del floral design all’arte, all’imprenditoria, al cibo, all’artigianalità, alla cultura, ne abbiamo parlato con la sua ideatrice, Gabriela Grandi.

INTERVISTA A GABRIELA GRANDI, FONDATRICE DEL FESTIVAL FLORALISM A ROMA

Come nasce questo nuovo festival?
Floralism nasce perché ho sentito l’urgenza e la responsabilità di dare voce e spazio a chi in questo momento non ne ha, come la filiera del Floral Design (che vive una terribile contrazione) e quei floral designer che hanno il coraggio di mettersi in gioco, ma non ancora la rete e la reputazione sufficienti per dire che esistono. E che con la crisi pandemica si sono visti sfuggire l’opportunità di disegnare sogni.

Perché hai scelto il fiore come oggetto di un festival?
La mia esperienza di Floral Designer nasce da una profonda crisi professionale, dove avevo la necessità di dare spazio al senso del bello e alla leggerezza. Per questo ho scelto il fiore e ho fondato nel 2016 Copihue Floral Studio, mettendo a frutto la mia esperienza di psicologa sociale, nella rigenerazione urbana e nel change management. Non avevo idea di cosa fosse un fiore, ma avevo chiara la visione: fare cultura della bellezza tramite il fiore, sviluppando il potenziale del Floral Design, disciplina sconosciuta ai più. Per questo il claim che guida me e lo staff del mio studio è: “il fiore non è fine di ciò che sai, ma inizio di ciò che non ti aspetti”.

Poi cosa è successo?
È così che mi sono rimessa in gioco, studiando, viaggiando e osservando mondi in contaminazione fra loro: arte, design, architettura, artigianato. Con il preciso intento di raccogliere attorno a me comunità, condivisione e partecipazione. Per dare a tutti la meritata opportunità di accedere al senso del bello. Cosa che il fiore è capace di infondere, in modo semplice e diretto. Queste sono le radici di Floralism.

Chi c’è dietro Floralism?
Floralism si basa sui legami, sul senso di leggerezza, di gioia e sull’energia con cui si coglie il fermento del viaggio. Su questo abbiamo costruito un gruppo coeso, che segue un ritmo di danza naturale. Un gruppo dove ognuno è focale ed indispensabile. A partire da Donna Sangiorgio, co-founder di Floralism, con una profonda esperienza da antropologa e nel mondo degli eventi, che sa come immaginare, conferire bellezza e dare struttura a ciò che non esisteva. E che per questo rende unico un evento. Per poi passare allo staff di Copihue Floral Studio: Carolina Galeazzi e Maria Wosik, che con la loro dedizione rendono stabile la navigazione. Fino a due nuovi stagisti di Copihue, Cristina Ronaldo e Josè Antonio Sasso, che condividono passione ed energia e mettono a disposizione visioni. Per arrivare a Manuela Tognoli, founder di Label 201 e di Portuense 201, partner di Floralism, la prima che ha creduto nella mia idea, che ha deciso con coraggio di ospitare il Festival e di condividere il valore dell’avventura. Passando per tante persone che in modo passionale hanno deciso di fare parte di Floralism: illustratori, grafici, PR, fotografi, curatori di arte e design, chef, passando per floral designer come Alessandro Cambi e Dylan Tripp e con tanti altri.

Perché Roma?
Ho ideato Floralism come Festival di apertura e di movimento, appositamente per la città di Roma, a cui ho sempre sentito di dover rendere grazie e restituire spazi progettuali, perché merita energia collettiva. Ha dato modo alla mia famiglia di fare casa: ci ha accolti dopo il Golpe in Cile, Paese dove sono nata e dove il senso di partecipazione e di gratitudine fa parte dell’educazione che riceviamo. Parte quest’anno da Portuense 201, per moltiplicarsi nei prossimi anni in giro per la città, passando per cortili e giardini segreti.

Ci racconti cosa succede in questo festival?
Il valore della condivisione di Floralism passa non solo tramite le installazioni dei floral designer selezionati, ma anche dal confronto stilistico fra tre floral designer consolidati, che fanno parte della giuria, realizzando una personale installazione nella galleria d’arte Label 201 del borghetto e workshop al pubblico: Alessandro Cambi, Dyana Tripp e me. Inoltre il senso delle tre linee stilistiche è sottolineato anche dalla scelta di tre differenti chef, guidati dalla passione e dall’amore per i legami, che realizzeranno la cena finale, con una tavolata unica (nel rispetto della normativa anti-covid), a ricordare le cene nei borghi antichi.

– Claudia Giraud

https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/floralism/

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).