Coronavirus, il manifesto dei designer spagnoli per combattere la crisi. Messaggio al Governo

Quindici principali associazioni di settore spagnole hanno redatto un manifesto che mette a disposizione del governo i propri sistemi per lavorare insieme al risanamento dell’industria, per guidare la ripresa economica, sociale e culturale del Paese

Madrid
Madrid

Da quando l’intero pianeta è stato colpito dalla pandemia da Coronavirus, costringendo numerosi Paesi al lockdown, quello culturale è tra i settori che hanno maggiormente risentito della crisi sanitaria ed economica in corso, con professionisti del settore – istituzioni pubbliche e private, operatori indipendenti, gallerie, artisti e creativi di ogni ambito – che spesso si sono appellati ai governi per chiedere supporto e contromisure specifiche per affrontare l’emergenza. È quanto accaduto negli Stati Uniti, dove NADA – New Art Dealers Alliance ha inviato una lettera ai funzionari di New York per chiedere provvedimenti che possano supportare le piccole e medie gallerie della Grande Mela durante il lockdown; in Canada, dove One Voice for Arts + Culture (OVAC) – network di organizzazioni, istituzioni culturali, musei e gallerie d’arte canadesi –  hanno lanciato un appello al Primo Ministro Justin Trudeau e ai membri del Parlamento per incrementare gli aiuti al settore, partendo dal presupposto che “in questo momento abbiamo bisogno delle arti più che mai”; e anche in Italia, con l’appello che ConfCultura – associazione delle imprese private gestori dei servizi museali – ha rivolto al governo per chiedere misure mirate per “definire un’azione congiunta e rilanciare il settore culturale, gravemente colpito dalle misure restrittive imposte per contenere il contagio da Covid-19”. Un nuovo appello – o per meglio dire un manifesto –, è stato inoltre rivolto dal mondo del design spagnolo al proprio governo, ma ha un carattere differente rispetto a quelli rivolti dai creativi di altri Paesi: i designer spagnoli infatti si mettono a disposizione del proprio Paese per sollevare le industrie dalla crisi economica in corso.

IL MANIFESTO DEL MONDO DEL DESIGN SPAGNOLO AL GOVERNO 

RED – Reunión de Empresas Españolas del Diseño ha redatto un manifesto firmato dalle quindici principali associazioni di settore della Spagna e di prossimo invio al governo. Nel manifesto il settore del design “afferma di stabilire un canale di dialogo stabile e più ampio tra il governo e le aziende per essere in grado di fornire idee e soluzioni che contribuiscano alla ricostruzione sociale ed economica del paese”, si legge nella nota stampa ufficiale di RED. “Questa lettera aperta è un campanello d’allarme, ma soprattutto mostra l’inizio di un processo di collaborazione con i diversi ministeri collegati”, spiega Marisa Santamaría, direttrice di RED. “Queste sono azioni dirette per salvare l’industria del design in una crisi senza precedenti. È un documento integrativo e include artigianato, innovazione e promozione di nuove tecnologie digitali come fattori fondamentali, tenendo sempre conto della trasformazione di nuovi modelli sociali, solidarietà e sostenibilità, persone al centro e scenari digitali avanzati”. In che modo, a livello pratico, il design potrebbe aiutare le industrie nella ripresa post-pandemia? Innanzitutto nella tecnologia digitale, “area in cui il design può e deve svolgere un ruolo fondamentale”, ha dichiarato Santamaría al quotidiano El País. “Supportare una trasformazione transmediale in tutte le aziende accelererà la ripresa”. Una delle problematiche che molte imprese stanno già affrontando in vista della ripresa, è l’adattamento di spazi e ritmi di lavoro al regime di sicurezza richiesto per prevenire il contagio dal virus. Santamaría su questo step appare ottimista, dal momento che “le industrie spagnole sono riuscite a posizionarsi in un mercato globale molto competitivo con un rigoroso aggiornamento che ha permesso di fornire protocolli di sicurezza agli spazi di produzione e ai dipendenti che spesso superano quelli stabiliti”. Un aspetto positivo che invece potrebbe lasciare la pandemia è la sperimentazione creativa che ha spinto i professionisti di numerosi settori a reinventarsi nel corso degli ultimi mesi: “è un contesto così anomalo che devono essere cercati nuovi parametri, il design è sempre un motore di cambiamento, devi fidarti dell’esperienza e della traiettoria dei professionisti, essere molto creativo, investigare, sperimentare per provare nuove formule”. 

CORONAVIRUS E DESIGN IN SPAGNA

L’ottimismo e la resilienza in vista del post-pandemia non sono tuttavia sufficienti per cancellare quanti danni, nel corso delle ultime settimane, ha causato il virus all’economia e per conteggiare le perdite di aziende e posti di lavoro che potrebbero continuare a esserci nei prossimi mesi, colpendo anche il settore design: “è troppo presto per fornire dati, dipenderà da molti fattori, per ora dobbiamo vedere quanto durerà”, continua Santamaría. “Quello che sappiamo è che le aziende RED esportano tra il 50% e il 92% della loro produzione, e gran parte di questa è stata fermata”. Non è la prima volta però che la Spagna affronta e supera una crisi economica, come quella attraversata nel 2008, che ha portato professionisti e aziende a reinventarsi e rinnovarsi: “nel 2008, tutti si sono evoluti e sono cresciuti esportando e aprendo mercati, grazie alla qualità dei progetti e a un miglioramento logistico senza precedenti. È tempo di fare rete, condividere conoscenze e risorse e collaborare, comunicare… Unire la tradizione ai progressi tecnologici, uno studio costante dell’evoluzione del benessere sociale e un recupero dei valori essenziali per le persone”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.