“Nuove misure per rilanciare il settore culturale”. L’appello di ConfCultura al Premier Conte

L’associazione delle imprese che lavorano nella cultura chiede al governo misure tempestive per contrastare la crisi causata dalla pandemia. Ecco l’appello

A tre settimane dall’emanazione del Decreto “Cura Italia” – approvato dal Consiglio dei Ministri e contenente le misure che verranno messe in atto per supportare l’economia italiana e i lavoratori nel corso dei prossimi mesi – continuano a essere sempre più preoccupate dei voci che provengono dal settore culturale, nonostante il decreto preveda misure anche per il mondo della cultura e del turismo. “Il Consiglio dei Ministri ha approvato ulteriori misure in aiuto al turismo e alla cultura, settori duramente colpiti dalla diffusione del Coronavirus e dai provvedimenti adottati per contenere il contagio”, dichiarava il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. “Gli interventi tengono conto delle numerose istanze delle associazioni di categorie di questi settori con cui abbiamo avuto una stretta interlocuzione in queste settimane. Dalle indennità ai lavoratori dei diversi comparti, al fondo di emergenza per lo spettacolo, il cinema e l’audiovisivo, fino al sostegno per alberghi e imprese turistiche, sono numerose le misure messe in campo dal Governo per sostenere in questa prima fase l’industria culturale, creativa e il turismo, uno dei principali motori del Paese”. Ma sembra che tutto questo non sia sufficiente: a palesare le proprie perplessità è stata, nei giorni seguenti, Confindustria, affermando il Decreto, sebbene “necessario e importante”, non fosse comunque sufficiente. A rivolgere un nuovo appello al Premier Giuseppe Conte e anche alle principali istituzioni italiane ed europee è ConfCultura, associazione delle imprese private gestori dei servizi museali che chiede misure mirate per “definire un’azione congiunta e rilanciare il settore culturale, gravemente colpito dalle misure restrittive imposte per contenere il contagio da Covid-19”.

Colosseo e Fori Imperiali, Roma - ph. Pixabay

Colosseo e Fori Imperiali, Roma – ph. Pixabay

L’APPELLO DI CONFCULTURA A GIUSEPPE CONTE

“Come associazione che rappresenta le industrie della cultura, siamo pronti a scendere in campo accanto alle Istituzioni, consapevoli che solo attraverso una collaborazione virtuosa e costante tra pubblico e privato sia davvero possibile realizzare il progresso culturale e materiale che rappresenta un volano per l’economia del Sistema-Paese”, dichiara Patrizia Asproni, presidente di ConfCultura. “Non solo: come prefigurato nelle dichiarazioni del ministro Dario Franceschini insieme ai ministri della Cultura di Germania e Spagna, riteniamo che sia fondamentale allargare il tema e l’alleanza anche agli altri Stati europei, per un nuovo ‘Manifesto di Ventotene’ che poggi le sue basi proprio sulla cultura”. Le priorità individuate da ConfCultura per rilanciare il settore sono la tutela dei livelli occupazionali e la necessità di ripartire dalla cultura per riavviare l’intero Paese, “attraverso un’azione integrata a livello europeo che permetta di generare soluzioni credibili ed efficaci per la ripresa”.

LA PROPOSTA DI CONFCULTURA AL GOVERNO. RILANCIARE L’ITALIA ATTRAVERSO LA CULTURA

Per rilanciare il sistema culturale italiano, ConfCultura invita il governo ad attuare riforme più coraggiose e a investire nel settore, ma soprattutto a coinvolgere esperti del campo. Ed è questa la proposta di ConfCultura: istituire un doppio team, uno di “lavoro misto con studiosi di analisi e scenari, e un altro tecnico operativo delle imprese, per individuare proposte concrete, soluzioni per il futuro e strumenti di valorizzazione dell’impatto virtuoso dell’economia culturale su tutto il territorio nazionale”. Il fine è quindi proteggere l’intero sistema culturale del Paese, che comprende numerosi settori, da quello turistico a quello enogastronomico, e quindi tutelare e rilanciare il “made in Italy”.  “Il settore”, conclude la nota di ConfCultura, “proprio a causa dell’emergenza in corso, sta registrando perdite per oltre 20 milioni di euro al mese e avrà dunque un disperato bisogno di sostegno per mantenere l’occupazione (circa 117mila posti di lavoro l’anno) e, al contempo, sopravvivere ad un eventuale prolungamento della sospensione delle attività”.

– Desirée Maida

www.confcultura.it

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Desirée Maida

Desirée Maida

Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi…

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