Muse dialoganti. 10 sedie per 10 musei, a Milano

Il design è arte? Di fronte a una sedia d’autore, che cosa prevale, il tratto del progettista o il valore d’uso? Giocando su questa ambiguità, otto grandi aziende di design hanno donato una seduta a dieci musei milanesi.

Far dialogare moderno e contemporaneo è possibile, eccome. Per non parlare di arte e design, discipline da sempre intrecciate e interconnesse, soprattutto a Milano, che proprio sul design ha costruito parte della sua fortuna e attrattività. Sfida di questa iniziativa promossa da MuseoCity ‒ l’associazione che opera per la valorizzazione del patrimonio museale milanese con l’intento di incrementare il coinvolgimento di un pubblico sempre più vasto – è l’integrazione di sedute che non inquinino visivamente e materialmente gli spazi museali, ma che al contrario si integrino con loro e siano capaci di dialogare con il contesto e le opere esposte. Anche nei musei a vocazione scientifica o quelli che con il design hanno poco a che fare, ma che sono parte del patrimonio culturale della città, raccontandone brani e pezzi di storia. Di fatto, seppur nel garbo di un mimetismo necessario, ogni seduta diventa una piccola installazione a sé, il che offre l’occasione per raccontare il rapporto possibile tra arte e design. Nei musei poi, si sa, l’utilizzo di sedute è cosa fondamentale per rendere l’esperienza di visita un momento piacevole e confortevole, consentendo spazi di sosta e contemplazione e facendo dimenticare all’utente la fatica del lungo stare in piedi.
Ecco perché MuseoCity, in collaborazione con lo studio Palomba Serafini Associati e con il contributo di Fondazione Cariplo e UniCredit, ha scelto di coinvolgere brand storici del Made in Italy come Baxter, Cappellini, Cassina, Giorgetti, Horm Italia, Kartell, Molteni & C., Moros e designer di altissima levatura internazionale che potessero interpretare al meglio il tema, vestendo di emozione una funzione”. Il progetto Muse dialoganti si è sviluppato in due momenti: prima i musei hanno scelto la sala e l’opera davanti alla quale allestire la seduta e successivamente hanno valutato i prodotti, creando abbinamenti unici, sartoriali e con precisi requisiti tecnici. Per poter partecipare, infatti, le sedute dovevano essere: rinomate o premiate, prodotte da aziende italiane, facilmente reperibili sul mercato, con altezze di seduta o schienali idonei, e generosamente donate dai produttori.
Afferma Maria Grazia Mazzocchi, Presidente di MuseoCity: “‘Muse dialoganti’ è un progetto che intende offrire al pubblico, all’interno dei musei, un momento di riposo e contemplazione durante il percorso di scoperta e di godimento delle molte opere d’arte esposte nelle sale. […] Per questo abbiamo pensato di mettere vicino alle opere di pittura o di scultura un’altra forma di arte del XX e XXI secolo: le realizzazioni di grandi progettisti/artisti/artigiani. Le sedute che hanno trovato, grazie alla generosità dei produttori, la loro sede definitiva in dieci musei milanesi rappresentano una nuova Musa, in grado ormai di dialogare con le opere d’arte tradizionali del passato e del presente”.

Giulia Mura

https://www.museocity.it/

1. CASA MUSEO BOSCHI DI STEFANO | KARTELL | LA MARIE DI PHILIPPE STARCK

Casa Museo Boschi Di Stefano _ Kartell _ La Marie di Philippe Starck. Photo © Filippo Romano x Museo City

In quanto casa-museo si voleva entrare “in punta di piedi, facendo poco rumore”, e la trasparenza della seduta di Kartell gioca un ruolo fondamentale in quest’ottica. In questo modo può coesistere la vita che è stata con la vita nuova che sarà: trasformazione inevitabile quando una casa diventa un museo.

2. CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO | HORM ITALIA | RIPPLES DI TOYO ITO

Civico Museo Archeologico _ Horm Italia _ Ripples di Toyo Ito. Photo © Filippo Romano x Museo City

La panca inserita nella torre romana del museo consente una totale visione dello spazio senza interferire volumetricamente o stilisticamente. Il colore dei materiali richiama quelli del luogo e il sapiente scavo del legno del sedile rende leggibili gli strati di materiale che, come nel museo, diventano valore e segno del tempo.

3. GAM ‒ GALLERIA D’ARTE MODERNA | MOROSO | DOUBLE ZERO DI DAVID ADJAYE

GAM Galleria d’Arte Moderna _ Moroso _ Double Zero di David Adjaye. Photo © Filippo Romano x Museo City

Nell’Ottocento nasce la moda di un divanetto da conversazione che consente una nuova intimità di seduta, il divanetto vis-à-vis. La seduta scelta per questo museo è ispirata proprio a quella ottocentesca: inserite in coppia, una di fianco all’altra, creano la stessa intimità tra spazio, opere e persone.

4. MUSEO DEL NOVECENTO | BAXTER | PASSEPARTOUT DI FEDERICO PERI

Museo del Novecento _ Baxter _ Passepartout di Federico Peri. Photo © Filippo Romano x Museo City

Tutte le vibranti energie del Novecento, il susseguirsi veloce di correnti artistiche, il colore, la dinamicità, il desiderio dell’artista di diventare personaggio, gli stili in competizione avevano bisogno di una panca semplice, priva di spigoli, accogliente. Un vero momento di sosta anche per gli occhi.

5. MUSEO DI STORIA NATURALE | MOROSO | JOSEPHINE DI GORDON GUILLAUMIER

Museo di Storia Naturale _ Moroso _ Josephine di Gordon Guillaumier. Photo © Filippo Romano x Museo City

La storia naturale ci parla di evoluzione e semplicità, di “complessità risolte”, direbbe Brâncuși. La panca scelta ha linee morbide e accoglienti, come segmenti di DNA con curve che si ripetono. E proprio questo serve sotto a un terrificante T-Rex: qualcosa che ci accolga con gentilezza.

6. MUSEO NAZIONALE SCIENZA E TECNOLOGIA LEONARDO DA VINCI | CASSINA | SUPERLEGGERA DI GIO PONTI

Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci _ Cassina _ Superleggera di Gio Ponti. Photo © Filippo Romano x Museo City

La seduta scelta per questo museo è un omaggio al grande genio poliedrico di Leonardo da Vinci. Il progetto di Gio Ponti unisce leggerezza e indistruttibilità. È un prodotto pieno di grazia che forse Leonardo avrebbe potuto disegnare per capire come e dove togliere materia pur mantenendo solida la struttura portante dell’oggetto.

7. MUSEO STORICO ALFA ROMEO | CASSINA | FELTRI DI GAETANO PESCE

Museo Storico Alfa Romeo _ Cassina _ Feltri di Gaetano Pesce. Photo © Filippo Romano x Museo City

Si chiamano “affinità elettive” quelle caratteristiche di alcuni elementi di attrarsi reciprocamente in nuove composizioni. La poltrona Feltri, con i suoi volumi ampi e comodi, è l’inverso della macchina 8C 2900 che è solida e stabile nella forma. Eppure, le reciproche linee morbide trovano convergenze sorprendenti, parlandosi.

8. PALAZZO MORANDO COSTUME MODA E IMMAGINE | GIORGETTI | GALET DI LUDOVICA + ROBERTO PALOMBA

Palazzo Morando Costume Moda e Immagine _ Giorgetti _ Galet di Ludovica + Roberto Palomba. Photo © Filippo Romano x Museo City

Le dimensioni della sala, la quadreria, il camino, il pavimento, tutto sembra ruotare intorno a un centro che diventa sosta. Grazie agli schienali che si rincorrono, il divanetto scelto permette visioni da ogni punto di vista per raccogliere ogni dettaglio dell’ambiente e tutta la bellezza e l’energia di questo spazio.

9. PINACOTECA AMBROSIANA | MOLTENI & C.| POUF EUSTON DI RODOLFO DORDONI

Pinacoteca Ambrosiana _ Molteni & C._ Pouf Euston di Rodolfo Dordoni. Photo © Filippo Romano x Museo City

Per tutti gli indecisi che non sanno quale meraviglia preferire nella prima sala della Pinacoteca, si è pensato a delle panche comode, disseminate per tutta la lunghezza dell’ambiente. Il design contemporaneo si mimetizza nell’insieme grazie alla scelta di materiali tradizionali: legno e pelle.

10. PINACOTECA DI BRERA | CAPPELLINI | BRERA BENCH DI GIULIO CAPPELLINI

Pinacoteca di Brera _ Cappellini _ Brera Bench di Giulio Cappellini. Photo © Filippo Romano x Museo City

La Pinacoteca di Brera non solo contiene capolavori magnifici ma li ospita in ambienti museali grandi, dove è possibile accogliere tele di ampie dimensioni. Le panche sono state progettate appositamente per queste sale, con uno schienale basso e comodo che contiene anche la descrizione delle opere da ammirare: funzione, arte e design.

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.