Spazio Salvetti a Lucca. Un nuovo polo culturale su design, arte e food

Qui lavorava Andrea Salvetti, designer e artista, prima di scomparire prematuramente. Ora c’è un nuovo hub espositivo. Ce ne parla la moglie Patrizia Grotti, anima dello spazio in memoria del creativo morto nel 2017. Prossimi appuntamenti? Il 18 aprile un incontro con Giampiero Mughini che racconta proprio la figura di Salvetti.

Spazio Salvetti, Showroom
Spazio Salvetti, Showroom

Ci lasciava due anni fa, a marzo 2017, Andrea Salvetti, autore, scultore, designer, gastronomo nato nel 1967 a Bozzano in provincia di Lucca. Architetto presso la facoltà di Firenze, affezionatissimo al territorio toscano da cui proveniva e dal quale si lasciava ispirare nel suo lavoro; dal 1991 artista e designer. Oggi, negli stessi luoghi, nell’amata Lucca, porta avanti la sua eredità lo Spazio Salvetti, all’artista dedicato, in un ampio capannone, un tempo manifattura della iuta, nato grazie all’impegno della moglie Patrizia Grotti, in collaborazione con la rivista di gastronomia Cook_inc di Anna Morelli, Magazzino 77, Bottega 2.0 e Studio Creativa. “Tutto nasce da un evento tragico, il 18 aprile sono esattamente due anni e un mese dalla sua scomparsa. Per un po’ tutto si è fermato. Successivamente ho ricevuto una telefonata dal braccio destro di Philippe Starck, con il quale Andrea stava lavorando: nel farmi le sue condoglianze mi ha chiesto di poter continuare a proporre i progetti di Andrea. All’inizio ero scettica, poi abbiamo capito che era importante far rivivere la sua opera. Pertanto ho riavvicinato l’indotto dei collaboratori di Andrea, tutti entusiasti, e siamo ripartiti. Da qui abbiamo pensato di far rivivere anche lo spazio in maniera culturale e a dicembre 2018 è nata la Associazione che porta il suo nome”, spiega la Grotti.

Andrea Salvetti (foto Lido Vannucchi)
Andrea Salvetti (foto Lido Vannucchi)

LO SPAZIO SALVETTI

800mq, due piani – il primo dei quali dedicato all’esposizione permanente dell’opere di Salvetti -, inoltre un altro spazio dedicato agli eventi: il tutto in puro stile factory, come luogo multidisciplinare in cui vivere la creatività in tutte le sue forme, come l’artista stesso amava. Non a caso Salvetti teneva a lavorare personalmente in officina, con un approccio da designer e allo stesso tempo artigianale, che riversava nel rapporto con i materiali di cui si componeva il suo lavoro, con una maggiore predilezione per i metalli. Le sue opere, un po’ oggetti di design, un po’ sculture, sono state esposte nel tempo in importanti gallerie come ad esempio la Nilufar (che Artribune ha segnalato tra gli spazi “top” della Milano Design Week 2019), Dilmos e Must Gallery; così come in fondamentali occasioni internazionali come la 48. Biennale d’Arte di Venezia, Design Miami/Basel, PAD Paris-London e Swab Barcelona, solo per citare alcune fiere e kermesse di altissimo livello.  Senza contare il rapporto con grandi aziende come Sony, Heineken e Costagroup o la collaborazione con un “pezzo grosso” come Philippe Starck.

Spazio Salvetti, interno
Spazio Salvetti, interno

GLI INCONTRI

Un curriculum eccezionale messo assieme in soli 49 anni di vita che si completa con le performance di Food Art, eventi partecipativi, che riconoscono nel cibo una dimensione fisica e allo stesso tempo intellettuale.  È con questa dimensione totale e multidisciplinare che lo Spazio Salvetti ha lanciato un ciclo di incontri in collaborazione con gli organizzatori del festival Verzura, luogo che condivide lo stesso approccio: il 31 marzo è stato invitato Vittorio Sgarbi, il 15 aprile Andrea Scanzi, il 18 aprile toccherà al giornalista Giampiero Mughini. Quest’ultimo “era un grandissimo amico e collezionista di Andrea. Parlerà del suo lavoro, dell’essere designer e scultore. Il titolo dell’intervento, tutto incentrato sulla sua figura e scelto da Mughini è ‘Quando il destino interrompe un’opera geniale’. Effettivamente Andrea è scomparso nel momento in cui il suo lavoro stava ricevendo un forte riconoscimento istituzionale, stava cominciando a raccogliere il frutto del suo lavoro. Il perché della serata del 18 aprile affonda la motivazione nel cominciare un percorso nuovo che riporti luce sul lavoro di Andrea e che rifletta sulle contaminazioni tra arte e design. Oggi è una tendenza che sta prendendo piede sempre più, ma è un qualcosa che Andrea ha sempre fatto”, continua la Grotti. Insieme a Mughini ci saranno il gallerista Edoardo Testori e l’avvocato Anna Maria Bernardini de Pace, amica e collezionista di Salvetti.  La serata prevede anche un evento foodie come sarebbe piaciuto a Salvetti: Cibo e Convivio con Cristiano Tomei del ristorante L’Imbuto e Damiano Donati del Punto, entrambi esponenti del boom gastronomico che in questi anni sta interessando Lucca.

Santa Nastro

https://officinaverzura.com
www.spaziosalvetti.com

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

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