Milano Design Film Festival: in arrivo un premio e una curatrice di caratura internazionale

L’edizione 2019 del festival dedicato al cinema di architettura e design si svolgerà dal 24 al 27 ottobre, con la critica del New York Times Alice Rawsthorn come guest curator e un premio aperto a lungometraggi sulla storia dell’architettura e film promozionali

Bauhaus BauhsbühneTriad
Bauhaus BauhsbühneTriad

Sarà Alice Rawsthorn la curatrice ospite dell’edizione 2019 del Milano Design Film Festival. Autorità indiscussa in materia di design, firma del New York Times, autrice di libri (l’ultimo si intitola Design As An Attitude) e titolare di uno degli account Instagram più seguiti sull’argomento, la critica britannica affiancherà le fondatrici Antonella Dedini e Silvia Robertazzi e la curatrice Porzia Bergamasco proponendo una propria selezione di film in parallelo al programma principale della rassegna, che quest’anno si svolgerà dal 24 al 27 ottobre e avrà come titolo Mind the Gap. La “frattura” in questione è quella creata dalla rivoluzione digitale che stiamo vivendo, responsabile di uno stravolgimento nell’instaurarsi delle relazioni con l’emergere di nuove professioni e nuovi stili di vita e la progressiva liquefazione delle tradizionali gerarchie di valori.

Alice Rawsthorn - Ph. ©Michael Leckie
Alice Rawsthorn – Ph. ©Michael Leckie

LA GIURIA

La formula è quella consueta: oltre sessanta proiezioni ospitate dal cinema Anteo e precedute da un grande opening alla Triennale. Per la prima volta, però, al festival sarà associato un premio, l’Architecture Film Award, che premierà con 7000 euro un lungometraggio dedicato alla storia dell’architettura e con 3000 euro progetti audiovisivi commissionati da studi di progettazione per promuovere la propria attività. La giuria sarà presieduta da Marco Müller, storico del cinema, critico e produttore, che presentando il premio ha ricordato il ruolo del mezzo audiovisivo nella valorizzazione dell’architettura. Un buon film, infatti, oltre a permettere allo spettatore di esplorare nel dettaglio uno spazio volumetrico, fa sì che questa esplorazione avvenga nel tempo e così facendo crea le condizioni per sviluppare un rapporto emotivo tra l’edificio e l’osservatore.

PUNTI IN COMUNE

L’architettura e il cinema avrebbero in comune anche la capacità di stimolare la percezione aptica, al tempo stesso tattile e spaziale. Entrambe le arti, infatti, permettono all’uomo di conoscere lo spazio in maniera inconsapevole muovendosi all’interno di esso. In attesa di ottobre, una serie di proiezioni – sei matinée dedicate all’architettura o al design, una domenica al mese – anticiperanno il festival. I primi appuntamenti sono con The Experimental City, documentario sul tentativo dello scienziato e autore di fumetti Athelstan Spilhaus di costruire una metropoli avveniristica ed ecologica in Minnesota, in programma il 10 marzo, e Bauhaus Spirit, documentario sulla storia della celeberrima scuola fondata da Walter Gropius, che sarà proiettato il 7 aprile.

– Giulia Marani

Milano Design Film Festival / Milano, dal 24 al 27 ottobre 2019
a cura di Antonella Dedini e Silvia Robertazzi, con Porzia Bergamasco
Anteo Palazzo del Cinema, piazza XXV Aprile
www.milanodesignfilmfestival.com

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.

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