100 anni di Bauhaus in Sassonia. Dessau, Lipsia, Dresda, Chemnitz: itinerario in 4 città

In occasione del centenario del movimento avanguardista del prossimo anno, ecco un percorso nelle città della Sassonia dove gli architetti e i designer dell’epoca hanno lasciato un segno. Scandito da mostre a tema

Museo Grassi di Lipsia © Andreas Schmidt courtesy PR Partner
Museo Grassi di Lipsia © Andreas Schmidt courtesy PR Partner

Nel 2019 la scuola del Bauhaus – il movimento moderno che promuoveva la collaborazione tra discipline creative come parte di un progetto utopico, nato in Germania, per la precisione a Weimar, su impulso dell’architetto Walter Gropius – celebra il suo centesimo anniversario. Anche in Sassonia, con Dessau in testa, gli architetti, gli artisti e i designer avanguardisti come Josef Albers, Wassily Kandinsky e Paul Klee lasciarono un importante segno. Sono diverse le opere d’architettura, d’arte e di design da ammirare tra Lipsia, Chemnitz e Dresda che, per l’occasione, hanno organizzato delle mostre a tema. Eccole nel dettaglio…

– Claudia Giraud

1. DESSAU

Il Bauhaus a Dessau

Fondato dall’architetto Walter Gropius a Weimar nel 1919, il Bauhaus ebbe il suo massimo splendore a Dessau tra il 1925 e il 1932, prima di essere chiuso nel 1933 sotto la pressione dei nazisti dal suo ultimo direttore Ludwig Mies van der Rohe a Berlino. Qui si è coniata l’immagine del Bauhaus che ha trasformato la città in un domicilio di fama internazionale per le avanguardie moderne. Per questo motivo, il grosso dei festeggiamenti del centenario è concentrato in questa città che, con il coordinamento della Fondazione Bauhaus Dessau, ospiterà nell’arco del 2019 un programma diversificato, sviluppato da una rete di partner locali, nazionali e internazionali, amici, studenti, artisti e ospiti.

https://www.bauhaus-dessau.de/en/centenary-2019/centenary-programme.html

2. LIPSIA

Museo Grassi di Lipsia © Andreas Schmidt courtesy PR Partner

Nell’anno dell’anniversario, il Museo Grassi esporrà le sue 18 finestre leggendarie realizzate da Josef Albers e ricostruite dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, accanto alla mostra speciale Bauhaus Saxony. Questa sarà inserita nel percorso della sua collezione permanente, che vanta opere di artisti del Bauhaus di Sassonia, oltre ai maestri Wassily Kandinsky, Làszlò Moholy-Nagy, Paul Klee o lo stesso Josef Albers.

Bauhaus Saxony
Grassi Museum, Johannisplatz 5-11, 04103
Dal 18 aprile 2019 al 9 settembre 2019
http://www.grassimuseum.de

3. DRESDA

Dresda sull’Elba, credit Frederik Schrader courtesy PR Partner

Anche Dresda, dove diversi architetti dell’epoca del Bauhaus hanno partecipato alla costruzione della “città giardino” Hellerau, un villaggio rurale ideato dall’imprenditore Karl Schmidt-Hellerau per ospitare una comunità di artigiani e artisti, con al centro il suggestivo teatro Festspielhaus, sarà sede di una mostra. Lo Stadtmuseum ospita Modernism in Dresden? Architecture and Urban Planning 1919 – 1939 sulle architetture più iconiche di Dresda, come la Kügelhaus, la prima costruzione di metallo completamente sferica della storia costruita nel 1928 e andata distrutta durante la guerra. Il fabbricato si trovava proprio in Straßburger Platz, dove ora sorge la maestosa Fabbrica Trasparente del gruppo automobilistico Volkswagen Dresda.

Modernism in Dresden? Architecture and Urban Planning 1919 – 1939
Dal 29 giugno 2019 al 27 ottobre 2019
Stadtmuseum Dresden
http://www.stadtmuseum-dresden.de

4. CHEMNITZ

Das Sächsische Industriemuseum Chemnitz, 2016, ph. Sandro Schmalfuß, fonte Wikimedia

A Chemnitz, culla del Modernismo, imperdibili sono l’edificio Schocken, che ospita il Museo di Archeologia (ma originariamente era un centro commerciale), e la Villa Esche progettata da Henry van de Velde (1863 – 1957). Nella città che ha dato i natali anche alla leggendaria etichetta di musica elettronica Raster-Noton (tra i co-fondatori c’è Carsten Nicolai aka Alva Noto), è in programma al Museo industriale la 7° edizione dell’International Marianne Brandt Contest, la mostra di giovani artisti in onore di Marianne Brandt, la pittrice, fotografa, scultrice e designer esponente del Bauhaus. In particolare, in occasione del centesimo compleanno della Scuola, l’esposizione si concentrerà sul vetro, materiale di lavorazione che la stessa Brandt ha così decantato in una sua poesia: “I am all of glass”.

7th International Marianne Brandt Contest 2019
Dal 5 ottobre 2019 al 27 gennaio 2020
Industriemuseum Chemnitz, Zwickauer Straße 119
http://web.saechsisches-industriemuseum.com/chemnitz.html

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).