Parte la Dutch Design Week ad Eindhoven. È Stretch il tema per l’edizione 2017

Sta per iniziare la sedicesima edizione della Dutch Design Week di Eindhoven. 2500 designer, esposti in 110 location, 438 eventi, 295mila visitatori olandesi e stranieri. Ecco le anticipazioni.

Studio Tess Cleven. Living Stone, Living Lights
Studio Tess Cleven. Living Stone, Living Lights

Stretch è il tema scelto per la sedicesima edizione della Dutch Design Week che si tiene a Eindhoven, in Olanda, dal 21 al 29 ottobre. Un termine che di solito è associato allo sport o al tempo libero, ma in questo caso è un invito a “uscire” dalla propria comfort zone… a fare uno stretching mentale, oltre che fisico, considerate le centinaia di location coinvolte e le conseguenti scarpinate. Martijn Paulen, direttore della Dutch Design Foundation, ente che organizza la settimana del design, ha dichiarato: “Il mondo di oggi è complesso e pone sfide enormi. I designer hanno idee rivoluzionarie e soluzioni innovative per il futuro. A volte ispirano, altre volte aprono un dialogo. In questo senso, il design olandese è yoga per il cervello. Esercizi di stretching per chi non vuole incriccarsi”.

LA STORIA DELLA DUTCH DESIGN WEEK

La nascita della Dutch Design Week (DDW) risale al 1998 quando un collettivo di designer chiamato Vormgeversoverleg organizza il primo Day of Design, appuntamento annuale diventato Week of Design nel 2002 e rinominato DDW a partire dal 2005. La manifestazione è oggi il più importante evento di design del Nord Europa. Raccoglie progetti di più di 2500 designer, esposti in 110 location, 438 eventi, ed è visitato da 295mila visitatori olandesi e stranieri (dati del 2016).

Kiki van Eijk en Joost van Bleiswijk. ‘The Tinkering Labs’
Kiki van Eijk en Joost van Bleiswijk. ‘The Tinkering Labs’

DDW 2017

Fulcro della prossima edizione è il People’s Pavilion, progettato dallo studio Overtreders W e bureau SLA. Si tratta di un padiglione temporaneo, punto d’incontro per tutti coloro che visiteranno la settimana del design. Per la costruzione della struttura i designer hanno chiesto il contributo della popolazione, stimolando le persone a portare materiale da riciclare: plastica, metallo e quant’altro. Quel materiale sarà utilizzato per la costruzione del padiglione e poi rimesso in circolazione. Una politica del riciclo e del “no waste” che ha portato lo studio Overtreders W a realizzare numerose strutture eco-friendly, tra cui una caffetteria completamente costruita con materiali di scarto.

UN MONDO DI SABBIA

Tra i numerosi altri progetti in cantiere è particolarmente interessante A world of Sand. Alla regia, lo studio AtelierNL composto da Lonny van Ryswyck e Nadine Sterk. Le due designer, tra le ambasciatrici della settimana del design, lavorano in una ex chiesa che hanno riconvertito nel 2010. Il loro progetto nasce dalla volontà di mappare il mondo attraverso la sabbia. Per questo hanno aperto un sito internet attraverso cui hanno chiesto di inviare una piccola quantità di sabbia da ogni parte del mondo. Con quella sabbia saranno realizzati bicchieri, tazzine e altri piccoli oggetti. Sul sito è possibile vedere la mappatura, sempre in trasformazione, e scoprire le storie di chi ha contribuito al progetto, dal Medio Oriente all’Europa, dal Sud America all’Africa.

Daniele Perra

Eindhoven// dal 21 al 29 ottobre 2017
DDW 2017 – Dutch Design Week
SEDI VARIE
www.facebook.com/dutchdesignweek
@dutchdesignweek, #DDW17

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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Editorialista e responsabile della copertina di “ARTRIBUNE”, collabora con “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente di Contemporary Art and Visual Culture allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.