I vent’anni del SaloneSatellite, da celebrare con un’antologica e una collezione di pezzi di design. Due mostre in fiera, dedicate agli spazi di vita e di lavoro in continua evoluzione. Un nuovo corto di Matteo Garrone. E, ancora, la novità di Ventura Projects, con il nuovo polo espositivo alla Stazione Centrale. Ecco un primo assaggio della design week di Milano, in programma a inizio aprile.

Il design è uno stato a sé”, recita lo slogan della 56esima edizione del Salone del Mobile che si aprirà tra poco meno di sessanta giorni. Milano, la capitale incontestata di questo stato senza bandiere e senza confini fisici, vuole mantenere il suo primato e ce la mette tutta per non deludere le attese. Tra i punti forti illustrati dagli organizzatori durante la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2017, le celebrazioni per la ventesima ricorrenza del SaloneSatellite, che dal 1998 a oggi ha visto sfilare oltre diecimila giovani talenti (“Alcuni sono diventati nomi importanti del design, altri ancora hanno scelto di cambiare mestiere”, ha chiosato la curatrice Marva Griffin), e le due mostre ospitate all’interno dei padiglioni della fiera, sotto la vela di vetro disegnata da Massimiliano Fuksas.

SALONESATELLITE. LE INIZIATIVE IN FIERA E IN CITTÀ

La festa per la ventesima manifestazione che ha tenuto a battesimo, tra gli altri, Nendo e Matali Crasset, si articola in due tappe: una speciale edizione di quaranta pezzi commissionati ad altrettanti designer di fama internazionale, accomunati dal fatto di aver mosso i primi passi in una delle varie edizioni del SaloneSatellite, e una mostra antologica a cura di Beppe Finessi allestita negli spazi della Fabbrica del Vapore. Quest’ultima, intitolata SALONESATELLITE. 20 anni di nuova creatività e concepita come una sorta di prosecuzione di quella curata dal stesso Finessi dieci anni fa, raccoglie una selezione di prodotti al debutto in fiera come prototipi e poi entrati in produzione. “Emoziona rivedere la qualità del lavoro di molti dei protagonisti del design di oggi che qui hanno trovato il primo momento di ascolto e confronto”, ha dichiarato il curatore, “ma impressiona considerare anche il loro numero: sono più di cento gli autori che si sono affermati”.

A Joyful Sense At Work. Maquette della proposta di 5+1AA
A Joyful Sense At Work. Maquette della proposta di 5+1AA

DESIGN E LAVORO

Riportare l’uomo al centro della riflessione su come progettare uffici e altri spazi lavorativi, restando al passo con una realtà in continuo movimento. Creare ambienti “gioiosi”, fecondi e nutrienti dove lavorare senza stress. Sono alcune delle idee alla base del coltissimo progetto-installazione dedicato al lavoro annunciato durante la scorsa edizione del Salone e affidato all’architetto Cristiana Cutrona. A sviluppare le quattro marco-aree del progetto saranno quattro studi internazionali: O+A di Primo Orpilla e Verda Alexander (Stati Uniti), l’Ahmadi Studio di Arash Ahmadi (Iran), l’UNStudio di Ben van Berkel con SCAPE di Jeff Povlo (Olanda) e lo Studio 5+1AA di Alfonso Femia e Gianluca Peluffo (Italia).

CIARMOLI, QUEDA E GARRONE

L’approccio dei Millennials allo spazio domestico ha ispirato a Simone Ciarmoli e Miguel Queda un progetto espositivo incentrato sulla tecnologia, sulla luce e sul design. DeLightFul –contrazione di Design, Light, Future e Living – esplora il modo di vivere di una generazione estremamente mobile e iperconnessa, per la quale la distinzione tra pubblico e privato si fa sempre più sottile. Al centro del cortometraggio di Matteo Garrone, parte integrante dell’installazione, l’abbattimento di un altro genere di barriera, quella tra interno ed esterno.

Ventura centrale. Photo Claudio Grassi
Ventura centrale. Photo Claudio Grassi

LAMBRATE VENTURA DIVENTA CENTRALE

In Stazione Centrale, a Milano, nella sala quasi dimenticata dell’ex ristorante, uno spazio incommensurabile, dai lucernari istoriati da vetri bianchi e giunture a piombo, Organisation in Design ha presentato il lancio dei Ventura Projects che si terranno durante la prossima Design Week milanese. Ventura Lambrate, a livello di Fuori Salone cittadino, non si sdoppia, ma evolve, si espande con il progetto Ventura Centrale.
Dopo otto anni di colonizzazione degli spazi post-industriali del distretto est di Milano (e oltre centomila visitatori durante l’ultima edizione), Ventura Lambrate creerà un distaccamento e popolerà, grazie a designer, aziende e accademie, l’area adiacente alla Stazione Centrale, in Via Ferrante Aporti. Margriet Vollenberg (fondatrice e direttrice artistica) e Fulvia Ramogida (project manager) hanno delineato il progetto Ventura Centrale. Il piano di espansione prende avvio grazie anche a Grandi Stazioni Retail: per la prima volta in assoluto si apriranno ai visitatori le porte degli storici Magazzini Raccordati della Stazione Centrale di Milano, per presentare una selezione di design che, nel nuovo polo, comprenderà accademie internazionali e progetti di professionisti del design provenienti da oltre venticinque Paesi differenti, per una panoramica sulle tendenze del design contemporaneo su scala mondiale.

I PROTAGONISTI

Nei tunnel, al di sopra dei quali scorrono i binari dei treni, si alterneranno, fra gli altri, Form&Seek, Norwegian Crafts, Basten Leijh, Studio Thier&van Daalen, Studio Plott, Umberto Garcia, Wandschappen, Umut Yamac, Thailand Trade Center e Studio Michiel van der Kley. Il vero protagonista, tuttavia, sarà il designer olandese Maarten Baas che presenterà, in collaborazione con Lensvelt, un nuovo progetto espositivo. Inoltre, Luca Nichetto e Ben Gorham, supportati da Salviati, presenteranno due installazioni di vetro, mentre Lee Broom illuminerà le volte dei vecchi magazzini con una giostra-carosello che celebrerà i suoi dieci anni di attività. Da ricordare, inoltre, anche i progetti della Central Saint Martins londinese, che quest’anno proverà addirittura a coltivare Marte, e la nuova operazione di Logotel, autore di un progetto di robot e di “tessitura” d’avanguardia, componenti che costruiranno una struttura sospesa, un wall-climbing in grado di interagire con l’ambiente e i visitatori grazie alla mano di Maria Yablonina.

Giulia Marani e Ginevra Bria

www.salonemilano.it

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.

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