A Washington riapre l’unica biblioteca mai progettata da Mies van der Rohe

Il progetto è dello studio di architettura olandese Mecanoo, che ha creato un hub comunitario preservando l’identità della struttura progettata da Mies van der Rohe e intitolata alla memoria di Martin Luther King Jr. Giardini pensili, aule creative, auditorium e opere traghettano la biblioteca nel futuro.

La biblioteca Martin Luther King di Mies van der Rohe CC Mecanoo
La biblioteca Martin Luther King di Mies van der Rohe CC Mecanoo

Il vento della “rinascita” di Ludwig Mies van der Rohe spira anche negli Stati Uniti. A seguire la riapertura della Neue Nationalgalerie di Berlino lo scorso agosto, dopo oltre sei anni di lavori, si apre una nuova fase per un secondo edificio dell’architetto tedesco, maestro del Movimento Moderno: la sua unica biblioteca. Allo studio di architettura olandese Mecanoo, in collaborazione con OTJ Architects, sono serviti tre anni per riabilitare la Martin Luther King Jr. Memorial Library (MLKL) di Washington D.C.: inaugurata nel 1972, a quattro anni dall’assassinio del leader dei diritti civili, è ora un vero e proprio hub per tutta la comunità cittadina. “Siamo stati guidati dai valori senza tempo di Martin Luther King e li abbiamo implementati in quest’opera, la più importante biblioteca per il popolo della capitale americana”, ha detto l’architetta Francine Houben, fondatrice e direttrice dello studio Mecanoo (nato a Delft nel 1984), intervistata da Artribune l’anno scorso.

IL NUOVO VOLTO DELLA MARTIN LUTHER KING LIBRARY

Il progetto di ristrutturazione dell’edificio rispetta l’impianto originale: l’estetica rettilinea in vetro e acciaio nero di Mies, che caratterizza anche gli iconici grattacieli a New York e Chicago, è stata completamente mantenuta, così come la struttura volumetrica, con tre livelli “galleggianti” su un piano terra incassato in un colonnato in acciaio. Mecanoo e OTJ Architects hanno trasformato i quasi 40mila metri quadri della biblioteca in un ambiente luminoso, “umanistico” e multidisciplinare. Oltre agli spazi dove leggere e studiare, infatti, basta superare il grande atrio – il cui murale originale di Don Miller, dedicato al Dr. King, è stato affiancato dalle opere di Nekisha Durrett – per trovare un ampio auditorium, la suite di laboratori Fabrication Lab, le aree dedicate alla musica e all’esercizio fisico, le installazioni artistiche di Xenobia Bailey, i corpi scale d’autore, un caffè aperto sulla città e un giardino pensile sul tetto con tanto di padiglione di vetro. Il tutto invisibile da terra per non alterare la forma originale. L’obiettivo chiave del nuovo design, ha spiegato Houben, è supportare “lo scopo di aggregazione sociale della biblioteca, e la sua forte presenza come punto di riferimento sociale della città”, unendo l’eredità dell’architetto a quella dell’attivista. L’introduzione di superfici organiche e linee più morbide, riconoscono dallo studio, è in forte contrasto con il rigoroso assetto miesiano: questo non vuole creare opposizione, sostengono, bensì sinergia con l’edificio originale.

UN PROGETTO DESTINATO ALLA CITTÀ DI WASHINGTON

La moderna biblioteca Martin Luther King Jr. offre ai residenti di Washington un centro per l’apprendimento veramente degno dell’omonimo edificio e una ristrutturazione meticolosa dell’opera punto di riferimento di Mies van der Rohe. La visione di Mecanoo, unita all’attenzione ai dettagli di OTJ, ha portato a un risultato straordinario che sarà apprezzato dalle generazioni a venire”, ha detto Richard Reyes-Gavilan, direttore esecutivo della DC Public Library, riconoscendo il contributo dello studio e degli architetti esecutivi guidati da Gary Martinez. Il processo di riabilitazione della struttura è stato documentato nel film dal simbolico titolo – A legacy of Mies and King – che segue le fasi di ricerca, progettazione e attuazione da parte di Mecanoo.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.