Nasce BiArch – Bari International Archifestival, manifestazione diffusa dedicata all’architettura

Fino al 20 settembre 2021 il capoluogo della Puglia diventa teatro di una manifestazione incentrata sull’architettura e sui nuovi orizzonti urbani, con più di 40 appuntamenti tra mostre, eventi, convegni, performance e attività nei luoghi simbolo della città.

BiArch Bari International Archifestival 2021
BiArch Bari International Archifestival 2021

Mentre all’Arsenale e ai Giardini di Venezia prosegue, fino al 21 novembre 2021, How will we live together? – che ha appena assegnato i Leoni d’Oro di questa edizione – anche il capoluogo pugliese si dota di una propria biennale di architettura: fino al 20 settembre 2021, nei luoghi simbolo di Bari, si svolge BiArch – Bari International Archifestival. A caratterizzare la manifestazione – vincitrice del bando “Festival dell’Architettura”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura – è la sua dimensione collettiva e corale, che punta a coinvolgere l’intera città, dal centro alle periferie, addetti ai lavori e non, attraverso i suoi principali spazi culturali ed espositivi. Il Teatro Margherita (scelto come la “Casa del festival”), l’ex Palazzo della Provincia, il Fortino Sant’Antonio, Spazio Murat, Spazio 13, l’Officina degli Esordi, il giardino della ex Caserma Rossani, gli spazi dell’Autorità del Sistema Portuale, l’arena Expostmoderno, la Casa delle Culture, l’area Buterrito a Ceglie del Campo, piazza Diaz, corso Mazzini e largo Sorrentino, insieme a spazi privati come gallerie, studi ed esercizi commerciali, sono alcune delle sedi scelte per ospitare gli eventi temporanei di BiArch.

 

BIARCH – BARI INTERNATIONAL ARCHIFESTIVAL A BARI

Oltre 50 ospiti nazionali e internazionali e più di 40 iniziative tra mostre, lectio magistralis, conferenze, workshop, installazioni e performance si alterneranno per 20 giorni sul territorio, con contenuti selezionati dal Comitato Tecnico Scientifico composto da Giandomenico Amendola, Luca Molinari, Joseph Grima, Carlo Moccia, Giuseppe Campesi, Giancarlo Chielli e Francesco Manfredi. “L’evento punta a condividere con un pubblico di esperti, funzionari pubblici, architetti e cittadini attivi il valore aggiunto delle esperienze condotte grazie allo scambio tra realtà urbane italiane ed europee negli ultimi anni”, raccontano gli organizzatori. “Allo stesso tempo, intende portare al centro dell’attenzione del dibattito sul futuro delle città temi e approcci innovativi che stanno emergendo nell’ambito del programma e costituiscono la base per la definizione di una politica urbana nazionale dal basso, nonché della nuova programmazione 2021-2027”. Per articolare in modo più immediato le numerose tematiche affrontate da BiArch – Bari International Archifestival, il programma è stato diviso in tre sezioni: Margini – L’architettura e le ferite della geografia, con eventi dedicati alle potenzialità inespresse dello spazio costiero o periferico rurale; Confini – Lo spazio visto da altre terre, concentrato su esperimenti di riattivazione urbana raccontati attraverso i linguaggi delle arti visive e performative; Frontiere – Lo spazio di tutti, un focus sui processi di appropriazione degli spazi, dei beni comuni e della coabitazione. Il programma completo su https://biarch.org/.

-Giulia Ronchi

BiArch – Bari International Archifestival
Fino al 20 settembre 2021
Bari, luoghi diffusi

https://biarch.org/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.