Antropocene e architettura. Ecco come sarà la Milano Arch Week 2019

Team curatoriale tutto al femminile per la Milano Arch Week 2019. Le novità della prossima edizione, che si legherà alla XXII Triennale, nella nostra intervista

Atrio Triennale, ph. Gianluca Di Ioia
Atrio Triennale, ph. Gianluca Di Ioia

Dopo il successo delle passate edizioni, dal 21 al 26 maggio 2019 Milano Arch Week torna in città. Già MI/Arch, fino al 2017, la settimana di eventi dedicata all’architettura promossa da Triennale insieme al Politecnico e al Comune di Milano in collaborazione con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, giunge alla terza edizione con un vasto programma di lecture, talk, workshop, itinerari – format di successo gli scorsi anni – e tante novità. La prima tra tutte è il tema: fortemente connessa alla XXII Triennale Broken Nature: Design Takes on Human Survival curata da Paola Antonelli, la Milano Arch Week 2019 dal titolo Antropocene e architettura parlerà di sostenibilità ambientale in una prospettiva urbanistica e architettonica. Con la direzione artistica di Stefano Boeri, a curarla sono Azzurra Muzzonigro, Federica Caminoli e Teresa De Martin, che Artribune ha incontrato per farsi raccontare come sarà questo appuntamento.

Conferenza stampa Milano Arch Week 2019
Conferenza stampa Milano Arch Week 2019

Da MI/Arch a Milano Arch Week. Che cosa è cambiato?

La Milano Arch Week è la MI/Arch in veste allargata. Prima era organizzata dal Politecnico e all’interno delle mura dell’università, poi, grazie al nuovo rettore Ferruccio Resta e alla sua visione lungimirante, si è deciso di allargarla anche ad altri attori importanti della città. Così è diventato un network di istituzioni: adesso sono coinvolti il Comune di Milano, la Triennale e la Fondazione Feltrinelli, che attraverso il palinsesto About a City – Rethinking Cities, porta alla Arch Week un’attenzione ai temi sociali con un taglio dialogico, mentre Politecnico e Triennale hanno uno sguardo più progettuale. Nell’insieme si compensano.

Rispetto alle scorse edizioni, quest’anno Arch Week si arricchirà della presenza della XXII Triennale Broken Nature…

Milano Arch Week e Broken Nature sono molto connesse: questa edizione, dal titolo Antropocene e architettura, è fortemente in dialogo con i temi della mostra. Vogliamo mettere i temi esposti in mostra alla prova della città: se la XXII Triennale Internazionale si interroga su come ricostruire il rapporto interrotto con la Natura attraverso il design – seppur concepito in maniera assai allargata, multiscalare e multidisciplinare – Arch Week prova a fare un salto di scala, immergendo la stessa attitudine ‘riparatrice’ all’interno dell’attuale condizione di urbanizzazione planetaria. Come accade in Broken Nature, abbiamo coinvolto e messo in dialogo diversi mondi perché crediamo che l’urgenza climatica e ambientale necessiti di nuove alleanze tra discipline per trovare soluzioni.

Salone d'onore Triennale
Salone d’onore Triennale

Dunque cosa accadrà in concreto?

All’interno del programma ci sarà una presenza internazionale in modo tale da estendere i contenuti di Broken Nature nel nostro programma. Alcuni dei paesi coinvolti dalla XXII Triennale Internazionale – Australia, Slovenia, Cuba, Finlandia, Italia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Sri Lanka – parteciperanno declinando e interpretando il tema di Milano Arch Week. Organizzeranno incontri e momenti di approfondimento legati ai progetti proposti per l’Esposizione Internazionale, dando vita a un ricco palinsesto di eventi, incontri, workshop…

Rimanendo in Triennale, che ruolo avrà l’Urban Center durante l’Arch Week?

Il nuovo Urban Center, che dal primo marzo è collocato all’interno del Palazzo dell’Arte, è un punto d’incontro gestito congiuntamente da Triennale e dal Comune, è il luogo in cui si affrontano i temi legati alla Milano del futuro e al Piano Regolatore. Qui una serie di riflessioni sugli scali ferroviari, anche perché a maggio saranno già usciti i risultati del concorso per i masterplan di scalo Farini e scalo San Cristoforo. Ci saranno tavoli tematici, momenti di partecipazione allargati alla cittadinanza, itinerari alla scoperta degli spazi della città del futuro.

Cosa potete anticiparci del progetto Open?

È realizzato insieme all’Ordine degli Architetti di Milano. Il 24 e il 25 maggio molti studi di architettura della città apriranno le porte al pubblico mostrando il dietro le quinte della progettazione. Poi il 25 e il 26, in collaborazione con Open House Milano, saranno organizzati itinerari di architettura in città alla scoperta di luoghi ed edifici altrimenti inaccessibili. Per noi sono una sorta di apertura alla città, una diffusione dell’Arch Week che coinvolge i milanesi.

Giardino Triennale, ph. Gianluca di Ioia
Giardino Triennale, ph. Gianluca di Ioia

Altre novità?

Un’altra cosa interessante è il Parco delle Culture, uno dei temi annunciati da Boeri appena diventato presidente. L’idea è quella che Parco Sempione possa diventare il centro nevralgico di un network delle realtà culturali che si affacciano su di esso con una programmazione di eventi condivisa. Durante Arch Week ci sarà un’anticipazione di un progetto che si terrà a giugno (e durerà una settimana).

Torniamo ai format usati nelle scorse edizioni. Chi saranno gli ospiti delle lecture?

Rem Koolhaas e Shigeru Ban e altri protagonisti del mondo dell’architettura contemporanea tra cui Winy Maas, Mario Botta, Andrea Branzi, Giancarlo Mazzanti, Italo Rota, Tatiana Bilbao, Fala Atelier, KayOne, Kosmos e moltissimi altri…

Rispetto alle edizioni scorse, che cosa ha in più questa settimana di dialogo architettonico?

Questa Milano Arch Week riguarda noi e cosa possiamo fare per limitare e, se possibile invertire, i danni che abbiamo fatto al pianeta. Per natura, questi temi sono difficili da divulgare; Arch Week diventa quindi un modo per aprire certi contenuti ai cittadini, smussare gli angoli da specialisti e rendere l’argomento più fruibile. C’è questa motivazione in più, sicuramente, rispetto agli anni scorsi.

Quindi parlate ai cittadini?

Sì, la cosa bella è che temi di alto livello scientifico verranno affrontati attraverso diversi formati in modo tale che la cosa risulti anche più leggera e comprensibile ai cittadini, così che anche un Piano Regolatore diventi un argomento di discussione e non più soltanto qualcosa di tecnico o troppo specifico. A Milano c’è sempre più interesse verso tematiche urbanistiche, quindi è giusto divulgare i contenuti al di fuori dalle istituzioni senza essere troppo specialistici e quindi inaccessibili ai più.

– Bianca Felicori

Programma completo: http://www.milanoarchweek.eu/

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Bianca Felicori
Bianca Felicori è architetto junior e studentessa del corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano presso il Politecnico di Milano. Inizia il suo percorso nella redazione di Domus insieme all’ex direttore Nicola Di Battista, correlatore della sua tesi di laurea triennale “L’occhio dell’arte in Domus” dedicata al rapporto tra la disciplina artistica e quella architettonica, con il contributo di Mimmo Paladino. Dopo l’esperienza all’interno della redazione, partecipa attivamente agli eventi dedicati all’architettura in Italia - Salone Internazionale del Mobile e Biennale di Venezia. Nata a Bologna e residente a Milano, è oggi redattrice di Artribune e si occupa di architettura e arti visive.