A Verbania mostra e talk sull’ultima edizione della Biennale del Paesaggio a Barcellona

Progetti che dialogano con la natura e con le città: ecco cosa è stato presentato alla Biennale Internazionale del Paesaggio di Barcellona e ora in mostra a Verbania. A parlarci delle tendenze di questa disciplina è Michael Jakob

SAXHÓLL CRATER STAIRWAY, LANDSLAG EHF from Iceland. Winner
SAXHÓLL CRATER STAIRWAY, LANDSLAG EHF from Iceland. Winner

Quali sono le tendenze dell’architettura del paesaggio? A rispondere è Micheal Jakob, membro della giuria della 10ma edizione della Biennale Internazionale del Paesaggio di Barcellona che, in occasione della mostra al Museo del Paesaggio di Verbania – in cui sono raccolti tutti i progetti presentati alla manifestazione spagnola – terrà un incontro su questi temi il prossimo 12 dicembre. La Biennale di Barcellona si è svolta nella città catalana lo scorso settembre, radunando un pubblico di architetti, professionisti, accademici e studenti. Le tre giornate di dibattiti, tavole rotonde e mostre hanno saputo tracciare l’evoluzione della disciplina a livello globale, invitando ognuno ad agire, ad attivarsi per plasmare gli habitat futuri, che avranno simultaneamente ruoli sociali, ecologici e politici.

LA BIENNALE A BARCELLONA

Come membro della giuria Micheal Jakob, docente di Teoria del Paesaggio alla Haute Ecole du paysage, d’ingégnerie et d’architecture de Genève, ci parla di Saxhóll Crater Stairway, il progetto vincitore del Rosa Barba Prize, dello studio Landslag, “una scala che segue il pendio di un vulcano ormai spento permettendo ai visitatori di raggiungere il cratere”. Una risalita completamente inserita nell’ambiente che consente di “ammirare il paesaggio e di constatare l’impatto del cambiamento climatico con lo scioglimento dei ghiacciai”. A essere stato premiato del Rosa Barba Prize Special Mention & Public Opinion Price è il Linear Park Cuernavaca Railroad degli architetti Julio Gaeta e Luby Springall, un progetto in chiave urbana “in cui si recupera una linea del treno che attraversa Città del Messico, ricreando un bosco urbano. Al momento non è stato possibile chiuderla completamente al traffico, come la celebre High Line di New York, ma sono stati piantati diversi alberi realizzando una passeggiata urbana che pian piano consente ai cittadini di riappropriarsi della città. Vediamo così da una parte un premio molto ‘poetico’, quasi fuori dal mondo nella natura incontaminata islandese, e dall’altra un intervento completamente urbano su un’infrastruttura di trasporto in un ambiente con delle problematiche sociali. Ciò dimostra”, continua Jakob, che l’architettura del paesaggio non è una disciplina unitaria, ma che presenta diverse soluzioni a seconda delle situazioni e problematiche”.

LINEAR PARK GUERNAVACA RAILROAD, GAETA-SPRINGALL ARQUITECTOS, from Mexico. Photo: Arturo Arrieta, David Cohen
LINEAR PARK GUERNAVACA RAILROAD, GAETA-SPRINGALL ARQUITECTOS, from Mexico. Photo: Arturo Arrieta, David Cohen

LA STANDARDIZZAZIONE

Quella che ci illustra Jakob è la “tendenza mondiale nell’architettura del paesaggio a creare sempre di più uniformità e standardizzazione sia per motivi economici ma anche culturali. Il risultato è che piazze, strade, edifici e parchi sono quasi indistinguibili, dovuto a una specie di standardizzazione mondiale anche nel decoro urbano come panchine e illuminazione”. Un’architettura del paesaggio dove è difficile riconoscere l’impronta personale e originale di un progettista.

I PAESAGGISTI DEL FUTURO

Secondo il docente svizzero, per superare la standardizzazione è necessario prendere come “esempio quei paesi in cui c’è una ‘classe media’ di paesaggisti, cioè di professionisti non rinomati ma che realizzano progetti di qualità, come in Svizzera, in Giappone e in Olanda, dove ci sono tantissimi giovani, anche sconosciuti, che creano soluzioni interessanti. Questa è la vera ricchezza”.

– Ilaria Bulgarelli

 

Verbania // fino al 6 gennaio 2019
La Biennale Internazionale del Paesaggio di Barcellona al Museo del Paesaggio
Museo del Paesaggio di Verbania
Palazzi Viani Dugnani, Via Ruga 44, 28922 Verbania

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Ilaria Bulgarelli
Ilaria Bulgarelli (Roma, 1981) ha studiato presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, conseguendo la laurea triennale in Ingegneria Edile, poi presso “Sapienza Università di Roma”, per terminare i suoi studi con la laurea specialistica in Architettura. Un mix di studi scientifici e creativi che si vanno a fondere con la sua passione per l’arte. Sarà proprio questa passione a condurla verso l’arte contemporanea frequentando il Master of Art della LUISS Creative Business Center. Una formazione che le permette di curare mostre dal progetto curatoriale all’allestimento, collaborando così con artisti di arte contemporanea. È uno stage presso la redazione di “Rai Arte” e una collaborazione con l’ufficio stampa di MondoMostre, a portarla verso la comunicazione e il giornalismo.