Dallara Academy: pronto il progetto di Atelier(s) Alfonso Femia

La passione per le auto da competizione e il legame con il proprio paese natale hanno spinto Giampiero Dallara a sognare in grande, aprendo uno spazio collettivo che è, insieme, centro di ricerca, studio e intrattenimento.

Atelier(s) Alfonso Femia, Dallara Academy, 2018. Varano Melegari (Parma) – ©S.Anzini

A Varano de’ Melegari, tra i pendii degli appennini parmensi, è appena stata inaugurata la Dallara Academy, ambizioso progetto che unisce mecenatismo contemporaneo a istanze espositive, culturali e di apprendimento per le nuove generazioni. Fortemente voluta da Giampaolo Dallara, fondatore e presidente dell’azienda omonima, ha come prerogativa principale quella di condividere e trasmettere una storia, professionale ed umana. Dichiara, a proposito: “Lo scopo di questa Academy è ringraziare, attraverso l’esposizione delle nostre vetture più significative, tutti i collaboratori che hanno contribuito alla reputazione ed alla crescita dell’azienda. C’è anche la volontà di collaborare con le Università del MUNER per la formazione degli ingegneri del domani. Ma c’è soprattutto il desiderio di mettere a disposizione del territorio un luogo di ritrovo e di confronto, un centro di stimoli e di interessi vivo e aperto per la nostra vallata.”

L’ARCHITETTURA, GLI SPAZI, I MATERIALI

Planimetricamente l’Academy si sviluppa su due livelli, collegati da un’ampia rampa curvilinea vetrata percorribile a piedi. Al piano terra si trovano gli spazi dedicati all’accoglienza e ai laboratori per le scuole, mentre il primo piano ospita l’area dedicata alla formazione universitaria e l’auditorium. Dal punto di vista volumetrico, invece, si articola come un insieme composito di figure geometriche primarie (coni, trapezi, parallelepipedi) che, intersecandosi, creano punti di tangenza e connessione o spazi aperti, dedicati alla collettività. I Laboratori Didattici – ispirati alla filosofia dell’edutainment, ossiaimparare divertendosi” – sono progettati per gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori come ambienti dove è possibile sperimentare alcune leggi della fisica applicate alle automobili, con particolare attenzione ai materiali compositi e all’aerodinamica del veicolo. Ma l’impegno dell’azienda nella formazione prosegue con un’area dedicata agli studi di livello universitario: il primo piano, infatti, sarà la sede del secondo anno del corso di laurea magistrale in “Racing Car Design” del MUNER, sodalizio fortemente voluto dalla Regione Emilia-Romagna tra gli atenei regionali e le storiche case motoristiche della Motor Valley. Per accedervi si passa dalla rampa espositiva, spazio che ospita le auto che hanno segnato la storia dell’Ingegner Dallara prima, e della Dallara poi: il visitatore ha così modo di immergersi in una promenade architecturaleche racconta la storia delle auto, da corsa e da strada ad alte prestazioni, senza mai perdere il contatto con l’ambiente circostante, grazie all’ampia vetrata. Completa il polo un auditorium modulabile da 350 posti, altamente tecnologico, progettato per poter ospitare conferenze, meeting, presentazioni ed attività di team building. I materiali, infine, sono utilizzati per distinguere le differenti funzioni, passando dalla pietra naturale autoctona alle finiture ottone per finire con il rivestimento ceramico iridescente dei 3 coni, contenitori culturali.

LA FILOSOFIA E I RICONOSCIMENTI

L’aspetto compositivo complesso e permeabile e la natura innovativa del progetto ha permesso alla Dallara Academy di vincere, nel settembre 2017, ben prima di essere inaugurata, il premio come Best Future Buildingagli ABB Leaf Awards di Londra, un concorso che riconosce ai progetti selezionati un riferimento per l’innovazione in architettura. Spiega Alfonso Femia: “Ogni progetto per noi è l’incontro tra due anime, quella del luogo e quella dell’uomo. [..] A Varano dé Melegari, con l’ing. Giampaolo Dallara e la sua famiglia, intesa sia come affetti personali che come azienda, ci siamo trovati in una situazione unica che occorreva solo rivelare attraverso l’occasione del progetto sia in fase di concorso che nella sua realizzazione, affinché esso stesso assumesse la responsabilità di raccontare i luoghi dell’anima di una storia rara ed esemplare che crediamo appartenga a molti ambiti del nostro territorio mediterraneo”.

-Giulia Mura

https://www.atelierfemia.com/it/

https://www.dallara.it

 

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.