Una sentenza della corte svedese blocca il Nobel Center progettato da David Chipperfield

Fa discutere la sentenza emessa da un tribunale di Stoccolma che blocca i lavori per la costruzione del Nobel Center, firmato da David Chipperfield. La motivazione? L’opera rischia di modificare troppo il centro della capitale svedese…

Il Nobel Center di Chipperfield

Certe cose pensavamo che accadessero solo in Italia, dove la tendenza a bloccare le grandi opere architettoniche è diventata purtroppo mania assai diffusa. E, invece, è proprio il caso di dire che tutto il mondo è paese. Un tribunale in Svezia ha bloccato la costruzione del Nobel Center, firmato dall’archi-star inglese David Chipperfield (Londra, 1953). La motivazione? L’opera potrebbe modificare per sempre il volto del distretto in cui è inserito, il più centrale e prestigioso della città.

LE POLEMICHE

La sentenza del 29 maggio emessa da un tribunale di Stoccolma è solo l’ultimo atto di una lunga serie di controversie legate al progetto di Chipperfield. La fazione di coloro che si oppongono alla realizzazione dell’opera lamenta da sempre la megalomania della struttura sostenendo che l’architettura sia troppo grande per il contesto in cui è inserita. Questo causerebbe un cambiamento totale della zona, modificando per sempre la parte più frequentata e turistica di Stoccolma. La decisione del tribunale sembra (per il momento) dare ragione agli oppositori. La corte ha, infatti, sostenuto che l’edificio avrebbe un impatto negativo sul patrimonio culturale della zona, sovrastando notevolmente gli altri monumenti e cancellando, in qualche modo, la leggibilità dello sviluppo storico ed architettonico della capitale della Svezia. Immediata la risposta dello studio David Chipperfield Architects che, tramite un comunicato stampa, ha dichiarato tutta la delusione per un verdetto giudicato inaspettato. La città di Stoccolma ha fatto ricorso contro la sentenza.

Il Nobel Center di Chipperfield
Il Nobel Center di Chipperfield

L’OPERA

Eppure la proposta dello studio David Chipperfield Architects era sembrata, nel 2014, la più idonea per vincere il concorso internazionale bandito per il Nobel Center per via della struttura imponente ma luminosa ed ariosa capace di simboleggiare il valore del premio e di essere monito per le generazioni future. Il complesso, il cui costo si aggira intorno ai 132 milioni di euro, oltre ad essere la sede permanente in cui si svolgeranno tutte le cerimonie di assegnazione del premio Nobel, dovrebbe ospitare un museo, una biblioteca e un auditorium per le conferenze. Collocato nel cuore della penisola di Blasieholmen, accanto allo Swedish National Museum, l’edificio è stato pensato con un enorme cubo in cui interno ed esterno dialogano grazie alle grandi vetrate della facciata intervallate da colonne di bronzo dorato. Non solo il Nobel Center, ma Chipperfield ha progettato l’intera area intorno alla struttura creando giardini ed aree comuni aperte alla comunità. Il piano terra è stato immaginato in continuità diretta con il giardino circostante, mentre l’ultimo piano dovrebbe ospitare un caffè-ristorante ed un bar panoramico con vista sulla città. Nell’idea dell’architetto inglese, l’edificio deve essere aperto alla comunità a simboleggiare come il premio Nobel sia in realtà patrimonio di tutti gli svedesi.

I PRECEDENTI

Non è la prima volta che un progetto dell’architetto inglese viene bocciato. Il caso precedente riguarda la Haus der Kunst di Monaco. Il piano di ristrutturazione ideato da David Chipperfield per l’ex Casa dell’Arte Tedesca voluta da Adolf Hitler nel 1937 ha suscitato polemiche feroci da parte dell’opinione pubblica tedesca, capitanate dalle associazioni ebraiche. Il progetto, proponeva, infatti, un ritorno dello spazio all’aspetto originario, salvaguardando l’architettura nazional socialista ideato tra gli anni ’30 e ’40. Dopo un acceso dibattito al Parlamento Bavarese, il progetto è stato ufficialmente respinto.

Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.