Inaugurato il Grand Hotel-Dieu di Lione, ex ospedale del XII secolo trasformato in shopping mall

Riapre al pubblico, dopo una ristrutturazione imponente durata 3 anni, lo storico Grand Hotel-Dieu di Lione, l’ospedale più antico della città, riconvertito in un mega centro-commerciale. Negozi, ristoranti, uffici e presto un hotel di lusso e la Città della Gastronomia: è la più grande riconversione architettonica operata da privati della storia della Francia

Grand-Hôtel-Dieu_crédit-Vincent-Ramet
Grand-Hôtel-Dieu_crédit-Vincent-Ramet

Un’architettura storica, risalente al XXII, trasformata in un centro commerciale dotato di negozi, ristoranti, caffè, uffici e presto anche di un hotel di lusso e della Città della Gastronomia? In Italia si griderebbe allo scandalo. Eppure a Lione, la città dove è appena stata inaugurata la mega struttura all’interno del Grand Hotel-Dieu, l’ospedale più antico della regione, la riconversione è motivo di grande vanto. E a ben vedere hanno anche ragione. Sì perché la ristrutturazione, durata solo 3 anni, ha riportato in vita un gioiello architettonico ultra-centenario, meraviglioso certo, ma abbondonato completamente a se stesso per trasformarlo in un’attrazione turistica che genererà un indotto da migliaia di posti di lavoro. Il tutto interamente finanziato da privati, senza un centesimo di spesa per i contribuenti.

L’ARCHITETTURA

Con i suoi 52mila metri quadri, l’Hôtel-Dieu di Lione è uno degli edifici più grandi dell’intera regione. Costruito nel XII secolo sulle sponde del fiume Rodano, l’edificio ha ospitato l’ospedale più importante della città fino al 2007, anno in cui sono stati chiusi tutti i reparti perché troppo obsoleti. Nell’Ottocento la struttura comprendeva l’albergo e l’Ospedale della carità. Negli anni poi hanno trovato spazio anche una scuola di medicina e il Museo degli ospedali civili. Abbandonato completamente nel 2010, l’edificio è stato classificato come monumento storico nel 2011. I lavori di ristrutturazione sono iniziati nel 2015. Considerato un capolavoro architettonico, il Grand Hotel-Dieu di Lione è riconoscibile per l’enorme facciata e per la grande cupola progettata da Jacques-Germain Soufflot, architetto francese del Settecento, tra i principali esponenti del Neoclassicismo. La ristrutturazione è stata affidata al gruppo di costruzione Eiffage, vincitore nel 2010 del concorso internazionale indetto dagli Hospices Civils de Lyon (HCL), su progetto degli architetti Albert Constantin e Didier Repellin.

L’INVESTIMENTO PRIVATO

Un’operazione complessa che ha dovuto bilanciare, da un lato, la tutela del bene architettonico e dall’altro conferire alla struttura una dimensione dinamica e moderna che ovviamente mancava. Con il surplus della corsa contro il tempo. Solo tre anni, infatti, per riconvertire il Grand Hotel-Dieu da ospedale ad un centro commerciale dotato di negozi, ristoranti, caffè, uffici e presto anche di un hotel di lusso e della Città della Gastronomia. Un’operazione colossale, interamente finanziata da privati, destinata a cambiare per sempre il volto della città francese. Il costo complessivo dell’operazione è di 250 milioni di euro, raccolti tutti da fondi privati. In particolare le banche, in primis il Crédit Agricole, senza nessun costo per i contribuiti. Poco male. L’investimento è destinato a rientrare nel giro di cinque anni. L’indotto generato è pazzesco con ottime ripercussioni sulla comunità locale. Sono stati stimati circa 10 milioni di turisti l’anno e di fatto il mall punta a diventare la più grande attrazione turistica della città.

LO SHOPPING CENTER E LA CITTÀ DELLA GASTRONOMIA

La scorsa settimana è stata inaugurata solo una parte dei 52mila metri quadri previsti. Sarà necessario attendere fino alla primavera 2019 per l’apertura dell’hotel Intercontinental a 5 stelle di 143 camere, il cui lobby bar, aperto a tutti, si troverà sotto la grande cupola di Soufflot a 32 metri di altezza. Il Grand Hotel è collegato a un’area shopping innovativa che si snoda attraverso un percorso pedonale di 700 metri piani, abbellito dagli storici giardini dell’area. L’ultimo atto sarà l’inaugurazione della Città della Gastronomia: oltre 4000 metri quadri dedicati al cibo e alla salute che andranno ad arricchire l’offerta di una città che, con i suoi oltre 2000 ristoranti, ha il più alto rapporto numero di ristoranti per abitante di tutta la Francia ed è considerata la capitale internazionale della nouvelle cuisine. Alla vastità degli spazi interni corrisponde una altrettanto ampia superficie esterna dominata da cortili, gallerie e giardini, tra cui spicca un enorme orto di piante medicinali e officinali da tutto il mondo, il legame più evidente con la vita precedente della struttura. Per celebrare l’inaugurazione è stato ideato un festival che si protrarrà, attraverso varie iniziative, fino al 21 giugno, giorno della festa della musica.

– Mariacristina Ferraioli

Grand Hôtel-Dieu
1 Place de l’Hôpital, 69002 Lyon, Francia
https://www.grand-hotel-dieu.com

 

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.