Vincitrice del premio Architetto dell’Anno 2017 nella Repubblica Ceca, l’artista Kateřina Šedá cura il padiglione congiunto dei due Paesi con il progetto “UNES-CO”: una promettente analisi delle conseguenze del turismo di massa per svelare “quello che lo spazio libero non è”.

Le case dove non abita nessuno. I negozi di cui non c’è bisogno. Le vie, dove le persone non si incontrano, anzi, cercano di evitarsi. Queste sono le caratteristiche che accomunano luoghi a prima vista diametralmente opposti: le aree urbane disagiate e le città più belle del mondo, patrimoni dell’umanità. Questa somiglianza mi ha ispirata per il progetto che cerca di evidenziare i problemi legati alla crescita del turismo”. Esordisce così l’artista Kateřina Šedá, presentando il suo progetto chiamato UNES-CO, con cui ha vinto il bando per rappresentare la Repubblica Ceca e la Slovacchia ‒ i due Paesi condividono un padiglione alternandosi nella sua gestione ‒ alla 16. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia.
I protagonisti saranno Český Krumlov, nella Repubblica Ceca, e Venezia: due città bellissime, ma nelle quali gli abitanti del centro storico sono stati costretti a “liberare lo spazio”, per le attività commerciali legate al turismo, e a trasferirsi nelle periferie. Quello che è rimasto è un luogo irreale, snaturato, diventato, soltanto, una scenografia.
Adam Budak, il curatore della Galleria Nazionale di Praga, nonché il commissario del padiglione, aggiunge: “Kateřina Šedá affronta il tema della biennale – Freespace – in un modo sovversivo: ci mostra quello che lo spazio libero non è”.

Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, Padiglione Ceco-Slovacco “UNES-CO”. Disegni di Kateřina Šedá per UNES-CO - Národní Galerie v Praze
Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, Padiglione Ceco-Slovacco “UNES-CO”. Disegni di Kateřina Šedá per UNES-CO – Národní Galerie v Praze

LA SOCIETÀ FITTIZIA UNES-CO

Šedá, pur non avendo studiato architettura, nel 2017 ha vinto il prestigioso premio “Architetto dell’Anno” in Repubblica Ceca. Lavora con il concept oggi definito “architettura sociale”, intrecciando urbanistica e quotidiano; coinvolge nelle sue azioni pubbliche intere comunità di centinaia di persone. “Credo che l’impulso primario delle mie opere sia il desiderio di proporre una visione. Quello che cerco poi di costruire sono le relazioni umane nei determinati luoghi. Provo a far sì che le persone, affrontando un ostacolo, un problema, comincino a vedere se stesse diversamente”, afferma.
Il padiglione ceco-slovacco diventerà la sede della UNES-CO, una società fittizia, fondata dall’artista, che ha come obiettivo “riportare il calore” nei centri storici delle città. A Český Krumlov, in collaborazione con il Comune, verranno, per tre mesi, messi a disposizione case e appartamenti a titolo gratuito, allo scopo di permettere il ritorno dei cittadini “normali”. Per il loro reclutamento è stato aperto un bando sul sito unes-co.cz. I selezionati, per l’intera durata del progetto, percepiranno un salario mensile per esercitare “la vita normale” nel centro della città. A Venezia, nella sede della UNES-CO, invece, sarà possibile consultare il catalogo delle “attività normali”, messo a disposizione alla reception. All’interno del padiglione uno schermo permetterà di osservare il tentativo di “riportare il calore” nelle strade di Český Krumlov in diretta televisiva.

Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, Padiglione Ceco-Slovacco “UNES-CO”. Disegni di Kateřina Šedá per UNES-CO - Národní Galerie v Praze
Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, Padiglione Ceco-Slovacco “UNES-CO”. Disegni di Kateřina Šedá per UNES-CO – Národní Galerie v Praze

QUANDO IL TURISMO GENERA STRANIAMENTO

A prima vista un’operazione ironica e giocosa, ma che punta a svelare la doppia faccia del turismo: da un lato benessere economico e divertimento, dall’altro forme di sofferenza collettiva – isolamento, straniamento, solitudine. L’obiettivo della Šedá, però, non è solo mostrare il problema e descriverlo, ma aiutare a cercare una soluzione concreta: “Non è nelle mie intenzioni solamente criticare il turismo, che oggettivamente porta molti benefici, ma provare a trovare un modo per riuscire a far sentire anche il visitatore uno del luogo”. Nelle città così turistiche, la vita quotidiana delle persone del posto è stata praticamente soppressa e il suo ritorno, almeno parziale, gioverebbe, secondo l’autrice, sia alle città sia al turismo stesso, che guadagnerebbe una dimensione umana che ora non ha. “Penso che agli stranieri, quando girano per le strade di una città, manchi la possibilità di vivere quel “momento autentico”: può essere una persona che legge sulla panchina, può essere una coperta messa al sole sul davanzale o dei bambini che giocano in piazza. Sarebbe troppo naïve pensare che un turista aspiri soltanto a scattare più foto possibili alle facciate dei palazzi o che questa sia l’unica cosa che gli interessi”, spiega ancora. L’artista, d’accordo con il Comune di Český Krumlov, che la sostiene nell’intero progetto, crede che questa performance sociale sia un’occasione per cambiare realmente lo stato attuale delle cose. “L’ideale, naturalmente, sarebbe che la città e i suoi abitanti continuassero nell’intento anche dopo la fine della Biennale e cercassero insieme di ridare alla città quello che, secondo me, ora le manca: una visibile vita reale, nelle vie del centro storico”.

Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, Padiglione Ceco-Slovacco “UNES-CO”. Disegni di Kateřina Šedá per UNES-CO - Národní Galerie v Praze
Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, Padiglione Ceco-Slovacco “UNES-CO”. Disegni di Kateřina Šedá per UNES-CO – Národní Galerie v Praze

UNES-CO E FREESPACE

Il tema della 16. Biennale di Architettura – Freespace –, secondo le sue curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara, rappresenta la generosità e il senso dell’umanità che l’architettura colloca al centro della propria agenda, concentrando l’attenzione sulla qualità stessa dello spazio. E sono proprio questi i principi alla base di tutti gli interventi artistici di Kateřina Šedá: “Cerco di condurre le persone a essere più libere, a sbarazzarsi dei pregiudizi, a non essere sempre così prudenti e preoccupate. A provare a buttarsi nelle cose nuove, dimenticandosi di se stesse. Perché questa è, secondo me, la “normalità”: una situazione in cui riesci a dimenticarti di te stesso”.

Marie Honzíková

http://unes-co.cz/

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AutoreKateřina Šedá
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Marie Honzíková
Nata a Praga, laureata all’Accademia Ligustica di Belle Arti. Attualmente vive e lavora tra Italia e Repubblica Ceca, dedicandosi alla ricerca in storia e teoria dell’arte contemporanea.