Firenze, restauro svela analogie tra la Cappella Capponi e la cupola del Duomo di Brunelleschi

La celebre cupola progettata da Brunelleschi per il Duomo di Firenze avrebbe avuto un “antenato” nella cappella Capponi della Chiesa di Santa Felicita, nota per custodire al suo interno l’iconica “Deposizione” di Pontormo. Ecco la storia…

Santa Maria Del Fiore
Santa Maria Del Fiore a Firenze

Sono passati 600 anni da quel “fatidico” 1418, anno in cui a Firenze veniva bandito il concorso per la costruzione della cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Alla “gara d’appalto” parteciparono Lorenzo Ghiberti (già vincitore nel 1401 del bando per la seconda porta bronzea del Battistero) e Filippo Brunelleschi, che con il suo progetto si aggiudicò il concorso e realizzò la cupola che ancora oggi domina il paesaggio fiorentino e che è passata alla storia per la sua peculiare tecnica costruttiva. Brunelleschi, infatti, “inventò” una nuova tecnica – in realtà ispirata alle costruzioni degli antichi Romani –, che consiste nel murare i mattoni “a spina di pesce”, modalità che consente alla cupola di autosostenersi e di mantenere equilibrate le forze di spinta dei sistemi gotici a nervature. Quella che però fino a oggi si pensava fosse una novità assoluta nell’ambito dell’architettura dell’età moderna, in realtà era già stata messa in atto, sempre dallo stesso Brunelleschi, in un altro edificio fiorentino. Si tratta della Cappella Capponi della Chiesa di Santa Felicita che di recente, al termine di una serie di interventi di restauro, ha svelato interessanti sorprese.

LA SCOPERTA

Dai restauri condotti sulla Cappella Capponi della Chiesa di Santa Felicita a Firenze – iniziati nel marzo 2017 e conclusisi in questi giorni grazie al sostegno economico di Friends of Florence –, sarebbe quindi emerso il modello che Filippo Brunelleschi creò prima di realizzare la grande cupola del Duomo. La Cappella Capponi fu costruita sull’architettura di uno spazio preesistente, la Cappella Barbadori, commissionata al Brunelleschi nel 1420. L’intervento di recupero ha puntato i riflettori su un aspetto della storia costruttiva della cappella finora rimasta in ombra: buona parte della cupola antica realizzata in questo spazio dal Brunelleschi sarebbe stata realizzata con la sua celebre tecnica dei mattoni murati “a spina di pesce”, la stessa che gli consentì di portare a termine l’imponente cupola della cattedrale fiorentina.

NON SOLO BRUNELLESCHI

Famosa per custodire al suo interno l’affresco con l’Annunciazione e la tavola con la Deposizione, entrambe opere realizzate negli anni Venti del Cinquecento da Pontormo e considerate tra i capolavori del Manierismo, la Cappella Capponi “fu progettata intorno al 1420 da Filippo Brunelleschi per la famiglia Barbadori”, spiega Daniele Rapino, funzionario della Soprintendenza fiorentina. “Nel 1525 passò alla famiglia Capponi, titolandola alla Pietà. Lodovico, nel 1526, incarica Jacopo Carucci detto ‘il Pontormo’, una delle figure più innovative e anticonformiste della prima metà del Cinquecento, dell’esecuzione dell’intera decorazione pittorica. L’artista impiegò tre anni, fino al 1528, per completare il lavoro, nascosto alla vista di tutti, compreso il committente, come ricorda il Vasari”. Anche le due opere di Pontormo sono state sottoposte a interventi di restauro, e in particolare sulla Deposizione, sono state condotte “analisi chimiche e stratigrafiche per capire la composizione dei pigmenti e dei leganti e numerose indagini diagnostiche” per scoprire “probabili disegni e pentimenti sotto ai colori originali”.

– Desirée Maida

www.friendsofflorence.org

 

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AutoreFilippo Brunelleschi
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

1 COMMENT

  1. […] A quanto pare, questa particolare tecnologia costruttiva, il Brunelleschi l’aveva già messa in atto per un altro edificio fiorentino: la Cappella Capponi della Chiesa di Santa Felicita. Dai restauri condotti sulla Cappella Capponi, iniziati nel marzo 2017 e conclusisi in questi giorni, sarebbe quindi emerso che questo tipo di struttura fu creata prima di realizzare la grande cupola del Duomo. La Cappella Capponi fu costruita sull’architettura di uno spazio preesistente, la Cappella Barbadori, commissionata al Brunelleschi nel 1420. Buona parte della cupola antica realizzata in questo spazio dal Brunelleschi sarebbe stata realizzata con la sua celebre tecnica dei mattoni murati a spina di pesce, la stessa che gli consentì di portare a termine l’imponente cupola della cattedrale fiorentina. Trovi qui il link dell’articolo completo: https://www.artribune.com/progettazione/architettura/2018/04/firenze-cappella-capponi-duomo-brunelles… […]

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