Vicenza: alla Basilica palladiana una grande retrospettiva su Chipperfield

A dodici anni dalla mostra sullo studio giapponese Sejima + Nishizawa/SANAA, lo spazio espositivo della città veneta torna ad aprirsi all’architettura contemporanea con un progetto che ripercorre la carriera di David Chipperfield. Tutte le anticipazioni

Un disegno di David Chipperfield dell’allestimento della mostra alla Basilica palladiana
Un disegno di David Chipperfield dell’allestimento della mostra alla Basilica palladiana

Solo una manciata di giorni separeranno l’apertura della retrospettiva David Chipperfield Architects Works 2018, al via il prossimo 12 maggio a Vicenza, dall’inaugurazione della 16. Mostra di Architettura di Venezia curata da Yvonne Farrell e Shelley McNamara. Proprio con il pluripremiato architetto inglese, a sua volta direttore della Biennale Architettura nel 2012, nell’edizione denominata Common Ground, riprenderà infatti lo “storico” ciclo espositivo dedicato all’architettura contemporanea a lungo ospitato nell’edificio simbolo di Vicenza: la Basilica palladiana. Avviata nel 1985 e proseguita con una lunga scia di antologiche, questa tradizione si era interrotta in concomitanza con gli interventi di restauro architettonico, funzionale ed impiantistico alla struttura, condotti dal 2007 al 2012. Mario Botta, Renzo Piano, Gino Valle, Gianugo Polesello, Tadao Ando, Gabetti & Isola, Sverre Fehn, Oswald Mathias Ungers, Alvaro Siza, Toyo Ito, Steven Holl, Alberto Campo Baeza e Sejima + Nishizawa/SANAA sono stati i protagonisti di un percorso che l’amministrazione comunale è oggi determinata a riprendere, avviando quello che Jacopo Bulgarini d’Elci – vicesindaco della città veneta e assessore alla crescita – ha definito “un ritorno in grande stile: spero il primo di una lunga serie di progetti da svilupparsi nel corso del tempo”. Da Vicenza Sir David Chipperfield volerà quindi a Londra, dopo sempre nel mese di maggio – il 19 – sarà inaugurata la sua New Royal Academy of Arts, uno degli edifici più attesi dell’anno, la cui realizzazione è stata promossa in occasione del 250esimo anniversario dall’istituzione della Royal Academy of Arts, fondata da Giorgio III nel 1768.

Un ritratto di David Chipperfield - © Ingrid Von Kruse
Un ritratto di David Chipperfield – © Ingrid Von Kruse

15 PROGETTI PER IL RITRATTO DI STUDIO INTERNAZIONALE

Impossibile non collocare la prossima mostra vicentina in un quadro di complessivo rafforzamento del legame tra l’architetto inglese e l’Italia, da lui stesso definita “la casa spirituale dell’architettura”. Solo pochi mesi fa, del resto, il progettista del Museo delle Culture di Milano era balzato agli onori della cronaca per l’assegnazione dell’incarico per il recupero e la riconfigurazione delle Procuratie Vecchie, in Piazza San Marco a Venezia, ottenuto dalla compagnia Generali Assicurazioni. Un intervento che potrebbe essere inserito nella selezione dei 15 recenti progetti che andranno a comporre il percorso di David Chipperfield Architects Works 2018, il cui focus sarà l’“attitudine alla progettazione e al lavoro di squadra” dello studio anziché il suo stile o linguaggio. Curata dall’associazione culturale no-profit Abacoarchitettura, già anima delle precedenti monografiche a tema architettonico promosse nella Basilica palladiana, la mostra rappresenterà “il tentativo di illustrare una maniera di lavorare: il modo in cui sviluppiamo le idee, come lavoriamo in parallelo su diversi progetti, con differenti culture e diverse risorse, priorità e collaboratori, bilanciando prospettive locali e globali.” Ad anticiparlo è stato proprio Chipperfield, sottolineando anche che “come Gruppo abbiamo cercato di mantenere una mentalità da Studio, nonostante le dimensioni dei nostri uffici e nonostante la varietà e la molteplicità dei nostri progetti.” Fondata a Londra nel 1985, la società David Chipperfield Architects si è infatti estesa a Berlino, nel 1998, un anno dopo il successo ottenuto nel concorso per il Neues Museum, a Shanghai, nel 2005, e a Milano, nel 2006. Attiva in tutti i settori della progettazione, ha realizzato un’ampia gamma di edifici, sia culturali, sia residenziali, per committenti pubblici e privati; tra i lavori ultimati rientrano anche spazi commerciali e negozi, strutture didattiche e masterplan urbani. Oltre cento riconoscimenti ottenuti in tutto il mondo, tra cui il premio RIBA Stirling 2007, il Premio Mies van der Rohe 2011 e il Deutscher Architekturpreis 2011, entrambi assegnati per il Neues Museum di Berlino.

– Valentina Silvestrini

David Chipperfield Architects Works 2018
Basilica palladiana, Piazza dei Signori, Vicenza
12 maggio – 2 settembre 2018
http://www.abacoarchitettura.org/

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.