Le Chiese Gemelle di Roma non sono più gemelle. Pasticcio nei restauri che cambiano colore

Fa discutere la discromia notata tra le chiese “gemelle” di Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto in Piazza del Popolo a Roma. A seguito dei lavori di restauro su Santa Maria dei Miracoli, la cupola appare di colore azzurro, a differenza della nuance gialla della cupola di Santa Maria in Montesanto. Ed è subito caso mediatico grazie allo scoop dell’Agenzia Dire.

Roma, Piazza del Popolo. Chiese di Santa Maria in Montesanto e di Santa Maria dei Miracoli
Roma, Piazza del Popolo. Chiese di Santa Maria in Montesanto e di Santa Maria dei Miracoli

Da gemelle a sorelle diverse. È la conclusione – ma anche una delle battute più gettonate nelle ultime ore – a cui si giunge osservando le chiese di Santa Maria dei Miracoli e di Santa Maria in Montesanto in Piazza del Popolo a Roma. Note da sempre come le chiese gemelle, i lavori di restauro che recentemente hanno interessato la chiesa di Santa Maria dei Miracoli avrebbero invece conferito all’edificio un nuovo look, rendendolo quindi differente dall’altro. In cosa? Nella parte più vistosa della costruzione, ovvero la cupola. All’indomani dei restauri, infatti, la cupola della chiesa di Santa Maria dei Miracoli appare di colore grigio-azzurro, tonalità assai diversa rispetto a quella della cupola della chiesa di Santa Maria in Montesanto, tendente al colore giallo, una sui toni freddi, una sui toni caldi insomma. Ed è subito caso mediatico anche grazie alla Agenzia Dire che ha notato la sostanziale differenza.

LE CHIESE NATE GEMELLE…

Le due chiese, progettate intorno alla metà del Seicento dall’architetto Carlo Rainaldi – che diresse i lavori di Santa Maria in Montesanto dal 1662 al 1667 –, videro durante la loro storia costruttiva gli interventi di Gian Lorenzo Bernini e Carlo Fontana. Nello specifico, Bernini modificò intorno al 1673 il progetto originario di Santa Maria in Montesanto, ridisegnandone la cupola. La costruzione di Santa Maria dei Miracoli, invece, è stata eseguita sotto la direzione di Rainaldi (1675-1677) e poi di Fontana (1677-1681). Le due chiese sono state concepite fin dalla loro progettazione per fare da “perno” prospettico al tridente viario costituito da via del Corso, via del Babuino e via di Ripetta. Da questa esigenza urbanistica nacque dunque l’idea di realizzare due chiese simmetriche e “gemelle”. Ma oggi la caratteristica estetica che da sempre contraddistingue le due chiese sembra essere venuta a mancare (almeno per il momento).

…E CRESCIUTE DIVERSE

I lavori di restauro e risanamento conservativo che hanno interessato la chiesa di Santa Maria dei Miracoli erano iniziati un paio di anni fa, finanziati con un importo di oltre 230mila euro. Diverse sono state invece le dinamiche degli interventi effettuati nel 2013 nella vicina chiesa di Santa Maria in Montesanto, per un valore di quasi 500mila euro, senza contare il finanziamento erogato dall’azienda Bonduelle per completare i restauri degli interni. Alla fine dei lavori, furono recuperati i dipinti della volta della sacrestia raffiguranti la Gloria di angeli con strumenti della passione attribuita a Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio, e la cupola, che appariva di un colore tendente al giallo. Ci si aspettava quindi il medesimo risultato anche dal restauro della cupola di Santa Maria dei Miracoli, ma le cose sono andate diversamente: la cupola della chiesa, infatti, è azzurra. La “discromia” che sta facendo discutere addetti ai lavori e non è stata fatta notare ieri dall’agenzia stampa Dire, che inoltre avrebbe reso noto che il problema è stato riconosciuto dal Vicariato di Roma, dalla Soprintendenza e dal committente dei lavori, ovvero la chiesa di Santa Maria dei Miracoli.

UN MISUNDERSTANDING?

Ma cosa sarebbe successo? Dal Vicariato dicono che “i lavori eseguiti, compresa la scelta dei colori per la cupola esterna, sono stati approvati sempre dalla Soprintendenza. Secondo la procedura, il soprintendente, nella figura del suo funzionario incaricato, ha determinato il colore e le modalità d’intervento”, non trascurando di sottolineare che “sia a Santa Maria dei Miracoli, sia tre anni fa a Santa Maria in Montesanto, l’architetto di riferimento del Vicariato dell’ufficio tecnico ha interagito sempre con la Soprintendenza per farsi approvare il dettaglio degli interventi, compresi i colori”. La responsabilità della “discromia” sarebbe dunque della Soprintendenza?

LA RISPOSTA DELLA SOPRINTENDENZA

Ma stando a quanto dichiarato dalla Soprintendenza, il colore “corretto” delle cupole di entrambe le chiese sarebbe proprio il grigio-azzurro di Santa Maria dei Miracoli (il “color dell’aria” di una certa Roma settecentesca), mentre la nuance giallina emersa anni fa dal restauro di Santa Maria in Montesanto sarebbe la conseguenza di un intervento provvisorio, finalizzato solamente alla messa in sicurezza del tetto della chiesa: “il nuovo restauro sulla chiesa di Santa Maria dei Miracoli, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Speciale di Roma, ripristina il colore delle formelle di ardesia che nel `700 l’architetto Carlo Fontana pose sul tetto di entrambe le chiese gemelle di Piazza del Popolo”, spiega la Soprintendenza in una nota stampa. “L’intervento fatto invece alcuni anni fa sull’altra chiesa gemella, Santa Maria in Montesanto, detta anche chiesa degli artisti, è provvisionale, dunque provvisorio, e per la ristrettezza dei fondi è stato funzionale solamente a mettere in sicurezza il tetto dell’edificio da possibili infiltrazioni. La Soprintendenza auspica nel prossimo futuro un ulteriore intervento che restituisca anche al tetto di Santa Maria in Montesanto il suo originale colore”.

– Desirée Maida

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.