Stadio Flaminio: dalla Getty Foundation 180 mila dollari per il piano di conservazione

C’è anche lo stadio romano progettato da Pier Luigi e Antonio Nervi per le Olimpiadi di Roma 1960 tra i 12 edifici che riceveranno un sostegno dall’istituzione statunitense nell’ambito del programma “Keeping it Modern”.

Stadio Flaminio (Pier Luigi Nervi e Antonio Nervi, 1959), Roma, Italia. Photo Oscar Savio. Courtesy Pier Luigi Nervi Project Association, Brussels
Stadio Flaminio (Pier Luigi Nervi e Antonio Nervi, 1959), Roma, Italia. Photo Oscar Savio. Courtesy Pier Luigi Nervi Project Association, Brussels

È trascorso un anno da quando il video realizzato dall’artista e designer Carmelo Battaglia accendeva i riflettori su quella porzione del patrimonio architettonico di Roma e dei suoi dintorni unificata da condizioni di incuria, degrado o abbandono. Una panoramica che comprendeva anche lo Stadio Flaminio, fiore all’occhiello della XVII Olimpiade, dichiarato dal 2005 “opera di eccellenza” dalla Direzione per l’Arte e l’Architettura Contemporanee (DARC) del MiBACT, che da tempo risulta aggredito da “processi di alterazione” riconducibili a tre cause principali: “interventi impropri che non hanno rispettato il carattere dell’organismo, diffuso degrado dovuto al lungo periodo di abbandono, invecchiamento fisiologico dei materiali e degli impianti”, come indica il sito della Pier Luigi Nervi Project Association.

LA RICHIESTA DI FONDI ALLA GETTY FOUNDATION E L’OTTENIMENTO DEI FONDI

Una condizione drammatica che ha spinto la stessa Associazione e Do.Co.Mo.Mo Italia onlus, in accordo con il Comune di Roma, il Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della SAPIENZA Università di Roma, a intraprendere un’azione precisa: presentare, nel marzo scorso, la domanda alla Getty Foundation di Los Angeles – tra le più rilevanti istituzioni internazionali sul fronte della ricerca a sostegno dell’arte e dell’architettura – per ottenere i fondi necessari all’elaborazione del piano di conservazione dello stadio. L’istituzione statunitense ha infatti avviato nel 2014 l’iniziativa di sovvenzione internazionale Keeping it Modern, finalizzata a supportare piani pilota di conservazione destinati ad architetture di pregio realizzate nel XX secolo. I risultati della selezione internazionale, resi noti nei giorni scorsi, assegnano allo Stadio Flaminio e ad altri 11 edifici un significativo contributo economico. Si tratta di un primo ma – si spera – decisivo passo per riscrivere il futuro del complesso sportivo: “ La stesura di un piano di conservazione per il Flaminio pone le basi per la sua tutela”, ha precisato il presidente di PLN PROJECT Marco Nervi.

IL PIANO PER LO STADIO FLAMINIO

Con il grant concesso all’Università La Sapienza e la cooperazione attiva del Comune di Roma, potremo stilare un piano completo che consenta di tramandare questo capolavoro del moderno alle future generazioni senza prescindere dalle sue caratteristiche storiche e architettoniche”. Nella gallery tutti gli edifici che hanno ottenuto il finanziamento – pari a 1.66 millioni di dollari – in questa sessione di Keeping it Modern.
C’è comunque da sottolineare che qui si sta sostenendo solo la stesura di un piano. Piano che poi andrà finanziato per poter essere attuato. Lo Stadio Flaminio necessita almeno di 5 milioni di euro per i restauri veri. Per tacere del milione e mezzo di euro l’anno necessari alla gestione. Coinvolgere i privati sarà la sfida, ma una sfida disperata visto che a causa proprio dei vincoli sulla struttura la possibilità di farla davvero fruttare e strutturarci business sostenibili è complicatissimo. Il rischio insomma che il finanziamento Getty vada sciupato non è peregrino.

– Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.