Martedì 6 giugno il Premier Gentiloni, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio, con Gioia Ghezzi e Renato Mazzoncini, Presidente e AD di FS Italiane, inaugureranno l’attesa (e discussa) stazione ferroviaria. Per la Campania arriva un’altra grande opera di Zaha Hadid Architects.

Un anno dopo il taglio del nastro della Stazione Marittima di Salerno – primo intervento di Zaha Hadid inaugurato postumo a livello mondiale – la Campania torna sotto i riflettori internazionali per il varo di un’altra infrastruttura: a firmarla, anche questa volta, lo studio fondato dall’archistar anglo-irachena scomparsa nel 2016. La stazione AV di Napoli Afragola è figlia di uno dei concorsi internazionali di progettazione con cui il gruppo FS Italiane – attraverso la controllata RFI e la società di scopo TAV – si fece promotore, all’inizio degli Anni Duemila, “dell’avvio di una nuova stagione della grande architettura ferroviaria in Italia”. Un disegno ambizioso che oggi, 14 anni dopo il lancio delle quattro competizioni destinate ad altrettante città, può dirsi in buona parte ultimato, grazie all’entrata in attività di Torino Porta Susa AV e di Roma Tiburtina – quest’ultima copre un volume di 51 milioni di utenti annui, con circa 500 treni giornalieri – e l’imminente avvio, intanto in forma parziale, del traffico anche a Napoli Afragola. Sul risultato complessivo dell’operazione pesa tuttavia l’incertezza legata a Firenze Belfiore, la cui vicenda resta di complessa definizione.

UNA CATTEDRALE NEL DESERTO?

A prendere le distanze dalla più imbarazzante etichetta associata alla stazione di Zaha Hadid, al progressivo avvicinarsi della data di inaugurazione, è stato nei giorni scorsi l’AD di Ferrovie dello Stato. Intervistato da Affari e Finanza Renato Mazzoncini ha infatti chiarito il contributo di Napoli Afragola al panorama infrastrutturale del Mezzogiorno, con obiettivi anche nel lungo periodo. La nuova stazione sarà infatti “lo snodo che renderà più vicine Puglia, Calabria e Sicilia con il resto dell’Italia” e “non una cattedrale nel deserto, ma un nodo che garantirà una fermata napoletana senza far entrare e uscire i treni da Napoli Centrale, con notevole risparmio di tempo per chi è diretto più a Sud. Sono già pronte a partire 18 coppie di treni, tra noi e Italo”. Un percorso che, stando alle previsioni, acquisirà piena consistenza nel giro del prossimo quinquennio. Entro il 2022, infatti, la stazione dovrebbe conseguire la massima operatività divenendo il “polo di interscambio modale con linea AV/AC Roma – Napoli – Salerno e con l’asse ferroviario Alta Capacità Napoli – Benevento – Bari, attraverso la variante Napoli – Cancello. Inoltre, come fermata intermedia del servizio a AV/AC Roma – Napoli – Salerno servirà direttamente il territorio dell’hinterland napoletano, casertano e nolano, vasto e densamente abitato”.

Stazione AV di Napoli Afragola © Zaha Hadid Architects
Stazione AV di Napoli Afragola © Zaha Hadid Architects

UNA “STAZIONE PONTE”

Nonostante le alterne vicende del cantiere – alla posa della prima pietra, nel 2010, avrebbe dovuto far seguito entro il 2011 l’ultimazione di un’ampia porzione dell’intervento –, a imprimere il cambio di rotta, dopo il periodo di stop, è stata l’aggiudicazione dell’appalto da parte dell’ATI formata da Astaldi – NBi, nel marzo 2015. Importo complessivo? Circa 61,1 milioni di euro. La stazione è stata concepita come un ponte sinuoso, con un’altezza massima pari a nove metri al di sopra dei binari. Una soluzione messa a punto dai progettisti, tra gli altri motivi, per evitare la formazione del classico “retro” e favorire la nascita di un flusso di attraversamento pedonale univoco, capace di intercettare le attività che prenderanno forma nella galleria commerciale sopraelevata. “Il ponte” – precisa una nota di progetto – “attraversa i binari, si piega alle due estremità per assumere la forma di una S rovesciata e si inserisce in diagonale nella serie di linee parallele presenti nel terreno”: una modalità che enfatizza lo slancio verso il dinamismo che da sempre ha caratterizzato la visione di Zaha Hadid.

COME UN FIUME CHE SCORRE

Con uno sviluppo longitudinale di circa 400 metri e una superficie superiore a 30.000 metri quadrati, Napoli Afragola è contraddistinta dall’andamento dinamico della copertura, con una vetrata di oltre 5mila metri quadrati. A definirla sono “pannelli intelligenti” in grado di recuperare energia e, nello stesso tempo, di diffondere e controllare l’ingresso della luce solare diretta. Il volume principale è caratterizzato da ulteriori 6mila metri quadrati di vetrate, dipendenti dalla struttura portante in calcestruzzo e acciaio. Per identificare la qualità degli spazi interni, l’immagine evocata da Zaha Hadid Architects è quella di un “fiume che ha scavato il suo letto attraverso la solida roccia. Al centro scorre l’elemento dell’atrio con la sua fluida copertura vetrata. Entrambi i lati del canyon sono erosi dai flussi del traffico”. Distribuiti su due livelli, gli interni si dividono tra l’atrio, dal quale si accede direttamente ai binari, e la galleria commerciale. L’inaugurazione della stazione AV Napoli Afragola precede di alcuni mesi l’apertura della Generali Tower, a Milano, che – stando alle previsioni – entro l’anno diverrà la nuova sede del noto gruppo assicurativo. Con un’altezza pari a 170 metri, il grattacielo di Zaha Hadid è compreso nel progetto di riqualificazione urbanistica e architettonica CityLife, nel quale rientrano anche alcune residenze sviluppate dalla stessa progettista. Roma, infine, si prepara all’opening della retrospettiva Zaha Hadid e l’Italia, focalizzata proprio sul suo “intenso e duraturo rapporto con il nostro Paese”, ospite del “suo” MAXXI dal 23 giugno prossimo.

– Valentina Silvestrini

www.zaha-hadid.com

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AutoreZaha Hadid
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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​

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