Riprogettare i beni confiscati alla mafia. 60mila euro di borse di studio per giovani architetti

Architettura sociale, ecologica, sostenibile. Che ripensi terreni ed edifici confiscati alla criminalità organizzata. Giovani progettisti al lavoro, premiati con borse di studio.

Un polo ambientale e tecnologico in un'area confiscata al boss “Sandokan", in località Ferrandelle. Un progetto di Agrorinasce

Come trasformare l’orrore in chance. Restituendo nuova vita e nuovo senso a beni marchiati dall’infamia della mafia. Nell’ambito della Biennale dello Spazio Pubblico di Roma, in corso dal 25 al 28 maggio 2017, è stato presentato presso la Facoltà di Architettura di Roma3 un piano generale con progetti per il riuso dei beni confiscati: case, ville e terreni dei boss, da trasformare in incubatori di startup e parchi a biomasse. L’ideazione e il coordinamento è del Laboratorio “Agrorinasce-NIB”, che vanta una lunga esperienza in fatto di progettazione e del recupero di beni sottratti alla criminalità organizzata.

UN MASTER A SALERNO

I lavori sono stati realizzati nell’ambito del Master Architettura|Ambiente della Scuola di Architettura NIB di Salerno – a cui si aggiunge da quest’anno anche il Master in Progettazione e Ricerca – promosso dall’associazione non profit NIB e coordinato dallo studio Centola&Associati, che ogni anno mette a disposizione delle borse di studio per architetti, paesaggisti, pianificatori, ingegneri e designer under 35 italiani: quest’anno sono le borse valgono in totale 60mila euro e andranno ai migliori giovani progettisti coinvolti.
I beni confiscati richiedono progetti di architettura strategica e di partecipazione”, ha spiegato il direttore Luigi Centola. “Spazi, edifici e terreni sottratti alla criminalità necessitano di strategie e destinazioni d’uso innovative che possano generare economia sociale e lavoro e, infine, di progetti-manifesto in grado di coinvolgere emotivamente e far partecipare i giovani e le comunità alla vita degli edifici e degli spazi pubblici”. Parole chiave: innovazione, condivisione, riuso, sviluppo. Con un’attenzione speciale alla sostenibilità e all’ambiente. Il tutto a partire da un processo di riappropriazione, da parte della collettività, di luoghi  precipitati nell’ombra,  nella dimenticanza, nelle logiche del malaffare.

Centola & Associati, fattoria didattica su bene confiscato a Santa Maria La Fossa
Centola & Associati, fattoria didattica su bene confiscato a Santa Maria La Fossa

UNA FATTORIA SOCIALE NELLA MASSERIA DEL BOSS

Progetto-manifesto, che in sé racchiude spirito e linee guida generali, è il “Mosaico Vegetale”, ovvero una fattoria didattica “aperta” che verrà realizzata entro il 2018 a Santa Maria La Fossa, in provincia di Caserta. Teatro dell’iniziativa sarà la masseria confiscata a Francesco Schiavone “Cicciariello”, cugino omonimo di “Sandokan”, boss di primo piano del clan dei Casalesi, protagonista di diverse guerre tra clan camorristici, in cui persero la vita centinaia di persone nel casertano, in particolare tra gli anni Settanta e Ottanta.
Nella nuova fattoria che sorgerà in questo possedimento confiscato – dove un tempo si trovava un grande allevamento abusivo di bufale – saranno ospitati 2700 vasetti in bioplastica, uno per ogni cittadino del luogo. Un modo per coinvolgere simbolicamente la comunità nel programma di recupero del bene. All’interno di questa architettura sociale si potrà dare l’avvio a un sistema produttivo a basso impatto ambientale.
Il progetto — firmato dagli architetti Luigi Centola e Innocenzo Bortone — si è classificato primo al “Concorso di idee per il recupero e la rivitalizzazione urbana di immobili confiscati alla camorra, immobili ed arre comunali”, bandito dall’agenzia Agrorinasce nella cornice del progetto culturale “Dal degrado alla bellezza”, rivolto a quattro comuni campani.

– Helga Marsala

 http://www.agrorinasce.org/

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Nel 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e poi dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.